“I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno feriscono il mio cuore con monotono languore”. Sentimenti autunnali mentre sboccia la primavera? Li abbiamo rubati a Paul Verlaine che nasce in questi giorni, 30 marzo 1844. Sono versi entrati nella storia anche perché utilizzati da Radio Londra per comunicare alla Resistenza francese l’imminente sbarco in Normandia. Avremo sempre bisogno dei poeti, dei loro messaggi dalla bellezza criptica e universale. In compagnia di Paul Verlaine andiamo a sfogliare le pagine dei libri più amati dal pubblico grazie al medagliere elaborato come sempre dal nostro luogo del cuore, la Libreria Lovat. Due belle sedi a Villorba (Treviso) e Trieste, sempre aperte alle ultime novità editoriali e agli incontri con i grandi autori. Ecco la classifica, tra conferme e interessanti novità:
Con Verlaine guardiamo la classifica

- Cecchettin – Cara Giulia – Rizzoli
- Pivato – Insultario Veneto Italiano – Programma
- Vecchioni – Tra il silenzio e il suono – Einaudi
- Carofiglio – L’orizzonte della notte – Einaudi
- Avallone – Cuore Nero – Rizzoli
- Murgia – Accabadora – Einaudi
- Penny – Il più crudele dei mesi – Einaudi
- Costa – Frontiera – Mondadori
- Shakib – La bambina che non c’era – Libreria Pienogiorno
- Bollore’/ Bonassies – Dio, la scienza, le prove – Sonda
Giulia sempre in testa

Sempre in vetta un libro che commuove nel profondo tutta la società civile, la testimonianza di un padre che non si è chiuso nel dolore, ma ha lanciato un appello alle famiglie, alle scuole, ai giovani, alle istituzioni. Cara Giulia (Rizzoli) – Quello che ho imparato da mia figlia, scritto da Gino Cecchettin, padre di Giulia, con Marco Franzoso. La drammatica vicenda ha scosso l’opinione pubblica alimentando il dibattito sul tema del femminicidio. Una vita piena di progetti stroncata brutalmente dall’ex fidanzato. Giulia era una studentessa di ingegneria biomedica e si stava per laureare. Doveva essere una settimana importante per la sua realizzazione professionale. Una frase lacerante colpisce tutti quelli che leggono le prime pagine del libro: “Il cellulare risultava spento o non raggiungibile. Ti ho mandato un altro messaggio che non ti sarebbe mai arrivato”. Il volume fa parte di un progetto più ampio a sostegno delle vittime di violenza di genere.
Così scrive l’autore: “Sei la mia Giulia e sarai sempre la mia Giulia. Ma non sei più solo questo. Tu dopo quanto è successo sei anche la Giulia di tutti, quella che sta parlando a tutti”. Gino Cecchettin, è titolare di una piccola azienda di elettronica e attualmente impegnato in progetti contro la violenza di genere in memoria della figlia.

Ha scritto il libro assieme a Marco Franzoso noto al grande pubblico per il romanzo “Il bambino indaco” dal quale è stato tratto il film di Saverio Costanzo: Hungry Hearts. Film vincitore a Venezia della Coppa Volpi come miglior interpretazione maschile e femminile a Adam Driver e Alba Rohrwacher nel 2014.
La bella sorpresa Shakib

“Se hai un segreto, prendilo, portalo sull’Hindu Kush e nascondilo sotto una pietra”. L’Hindu Kush è una superba catena montuosa dell’Afghanistan. In questa terra così tormentata e difficile, soprattutto se si nasce donna, ha vissuto molto la scrittrice e regista Siba Shakib, attivista e documentarista nata a Teheran. Ha girato importanti documentari raccontando la vita del popolo afgano e la drammatica condizione femminile, pubblicando con grande successo: Afghanistan, dove Dio viene solo per piangere, tradotto in 27 lingue. Ai primi posti della classifica un altro suo lavoro potente e pieno di emozioni: La bambina che non c’era (Libreria Pienogiorno).
La storia si comprende subito grazie a poche frasi incisive: “Non c’è un giorno in quei nove mesi e poi nelle lunghe ore del travaglio che Daria non abbia pregato perché nascesse un maschio. Suo marito, il giovane e valoroso comandante, non avrebbe potuto sopportare l’affronto di una femmina”. In queste terre afgane una bambina vale meno di una pecora, potrebbe anche non esistere. Per questa ragione il comandante decide che la crescerà come un maschio. Samira diventerà: Samir. Impara a cacciare, andare a cavallo, sparare e combattere, gode di una libertà sconosciuta alle donne. Per tutti è un ragazzo forte e valoroso, ma il suo cuore è pieno di conflitti e sentimenti contrastanti, una lotta interiore in un Paese dove la pace è una parola sconosciuta. Siba Shakib vive tra New York, l’Italia e Dubai.
Un’altra bella novità

Altra interessante novità in classifica questa settimana: Dio. La scienza, le prove (Sonda). Sottotitolo eloquente:L’alba di una rivoluzione. Scritto da Michel-Yves Bolloré con Olivier Bonnassies, un saggio da oltre 300.000 copie vendute con la prefazione di Robert W. Wilson, Premio Nobel per la Fisica. Con un linguaggio comprensibile a tutti, gli autori ci stupiscono attraverso un’affascinante panoramica sull’esistenza di Dio, avvalorata da prove scientifiche. Una luce nuova sul dibattito tra scienza e fede con l’analisi degli ultimi 150 anni che hanno provocato un’autentica rivoluzione sul concetto di creazione. Solo 100 anni fa gli scienziati pensavano che l’Universo fosse eterno e stabile, mentre oggi sappiamo che ha avuto un inizio e avrà una fine. Secondo gli autori, la questione di un Dio creatore è quanto mai aperta e importante. Michel-Yves Bolloré è un celebre ingegnere informatico francese. Dal 1981 al 1990, ha partecipato con suo fratello alla direzione del gruppo Bolloré di cui dirige il settore industriale. Nel 1990 ha fondato il proprio gruppo, France Essor, focalizzato principalmente sul settore meccanico.
Ci salutiamo con Einstein

Disorientati e affascinati dal mistero dell’Universo, ci salutiamo con una citazione trovata nel romanzo di Siba Shakib, molto attuale per i tempi bui che stiamo attraversando: “La pace non si può mantenere con la forza. La si può ottenere soltanto con la comprensione”. Albert Einstein.
Buona lettura!








































































Dott.ssa Elisabetta grazie a Lei e alle Librerie Lovat per questa puntuale e interessantissima rubrica letteraria che ci fa conoscere prima di tutto i testi e poi l’interesse dei lettori. Penso che sia un segno di rispetto e di ammirazione occuparsi della vicenda di Giulia e di tutte le donne vittime dell’arroganza e dell’inferiorità di alcuni uomini. Oltre a tutte le considerazioni sul valore della giovane laureanda, si dovrebbe alzare la tutela a vantaggio di tutte le donne potenzialmente in pericolo, anche con pene detentive vere, da scontare fino in fondo, non nominali. Quante volte le vittime, fisicamente inferiori, hanno dovuto convivere nello stesso quartiere o nella stessa via dei loro aguzzini in attesa di una sentenza tardiva o incompleta? Spero in una giustizia più rapida e puntuale a difesa delle donne che a fatica riescono a dimostrare la loro condizione di vittime. Allargando lo sguardo, anche l’impegno della scrittrice Siba Shakib va nella stessa direzione, anche se qui i carnefici sono la società, la religione, la cultura, una visione del modo al maschile. Mi auguro che tutte le regioni del mondo possano accettare la nascita di una femmina come una gioia e non una disgrazia. Per alleggerire i temi seri e fondanti una cultura civile, mi vado a leggere qualche parolina dal libricino di Marialetizia Pivato e mai dirò di una donna: te si a me disgràssia!