Grande successo di pubblico mercoledì 8 aprile alla Scuola Grande di San Marco per la presentazione dell’ultimo libro fotografico dell’Avv. Marco Sitran. Oltre 120 persone hanno dialogato con l’autore.
Le dichiarazioni di Sitran

“Non siamo qui per parlare del tempo che passa, ma del tempo che si vive. Un tempo che a Venezia assume un significato unico: lento, condiviso, profondamente umano. Il libro racconta un’infanzia fatta di gioco libero negli spazi comuni, senza distinzioni sociali: campi, calli e masegni diventavano luoghi di crescita, incontro e scoperta” ha detto Marco Sitran.
Si tratta di una raccolta fotografica che si rivela un’esperienza collettiva che oggi appare sempre più lontana

A partire dagli anni ’80, la trasformazione della società ha portato a un progressivo passaggio da cittadini a consumatori, accelerato dall’era digitale. “È stato un momento intenso, corale, pieno di voci, di affetto e di responsabilità. In un luogo simbolico, dove nascono i figli di Venezia — e dove sono nati anche i miei tre figli — abbiamo parlato di futuro – ha continuato l’autore. Non in astratto, ma partendo da ciò che manca oggi: spazio per il gioco, case per chi vuole restare, lavoro che non sia piegato alla monocultura turistica. Venezia non si salva da sola. Venezia si salva solo con quelli che la abitano. Questo libro nasce proprio da qui: dai bambini, dai loro corpi che giocano, corrono, occupano lo spazio, lo rendono vivo. Senza di loro — senza famiglie, senza comunità — la città si svuota, diventa scenografia, perde senso”.
Le considerazioni

Anche il viaggio e la città stessa rischiano di ridursi a esperienze da consumare, perdendo autenticità e relazioni. Venezia incarna oggi questa tensione in modo emblematico. “L’overtourism restringe gli spazi di vita, limita il gioco, rende sempre più difficile abitare la città. I luoghi della socialità si riducono, mentre cresce una monocultura del consumo. Parallelamente, il problema della casa si aggrava: migliaia di appartamenti restano vuoti o destinati al turismo, mentre i residenti diminuiscono. Il rischio è chiaro: Venezia può perdere la sua comunità prima ancora della sua forma fisica” ha concluso Sitran. Questo libro è un invito a riflettere e ad agire. Restituire tempo e spazio ai bambini significa restituire vita alla città. Perché senza abitanti non esiste Venezia, e senza bambini non esiste futuro. Salvare il diritto dei più piccoli a vivere Venezia significa, oggi più che mai, contribuire a salvare Venezia stessa.
Un parterre d’eccezione

Tra i presenti il Candidato Sindaco Andrea Martella, il Maestro Gianni De Luigi, Gian Angelo Bellati.








































































