Il Derby della Madonnina numero 245 è il piatto forte della 12.ma giornata di A che qualche sorpresa l’ha data: con la Fiorentina che coglie il primo punto dell’era Vanoli contro la Juventus che non sa più vincere con la vergogna dei cori razzisti dei tifosi viola verso Vlahovic che costringono l’arbitro a sospendere la gara. O il Bologna che espugna Udine con 3 gol di scarto dimostrando di essere squadra degna d’Europa.
Il primo derby, dopo 90 anni, in uno stadio di proprietà: eccolo sviscerato dalla A alla Zeta
A come Allegri
un ritorno di lusso per “Acciughina” che in carriera non perde un derby da ben 10 anni, ma sono stati tutti sotto la Mole sulla panchina della Juve. Nella sua prima avventura rossonera vinse all’esordio il 14 novembre 2010 di corto muso: 1-0 con rigore di Ibra (che oggi è suo dirigente). Curioso che anche allora si giocò alla 12.ma giornata e in casa nerazzurra. Il Max rossonero ne vinse poi anche altri due in quella stagione, ma gli anni successivi restò sempre a secco fino al dicembre 2013 quando perse 1-0 (gol di tacco di Palacio) e fu esonerato un mese dopo.
B come Brera

L’elegante quartiere di Milano, ma soprattutto il celeberrimo scriba (Giuan del Po) che seguì centinaia di stracittadine scrivendone per il “Giorno” poi per il “Giornale” e infine per “Repubblica”. Nel 1994, due anni dopo la sua morte, il figlio Paolo curò la raccolta “Derby!” per Baldini & Castoldi, 250 pagine con tutte le cronache dell’epoca: resta tuttora un esempio inimitabile di giornalismo sportivo d’autore.
C come Chivu

Esordiente sulla panchina nerazzurra, ma protagonista di 10 derby da giocatore. Curiosa la sua prima uscita nel dicembre di 18 anni fa: Mancini schierò Cristian mezzala sinistra. Giocò tutti i 90’ la partita aperta dal gol di Pirlo (il grande ex), ma poi ribaltata dai nerazzurri con Cruz e Cambiasso (2-1 finale). Negli altri 9 derby giocati conta 3 vittorie e 5 ko con un solo pari, nel suo ultimo derby: il 24 febbraio 2013 (1-1).
Difese sotto i fari
D come Difese


Saranno decisive non soltanto in copertura, ma anche in proiezione offensiva viste le frequenti incursioni di Bastoni da una parte e Pavlovic dall’altra. Primo non prenderle è un mantra di Allegri, ma ovvio che anche Chivu spera di blindare la porta di Sommer in verità un po’ troppo “aperta” in queste prime 11 giornate con già 12 gol al passivo contro i 9 dei cugini.
E come Esposito

Altro esordiente molto atteso è il ventenne Pio che non partirà titolare, ma che potrà risultare un’arma in più per Chivu deciso comunque a schierare la Thu-La. Il giovane attaccante si è appena sbloccato a San Siro segnando in azzurro l’1-0 nella debacle con la Norvegia, unica nota positiva di una Nazionale a tinte fosche.
Tanta F…rancia nel Derby
F come Francia


Il Paese straniero più rappresentato nelle due rose in campo con un totale di 7 elementi, 4 del Milan e 3 dell’Inter. Maignan, Rabiot, Nkunku e Fofana frai rossoneri; Thuram, Bonny e Diouf fra I nerazzurri. Allons enfants!
G come Gabbia

Non tanto e non solo il 26enne centrale difensivo Matteo, sicuro titolare di Allegri e già decisivo con un gol di testa nel derby del 22 settembre dello scorso anno, ma gabbia difensiva come quella che i nerazzurri preparano per limitare il centrocampo avversario (vedi alla voce Modric).
I derby nel segno di HH
H come Herrera
Il Mago argentino, diventato veneziano d’adozione (morì in laguna nel 1997 ed è sepolto sull’Isola di San Michele), è il grande personaggio dei Derby insieme al Paron Rocco (vedi lettera R). La prima sfida fra di loro è datata 1961 e vinse 3-1 il Milan, l’ultima si giocò invece il 2 dicembre 1973 ed Helenio prevalse 2-1 con un gol decisivo di Facchetti. Per tutti HH fu poi battezzato da Brera “Accaccone” per distinguerlo dall’omonimo Heriberto, peraltro paraguaiano, definito Accacchino.
I come Internazionale

Nata nel 1908 da una scissione del Milan che aveva solo giocatori autoctoni e non voleva stranieri. Il mitico avvocato Prisco, storico vicepresidente, coniò la celebre battuta “ecco la dimostrazione che si può fare qualcosa di importante partendo da niente!”. Nel bilancio complessivo dei derby i nerazzurri sono in vantaggio: 91 vittorie contro 82 (71 i pareggi).
L come Lautaro e Leao
Gli attori sicuramente protagonisti dopo 21 derby già giocati. Il capitano nerazzurro ha finora segnato 9 reti ai cugini, ma solo 4 nei 12 derby giocati in serie A, un altro gol nelle semifinali di Champions 2023, 2 nelle 4 sfide di Coppa Italia e infine 2 in altrettante finali di Supercoppa, ultima nel gennaio scorso poi persa 3-2. Il portoghese Leao è invece l’uomo-derby di Max Allegri e dalla sua prestazione dipenderà molto del fronte offensivo rossonero. Per Rafa già 6 derby vinti con 3 reti segnate.
Il primo derby di un “esordiente” di lusso
M come Milan ma anche come Modric

Ecco il grande protagonista annunciato. Il 40enne croato, pallone d’oro, è l’esordiente di lusso fra le fila rossonere, ma è anche il giocatore con più derby giocati in giro per il mondo. Sarà l’uomo chiave del centrocampo per il quale è stata predisposta una “gabbia” con Calhanoglu come principale indiziato alla marcatura. Luka in carriera ha già disputato 34 derby a Londra, sponda Totthenam, e addirittura 42 a Madrid con il Real (18 vittorie, 10 sconfitte e 14 pari). Dei blancos è peraltro il giocatore più titolato della storia.
N come Numeri e come Neve

Quelli del cassiere sono record per questo Inter-Milan che potrebbe essere innevata. Si prevede infatti un incasso sopra i 7,5 milioni di euro superiore a un anno fa, primato assoluto nella storia della Serie A. I paganti supereranno quindi quota 70mila pur con previsioni meteo non favorevoli: c’è infatti il concreto pericolo di una nevicata su Milano, ma non tale da mettere a rischio la gara.
Da dove nasce il nome derby
O come Origine

Non tutti sanno che il termine Derby deriva dalla città inglese omonima e si riferiva a una corsa di cavalli istituita nel 1780 dal conte Edward Stanley. Poi è stato adottato nel calcio per indicare la partita tra due squadre della stessa città, a causa della rivalità sportiva esistente proprio a Derby dove giocavano i team che derivavano dalle parrocchie di All Saints e della vicina Saint Peter. Tutti i Santi e San Pietro, quindi San Siro ben si adatta al ruolo di palcoscenico!
P come Pareggio
Il risultato meno gradito in partenza e peraltro meno frequente nei derby meneghini. In 244 sfide si è ripetuto 71 volte, il 29% dei casi. Pari è però finito l’ultimo derby in A (1-1) col gol in extremis di De Vrij. Il derby pareggiato con più gol è invece quello disputato nel 1949 e finito 4 a 4.
Q come Quote

I bookie non ci azzeccano quasi mai e in questo caso danno leggermente favorita l’Inter: la quota media dei 3 principali siti di scommesse è 1,85, il Milan si attesta invece sul 4 (chi gioca 10 incasserebbe 40). Ma da tradizione vince spesso chi è sfavorito come accaduto ben 3 volte lo scorso anno. Il pari è dato a 3,50.
R come Rocco
Il Paron insieme al mago Herrera è stato il grande personaggio del Derby. “Che vinca il migliore, speremo de no” è la sua battuta iconica, ma fu pronunciata per un Padova-Juve, mai sulla panchina del Milan che lui portò ai primi successi europei e mondiali. A chiamarlo in rossonero fu il trevigiano Gipo Viani: l’allora presidente Andrea Rizzoli diede l’ok dopo avere visto il Milan travolto dal Padova per 4-1 nel 1961.
Addio San Siro
S come Stadio San Siro

E’ il primo Derby di… proprietà definito epocale dai due presidenti Marotta e Scaroni. Le due società hanno appena acquistato tutta l’area ed entro 4 anni realizzeranno il nuovo impianto (vedi https://www.enordest.it/2025/11/09/luci-a-san-siro-non-si-accenderanno-piu/).
T come Tradizione

Storicamente il tifo per l’Inter era associato alla borghesia milanese, mentre quello per il Milan era più popolare così come attestano i termini dialettali per definire i tifosi: “Bauscia” (ovvero sbruffoni) gli interisti e “Casciavit” (cacciaviti) i milanisti. Dopo gli anni 80 e con l’avvento di Berlusconi la differenza sociale si è annullata se non addirittura invertita.
U come Unico
Lo spettacolo e le coreografie del Derby sono uniche, ma quest’anno il tifo organizzato potrebbe limitarsi a semplici striscioni dopo le recenti polemiche dei club con le curve (la Nord interista e la Sud milanista) indagate per infiltrazioni criminali. Il dubbio sarà svelato soltanto nell’immediato pre-gara.
Un derby che ha nel Veneto tracce di storia
V come Veneto

Spesso protagonista per aver dato i natali a tanti allenatori e/o giocatori – da Gipo Viani ad Aldo Serena tanto per citarne solo due – quest’anno si limita a fare da apripista o meglio da avanspettacolo, nel senso che viene prima: ieri sabato si è giocato, infatti, all’Euganeo il derby Padova-Venezia di serie B finito 2 a 0 per gli arancioneroverdi. Un derby dal sapore antico di serie A e di grandi nomi, quando Padova e Venezia erano per il calcio italiano molto più di provinciali che si facevano rispettare.
Z come Zona

Il classico “gioco a zona” di un allenatore come Sacchi è ormai superato dall’evoluzione del pressing, ma resta l’innovazione tattica più importante degli ultimi 40 anni di Derby. Vedremo cosa si inventeranno Chivu e Allegri, ma difficilmente potranno mai raggiungere l’inventiva dell’Arrigo da Fusignano.








































































