Lattebusche, la più grande Cooperativa triveneta nel settore lattiero caseario, ha chiuso il 2025, con un fatturato di 164 milioni di euro, con più 5,9% rispetto all’anno precedente. Un risultato importante, a conferma dell’ottima produzione nei sei stabilimenti Busche, Chioggia, Sandrigo, San Pietro in Gu, Camazzole e Padola di Comelico Superiore, che realizzano, con il latte raccolto tutti i giorni presso le stalle dei 273 soci, il latte pastorizzato, il formaggio Piave Dop, un prodotto esclusivo apprezzato anche all’estero, in particolare negli Stati Uniti e in Canada, il Grana Padano DOP, l’Asiago Dop, il Montasio, formaggi di vario genere dal Mezzano alla Casatella, dallo yogurt al gelato.
I dati di Lattebusche

Nel 2025 la produzione di Piave è stata di 315 mila forme mentre il formaggio Grana Padano ha sfornato ben 150 mila forme. Il Montasio ben 30 mila forme, l’Asiago Dop oltre 95 mila forme. La linea latte e panna ha 19 referenze, i freschissimi quasi 50, i freschi 12, i semistagionati 15 tipologie, gli stagionati 5 tipologie mentre i gelati, grande asso nella manica di Lattebusche e prodotti a Chioggia, dispongono di 47 referenze.
Il giudizio di Bortoli

“Lattebusche”, dice Matteo Bortoli, direttore marketing della Cooperativa bellunese, “ lo vendiamo in 16 mila punti vendita, di cui 10 sono punti vendita a gestione diretta. Abbiamo 322 dipendenti, 6 linee produttive, 273 soci produttori capaci di far entrare in Cooperativa ben 4 mila ettolitri di latte al giorno. E’ stato un buon 2025 in cui abbiamo inaugurato un altro Bar Bianco a Longarone, abbiamo perfezionato molti accordi anche con l’estero, soprattutto è stato un anno che ha ancor più formalizzato una vera e propria politica per la qualità. Diciamo che tutti i prodotti hanno conosciuto un grande successo, con un particolare boom per alcuni formaggi, in primi il Piave e il Grana Padano, e per i gelati che hanno conosciuto tante simpatie ovunque”.







































































