Aveva solo tre anni quando “Pippo” sorvolava i cieli della Marca. Siamo verso la fine della seconda guerra mondiale, ma certi ricordi o certi “traumi” come dice lui sono difficili da rimuovere. Dino D’lessi abitava nel centro di Paese, proprio di fronte alla chiesa parrocchiale. Il papà era un capo cantiere edile e lui lo aiutava come manovale prima e quindi come muratore: c’era un paese da ricostruire.
Non c’erano i social a “dominare” il pensiero dei ragazzini ottant’anni fa

Però c’era il campo sportivo parrocchiale, non certo tirato a lustro tipo il tappeto del biliardo come oggi, ma ci si adattava pur di calciare un pallone. E si rischiavano pure le botte dai genitori. Dino D’Alessi a 16 anni gioca nella prima divisione a Paese suo luogo natio. E’ una mezz’ala, ha un buon destro, a Venezia imparerà ad usare anche il sinistro. Il Treviso si interessa a lui ma, si racconta, che Piero Bortoletto, una istituzione nella società biancoceleste non lo abbia voluto….appunto si racconta.
Per Dino si apre un portone

“Si chiude una porta e si apre un portone” dicevano i saggi un tempo. E così sarà per Dino che finirà a pochi chilometri di distanza, proprio a Venezia, grazie al fiuto del direttore generale Gigi Busidoni. Esordio in serie A nel 1962 a San Siro contro il Milan di Gianni Rivera, per Dino il “migliore in assoluto. Quella era una squadra di mostri sacri” ci dice. Dopo l’esperienza in laguna trasferimento a Brescia dove Dino vivrà quattro anni fondamentali della sua carriera. Quindi il salto di qualità: Firenze.
Dino, che anni sono stati in maglia viola per lei?

“Molto positivi. Iniziai con l’allenatore Bruno Pesaola molto bravo, sostituito da Oronzo Pugliese, ci fu diciamo pure un rimescolamento di idee. Poi il “Barone” Nils Liedholm grande personaggio, grande personalità, parlava pochissimo, ma si faceva capire. Tutte le sere finito l’allenamento mi diceva resta qua e io chiedevo il motivo. Risposta: “Perchè tu hai un bel piede e sai fare i cross”. Io crossavo e a lui piaceva calciare al volo”. Poi diceva: “Io tra i più forti giocatori venuti in Italia capace con tutti due piedi”. Gli replicavo: Mister col sinistro sono d’accordo …ma con il destro. E poi guai a nominargli Schiaffino. Liedholm fu tra i primi a praticare il gioco a zona”.
Dopo Firenze si torna a Nord: Trieste…

“Andai a Trieste con poca voglia. Volevo scappare via. Chiusi la carriera in Friuli Venezia Giulia indossando le casacche di Udinese e Monfalcone”.
Dino, c’è stato un momento della sua carriera in cui sarebbe potuto finire al Milan. Ce lo racconta?
Ha partecipato ad una tournee con il Milan, con me c’era Ariedo Braida: vi dice niente questo nome? Uno dei momenti più belli della mia carriera vissuta con Nereo Rocco. Un personaggio unico, difficile trovare allenatori con quella intelligenza e quell’arguzia. A Toronto abbiamo incontrato la comunità trevigiana. Sostituii Rivera, giocai da mezz’ala. C’era pure un altro fuoriclasse in campo: Antonio Valentin Angelillo. Ci siamo divertiti, Rocco non lasciava niente al caso “Ricordatevi che noi siamo il Milan e il Milan non può fare figuracce”. Prima il calcio. Fabio Cudicini, grandissimo portiere, con cui avevo giocato a Brescia, mi disse che il “Paron” mi avrebbe voluto in maglia rossonera. Non se ne fece nulla perchè Arturo Silvestri che era il tecnico delle rondinelle non volle lasciarmi andare. Ci rimasi male”.
Appese le scarpe al chiodo, lei allenerà per oltre un ventennio, quasi sempre a Nordest, a parte una parentesi in Piemonte. Udine nel suo destino: dopo aver giocato per tre anni ci tornerà in panchina, vincendo anche l’unico trofeo della storia della squadra friulana, la Mitropa Cup.

“Quella “cantera” oltre quarant’anni fa “produsse” una decina di giocatori che poi militeranno nella massima serie. Ebbi anche la fortuna di lavorare con uno del migliori preparatori in assoluto, il professor Cleante Zat. Ci ha insegnato e ha impostato le basi della preparazione moderna. Innovativo al massimo, anche quando non era più con me lo chiamavo spesso per chiedergli spiegazioni”.







































































