Fatichiamo nel calcio e nella pallacanestro, con la Ferrari vediamo se sarà l’anno buono, ma dagli sport vari arrivano soddisfazioni. Anche dal baseball, al World classic, di fatto il campionato mondiale, dal momento che dal 2011 non si disputa più.
“Houston, abbiamo un problema”
Sono gli Usa ad avere detto idealmente così, nella capitale del Texas. L’Italia ha fatto la storia, battendo gli Stati Uniti 8-6 nel girone. La nazionale è allenata da Francisco Cervelli, mamma venezuelana e papà pugliese, di Bitonto. Quarant’anni, c’è la sua mano nel punto più alto nella storia del nostro batti e corre. Non è stata la prima vittoria contro gli Usa, è però la prima volta in cui gli americani avevano sul diamante i migliori della Major league e mai il successo era arrivato a questo livello.
L’impresa del baseball

L’Italia è andata in vantaggio di 8 punti, trascinata dai lanci di Lorenzen e dai fuoricampo di Teel, Antonacci e Caglianone. Evita la rimonta di una nazionale con un lineup fenomenale, chiudendola con Weissert sul monte, chiamato a eliminare Henderson e Judge, niente meno.
E’ comprensibile l’euforia del manager simbolo del sud
“Avere battuto gli Usa significa tutto. Probabilmente questo è uno dei giorni più belli della mia vita. Tutti in Italia dovrebbero vedere ciò che hanno fatto. Lo stiamo facendo per il baseball italiano, per tutti i ragazzi. Può succedere, è possibile”.
Eredità importante

Cervelli ha raccolto l’eredità di Mike Piazza, grande in campo, non altrettanto come proprietario della Reggiana calcio, lasciata al fallimento, nel 2017, e non così brillante da tecnico. “Faccio questo lavoro da un anno, e non solo qui al Wbc, ma anche in Italia, ho dovuto convincere la gente che possiamo giocare a baseball, che possiamo fare cose speciali, così inizieranno a darci più credito. Più persone saranno intorno a noi, ci sosterranno, perché abbiamo bisogno di aiuto. Non possiamo farcela da soli”.
L’Italia del baseball sale
Anche il Messico in teoria era più forte degli azzurri, eppure si è arreso. Adesso siamo ai quarti, contro Portorico, sabato alle 20 italiane. Con un eroe da celebrare, il nostro capitano.
Lo racconta Mario Salvini, giornalista parmigiano, su la Gazzetta dello sport

“Vinnie Pasquantino s’era fatto notare nelle prime tre partite per le prestazioni in prima base, ma non aveva battuto. Si era tenuto tutto per i messicani. Mai in 6 edizioni del Wbc c’era stato un giocatore capace di battere tre fuoricampo nella stessa partita. Nessuna galleta, come si dice in spagnolo: nessun biscotto. Per andare ai quarti ci poteva bastare anche una sconfitta, coi messicani, a patto di contenere il loro bottino sotto i 5 punti. Figuriamoci, abbiamo vinto, per 9-1”. Pasquantino è uno dei tanti naturalizzati del batti e corri azzurro, proprio come Piazza. Gioca prima base nei Kansas City Royals.
Il Wbc
Il Wbc è iniziato con la bella vittoria sul Brasile, l’unica vera squadra cuscinetto del girone, con un ottima partenza di Samuel Aldegheri, il veronese è il primo italiano nato e cresciuto nello stivale ad aver lanciato in Major. Non scontato, come si legge su play.it, il bis arriva contro la Gran Bretagna, che aveva impensierito Messico e Stati Uniti. Sotto 2-0 nel primo inning, la reazione è guidata da Andrew Fischer, autore di un fuoricampo e di un doppio Rbi, più il rilievo di Macerata Gabriele Quattrini che si è tolto la soddisfazione di mandare strikeout Jazz Chisholm Jr, 31 fuoricampo in MLB nel 2025 con i New York Yankees.
Gli Usa erano favoritissimi, con Paul Skenes, Aaron Judge, Tarik Skubal, Cal Raleigh e Alex Bregma. I due migliori lanciatori e due dei migliori battitori dell’intero pianeta.
Alla faccia dei professionisti del baseball americano
A Daikin Park, Houston, gli azzurri sorprendono con tre fuoricampo (Teel, Antonacci e Caglianone) nei primi quattro inning, per portarsi sul 5-0. Sul monte, Michael Lorenzen concede pochissimo. Nella 6^ ripresa, agli americani iniziano a tremare le mani: per gli azzurri sono così entrati altri tre punti, su fielder’s choice, volata di sacrificio e lancio pazzo. 8-0 alla sesta ripresa.
Gunnar Henderson dà una scossa agli americani e batte il fuoricampo dell’8-1.
Gli USA provano a rialzarsi
Da quel momento gli Usa iniziano a fare paura all’Italia, andando spesso in base e segnando punti per riavvicinarsi, tra cui il fuoricampo da tre punti di Pete Crow-Armstrong per l’8-4. Risolvono due prese pazzesche in campo esterno di Marsee e Nori e un Pasquantino che in prima base prende tutto il possibile.
Al nono inning

Con un uomo in base si arriva al nono inning: gli USA sono lì, 8-6, con il fuoricampo appena battuto dal solito PCA. Nel box di battuta, per il possibile pareggio, c’è Aaron Judge, che insieme a Shohei Ohtani è considerato uno dei due giocatori più forti al mondo in questo momento. Tutto il Daikin Park è in piedi: un fuoricampo del fuoriclasse dei New York Yankees significherebbe pareggio. Sul monte di lancio per l’Italia c’è Greg Weissert, rilievo dei Boston Red Sox, eterni rivali degli Yankees: è una sfida nella sfida.
In questo caso, Weissert ha la meglio

Judge finisce strikeout e si chiude qui. L’Italia sconfigge gli Stati Uniti a casa loro, nello sport che hanno inventato. Complessivamente, è la 4^ vittoria azzurra contro gli stellati a strisce ma stavolta è diverso e così arrivano prime pagine sui quotidiani, addirittura un servizio sul Tg1, come fosse Sanremo.
Baseball sopra tutti
Con il Messico la partita va in diretta su Rai2, per una volta occorre fare i complimenti al tanto vituperato servizio pubblico, adesso diretto da Marco Lollobrigida, per lo sport, ad interim.
Il lanciatore partente è Aaron Nola dei Philadelphia Phillies e indirizza la partita nel secondo e nel quarto inning, senza subire punti per 5. Il 9-1 sul Messico è impressionate.
Ora gli Azzurri sfideranno Porto Rico, che ha chiuso al secondo posto la pool A dietro al Canada
Nell’eventuale semifinale ci sarebbe il Giappone di Shohei Ohtani, una delle tre squadre imbattute in questo WBC, insieme a Italia e Repubblica Dominicana.
Mondiale a parte, si potrebbe sognare il primo podio olimpico. Siamo fermi a 4 partecipazioni e al 6° posto come miglior piazzamento, nel ’96 e nel 2000.
Obiettivo Olimpiadi

“Il problema sarà qualificarsi a Los Angeles 2028 – argomenta Elia Pagnoni, classe 1959, uno dei giornalisti più appassionati d’Europa, nel batti e corri. Non so quanti di questi oriundi (soprattutto quelli che giocano in MLB) saranno disponibili a venire a giocare le qualificazioni. Dovranno essere bravi Mazzieri e Cervelli a convincerli”.
Marco Mazzieri è un ex allenatore, adesso presidente federale, succeduto ad Andrea Marcon

“E’ proprio il punto più alto nella storia delle nostre mazze – assicura Pagnoni, per 40 anni firma de Il Giornale -. Gli altri successi sugli americani erano arrivati a livelli più bassi con nazionali semi pro o dilettanti”. Ai mondiali l’Italia è arrivata quarta nel 1974 e nel 1998. Nel classic è solo la seconda qualificazione ai quarti. Il podio darebbe un briciolo di slancio a una disciplina che in Italia non è mai veramente sbocciata, al netto di qualche talento.
Un pensiero a Gandolfi

Da lassù, sarà felice Giorgio Gandolfi, giornalista scomparso a fine 2024. Era stato firma di Tuttosport, poi de La Stampa, quindi relazioni esterne del Parma e infine firma di Libero. In Italia, 3 degli ultimi 5 scudetti sono stati di San Marino, gli altri due di Fortitudo Bologna e di Parma. E solo 4 regioni si sono aggiudicate titoli: Emilia Romagna e Lazio, Lombardia e Toscana. Più i 7 della repubblica del Titano.
Compreso l’ultimo.
E un altro capitolo leggendario è stato scritto sabato notte, con l’8-6 a Porto Rico, nei quarti, a proiettare l’Italia fra le prime 4 al mondo, naturalmente per la prima volta
La partita – L’inizio azzurro ha visto Aldegheri incassare un fuoricampo dal leadoff portoricano Castro: lo 0-1 ha subito incendiato il pubblico, e l’Italia si è trovata in svantaggio nel torneo per la seconda volta (la prima era stata con la Gran Bretagna). Il primo turno difensivo portoricano, però, ha visto sul monte un Seth Lugo tutt’altro che efficace: basi per ball per Antonacci e Marsee, che poi hanno completato il giro grazie ai singoli di Pasquantino e Canzone, quindi con un altro singolo da 1 RBI di Caglianone è entrato anche il capitano per il 3-1 azzurro. Lugo è durato 25 lanci, Moran lo ha rilevato per portare a termine la ripresa e D’Orazio, con una volata di sacrificio, ha portato il 4-1. Difficoltà anche per Aldegheri nel secondo inning, Jacob è entrato dopo un out, a basi piene, ma ha colpito subito Maldonado facendo entrare il secondo punto caraibico, poi la difesa azzurra si è salvata mantenendo il +2, vantaggio rimasto tale alla fine della ripresa, con Rivera sul monte portoricano.
Come si è svolta la gara
La partita ha bruciato pitcher nei primi due inning, ma al terzo sono stati protagonisti DeLucia per gli azzurri (2 strikeout, terzo eliminato al volo da un’ottima presa di Antonacci) e Rivera dall’altra parte. DeLucia si è confermato in controllo (lo ha rilevato al settimo Altavilla, dopo 4 IP, 2 valide senza conseguenze e 3 strikeout); al contrario sul monte portoricano si sono alternati Rivera, Quinones e Cruz, dal momento che alla quarta ripresa l’Italia è stata capace di metterli sotto pressione, allungando sino all’8-2 (due RBI a testa per Fischer e D’Orazio, con Pasquantino autore di una splendida rubata in seconda).
Altavilla si è ben salvato nonostante due uomini in base al settimo inning, Rios (settimo pitcher per Portorico) ha chiuso rapidamente il turno d’attacco azzurro, ma all’ottavo Porto Rico ha poi riempito le basi con Festa sul monte, La Sorsa rilievo non ha contenuto e sono entrati 4 punti: 8-6 e un solo out in un momento complicatissimo, poi chiuso al meglio da un Weissert, sempre più esaltante.
Ital Baseball. Ora ci aspetta il Venezuela per una mitica finale
Nell’ultimo quarto, il Venezuela rimonta il Giappone per 8-5 e martedì all’1 (dirette Raisport e Sky) affronterà l’Italia in semifinale e partirà favorito.








































































Houston non e’ la capitale del Texas, chi scrive questi articoli?