Continua su http://www.enordest.it la nuova rubrica dal titolo “Itinerari”. Ogni domenica sarò felice di presentarvi voci e storie tra Nordest e Sardegna, terre straordinarie tra cui vivo e lavoro. Vi accompagnerò lungo itinerari culturali, turistici ed imprenditoriali ricchi di fascino e creatività, che conto sapranno informare ed emozionare chi vorrà farci compagnia. Questa volta tocca a Madi e Marco del Wine Country House Cruna di Subida. Buona lettura e buon 1° maggio a tutti!
Un 1° Maggio diverso

La rubrica “Itinerari” esce il 1° maggio – e non la domenica come di consueto – in occasione della Festa dei Lavoratori, che ci invita come sempre a riflettere sui diritti fondamentali nel mondo del lavoro, ma anche sull’importanza di staccare la spina da impegni e stress per godersi il meritato riposo. I dati parlano di oltre 7 milioni di viaggiatori pronti a concedersi una vacanza in questo ponte tanto atteso. C’è chi opta per un week end in capitali d’Europa, chi predilige le città d’arte italiane, chi invece sogna di rifugiarsi nella pace della natura, fatta di silenzi che sono musica per l’anima. Finora, con “Itinerari”, vi ho raccontato storie e luoghi tra il Veneto e la Sardegna.
Andiamo sul Collio con Madi e Marco

Oggi vi porto in una regione del Nordest celebre per i suoi vini e per la quiete delle sue colline: il Friuli Venezia Giulia, vero e proprio “compendio dell’Universo” in miniatura. Stiamo parlando infatti di un territorio che unisce Alpi Carniche e Giulie, coste adriatiche (da Lignano a Grado), città d’arte uniche come Trieste, Aquileia (patrimonio Unesco), la città-fortezza di Palmanova, una ricca storia di confine e tradizioni enogastronomiche di prima grandezza. Nel cuore di questa magnifica regione c’è un luogo dove è possibile rifugiarsi dal caos e dalla frenesia della vita quotidiana. Siamo a Cormons (Gorizia), vivace centro agrituristico del Friuli orientale immerso nella natura del Collio, una delle migliori zone di vino bianco d’Italia. Un territorio incontaminato, crocevia di culture e paesaggi, capace di raccontare una bellezza fatta di silenzi, di luce e materia.
Madi, Marco e il Wine Country House Cruna di Subida

In quest’angolo di paradiso si inserisce con naturalezza, in un dialogo costante con il territorio, il “Wine Country House Cruna di Subida”. Non un semplice progetto ricettivo, ma la naturale estensione di uno stile di vita, e di un sogno realizzato… Quello di Madi Cattaruzzi e Marco Perti, già proprietari della vicina azienda agricola, che hanno riconosciuto in una casa centenaria, un tempo appartenuta ad una famiglia tedesca, il luogo ideale per dare forma ad una visione di ospitalità autentica, intima e profondamente legata al contesto. Così, nel 2023, nasce questo progetto ricettivo che ha anche il sapore del coraggio: quello di chi ha un’intuizione e non si fa spaventare dalle difficoltà. Visualizza, decide e realizza, con tenacia e passione. Così hanno fatto Madi e Marco, che mi hanno raccontato la loro storia imprenditoriale. Negli occhi hanno la luce di chi fa esattamente ciò che ama. Quella stessa luce, la si ritrova in ogni stanza di questa elegante ed intima Country House.
Madi e Marco, qual è stata l’ispirazione che vi ha portato a creare questo luogo?

“L’ispirazione è nata in modo molto naturale. I nostri ospiti ci chiedevano spesso perché non avessimo una struttura tutta nostra. Ad un certo punto, abbiamo capito che quel luogo esisteva già. Era una casa centenaria, immersa nel paesaggio del Collio, che aspettava solo di essere ascoltata e vissuta. Da lì è iniziato tutto: non un progetto costruito a tavolino, ma la scoperta di qualcosa che era già parte della nostra storia – racconta Marco Perti, formazione tecnologica e una profonda passione per l’outdoor e l’enogastronomia – Volevamo creare qualcosa che ci rappresentasse davvero – spiega Madi Cattaruzzi, una formazione in marketing, wine business e una solida esperienza da sommelier. Un luogo in cui sentirsi accolti, circondati dalla bellezza. Una bellezza che è fuori, nel paesaggio, e dentro, negli spazi, arredati con elementi di design scelti per la loro capacità di dialogare con l’architettura e con la luce”.
L’importanza del tempo

Ascoltando le parole di Madi e Marco, penso ad un concetto acquisito, ma che non è sempre facile da realizzare: ritagliarsi del tempo di qualità per se stessi. Nei fine settimana, durante i ponti festivi, in estate durante le vacanze. Appena la frenesia della vita quotidiana, e i relativi costi da sostenere, lo permettono. Respirare aria pulita, ammirare il verde scintillante dell’erba e delle piante. Godersi il silenzio della natura, il cinguettio degli uccelli, lo scrosciare di un ruscello. E’ quell’idea di “turismo lento” o “diffuso” che oggi rappresenta uno dei settori del “tempo libero” in maggiore espansione, con oltre 11 milioni di italiani orientati verso un turismo più sostenibile e autentico. “Cruna di Subida” si inserisce alla perfezione in questa tendenza.
Qual è la proposta turistica pensata per i vostri ospiti?

“Soggiorni e servizi vengono pensati e calibrati con cura sartoriale, adattandosi ai desideri di chi arriva, per un’accoglienza autentica, mai standardizzata. Ogni esperienza nasce dalle esigenze dell’ospite e da un ascolto attento e discreto: quale ristorante scegliere, quali luoghi scoprire, come vivere il territorio. Sentieri che partono direttamente dal giardino invitano a passeggiate a piedi, in bicicletta o a cavallo, completando l’esperienza di un luogo in cui natura, ospitalità e cultura convivono in perfetto equilibrio. Il territorio che ci circonda è un punto di partenza ideale per esplorare il Friuli Venezia Giulia, il Collio e Gorizia – capitale della cultura 2025 – il Veneto e le terre di confine. Per gli amanti della bicicletta sono a disposizione e-bike e una struttura dedicata – un ex container marittimo riconvertito – attrezzata come deposito e piccola officina. Nei mesi estivi, la piscina a sfioro con acqua salata (senza cloro e delicata per la pelle), riservata agli ospiti, diventa un luogo di quiete assoluta, immerso nel verde. Un’area relax attrezzata con lettini e wi-fi. Un luogo di vacanza che punta alla bio-diversità, con interni eco-compatibili, vini propri e colazione con prodotti locali. Il luogo ideale per chi cerca relax e natura nel cuore del Friuli”.
Come descrivereste l’anima della vostra country house?

“Cruna di Subida è un luogo intimo, autentico, profondamente connesso al territorio. La sua anima è fatta di silenzi, luce e materia, di dettagli che raccontano una cultura e uno stile di vita. È una casa che accoglie, non una struttura che ospita. La struttura accoglie sei camere, due deluxe, tre junior suite e una suite, pensate come rifugi di quiete. Ogni ambiente è arricchito da libri e pubblicazioni dedicate al territorio, selezionati per accompagnare l’ospite in un racconto fatto di cultura, storia e identità. Nel grande salotto dedicato alle colazioni, tra profumi di torte fatte in casa e prodotti del territorio, trova spazio anche una selezione di opere di Enrico Ursella, pittore friulano di fine Ottocento, le cui scene rurali dialogano con l’anima agricola del luogo. La colazione, pensata come un momento di condivisione e relazione, accompagna l’ospite in un’esperienza che prosegue anche negli spazi della Taverna, aperta anche agli esterni in alcune ore dedicate della giornata. Qui trovano posto i vini di famiglia e le eccellenze gastronomiche locali. La taverna accoglie gli ospiti come un rifugio discreto: un luogo con piccola cucina, dedicato alla degustazione di vini e specialità del territorio, capace di trasformarsi in una cornice esclusiva per cene private ed eventi su misura”.
Cormons si trova nel cuore del Friuli Venezia Giulia: cosa rende questo territorio così speciale per chi cerca una fuga nella natura?

“Cormons è un territorio di confine, dove culture diverse si incontrano e si fondono. Qui la natura è ancora autentica, incontaminata, capace di restituire un senso profondo di equilibrio. Il Collio è fatto di colline morbide, vigneti, luce e silenzio: un paesaggio che invita a rallentare e a riconnettersi con ciò che conta davvero”.
Che rapporto avete con le cantine locali?

“Un rapporto naturale e quotidiano. Viviamo il vino come parte integrante della nostra cultura e del nostro modo di essere. Collaboriamo con realtà del territorio e allo stesso tempo produciamo i nostri vini: è un dialogo continuo tra identità, territorio e visione”.
Offrite esperienze legate al vino per gli ospiti? Degustazioni, visite, racconti?

“Sì, il vino è una componente fondamentale dell’esperienza. Il vino del Collio è parte della nostra natura, della nostra cultura e del nostro modo di vivere. Abbiamo entrambi una passione profonda per l’enologia e ci siamo formati anche su questo fronte. In ogni camera gli ospiti trovano una selezione delle nostre etichette e organizziamo momenti di degustazione, racconti e suggerimenti personalizzati per scoprire le cantine del Collio. È un viaggio nel vino che nasce sempre dall’ascolto dell’ospite”.
Madi, Marco, come vedete evolvere il turismo lento in una zona come questa?

“Crediamo che il turismo lento sia la chiave per valorizzare davvero questo territorio. Qui non si viene per ‘vedere tutto’, ma per vivere. Sempre più persone cercano esperienze autentiche, tempo, silenzio e relazioni: il Collio ha tutte le caratteristiche per diventare un punto di riferimento in questo senso”.
Quanto è importante il cibo nell’esperienza complessiva?

“Il cibo è centrale. È racconto, identità, condivisione. Dalla colazione con prodotti fatti in casa e del territorio fino alla Taverna, ogni momento è pensato per far vivere un’esperienza autentica, legata ai sapori locali e alla stagionalità”.
Come definite il vostro concetto di ospitalità?

“Per noi ospitalità significa ascolto. Ogni soggiorno è costruito su misura, con discrezione e attenzione. Non esiste un’esperienza standard: ogni ospite è diverso e merita un’accoglienza che sappia adattarsi ai suoi desideri”.
Che tipo di ospite viene più spesso da voi: chi cerca relax totale o chi vuole esplorare?

“Entrambi. C’è chi arriva per fermarsi, rallentare e godere del silenzio, e chi invece prende Cruna di Subida come punto di partenza per esplorare il territorio. Il bello è proprio questo equilibrio: offrire un rifugio e, allo stesso tempo, una porta aperta sul Collio”.
Madi, Marco, avete nuovi progetti o idee per il futuro della country house?

“Il nostro obiettivo è continuare a evolvere senza perdere autenticità. Stiamo lavorando su nuove esperienze legate al territorio, allo sport, alla salute del corpo e dello spirito con nuovi corsi di pilates nel bosco; alla cultura con due presentazioni di libri, al vino e alla natura, sempre mantenendo un approccio ‘sartoriale’. Crescere, sì, ma rimanendo fedeli a ciò che siamo. Crediamo molto nel binomio ‘cultura e ospitalità’. Per questo abbiamo organizzato due differenti presentazioni di libri. Il primo incontro sarà ospitato giovedì 11 giugno alle ore 18.30, con le giornaliste Francesca Negri e Anna Mazzotti, che presenteranno il libro “Uomini à la carte” (Leonardo J. Edizioni). Giovedì 2 luglio avremo l’onore di avere con noi la giornalista Roberta Schira, firma autorevole del Corriere della Sera e autrice di numerosi libri, che presenterà “Le margherite sanno aspettare” (Garzanti)”.








































































