Chissà cosa avrà pensato il leggendario Filippide nell’apprendere che 25 secoli dopo di lui un atleta, il keniano Sabastian Sawe, ha impiegato meno di due orette per correre la stessa distanza che separa Maratona da Atene ovvero gli storici 42 km e 196 metri. Al soldato greco quella corsa costò la vita: morì alla fine del tremendo sforzo appena dopo aver pronunciato la parola “Nike” (Vittoria) per far sapere agli Ateniesi che i Persiani erano stati sconfitti. Stavolta, invece, quella corsa indemoniata regala l’immortalità sportiva a Sawe, 31enne keniano primo uomo a scendere sotto il fatidico muro delle 2 ore: è accaduto il 26 aprile alla Maratona di Londra quando ha tagliato il traguardo fermandoi cronometri a 1 ora 59 minuti e 30 secondi. Ha così migliorato di oltre un minuto il record precedente del compianto Kelvin Kiptum, il connazionale deceduto due anni fa in un incidente stradale.
La prestazione che entra nella Storia
L’impresa nella Capitale inglese è paragonabile per importanza a quella di Jim Hines che nell’ottobre 1968 infranse per primo il limite dei 10” sui 100 metri: 9.95 il suo crono alle Olimpiadi di Città del Messico. Oppure il primo salto in lungo oltre gli 8 metri (Jesse Owens il 25 maggio 1935). La gara di Londra entra nella Storia per i ritmi pazzeschi con i primi tre classificati tutti sotto il record del mondo: Sawe ha vinto alla velocità media di 21,19 km/h che per un uomo normale sono difficili da mantenere pure in bicicletta su questa distanza. Lui ha corso con cadenza di 2’49” al chilometro, tempo che già rappresenta un limite incredibile. Per capirlo basta ricordare che il record italiano sui 10mila metri in pista è il buon 27’08” di Yeman Crippa corso alla media di 2’43” a km.
Coprendo su strada una distanza oltre 4 volte superiore il keniano neo-recordman concede soli 6 secondi al km al nostro miglior specialista. Lo stesso Crippa ha appena stabilito il nuovo primato della mezza maratona: 59’01” (il 22 febbraio a Napoli) esattamente lo stesso tempo fatto segnare da Sawe nella seconda parte di gara dopo aver corso i primi 21 km in 60’29”. Un talento immenso per continuità: aveva corso finora solo 3 maratone sempre sotto le 2 ore e 2 minuti. E a Londra è stato perfetto nei passaggi ogni 5 km: 14’14” i primi 5000 metri poi 14’21” quindi gli unici sopra i 14’30” (di soli 5”) per attestarsi a 14’20” e scendere infine a 13’54” (dai 30 km) e 13’42” (dai 35): negli ultimi 2195 metri ha fatto segnare un eccezionale 5’51”.
Il precedente non omologato
In verità il 12 ottobre di sette anni fa sotto il muro delle 2 ore era sceso in una maratona a Vienna un altro campione come Eliud Kipchoge, ma fu una corsa studiata a tavolino dal miliardario inglese Jim Ratcliffe, con una decina di atleti a fare da lepri su un percorso praticamente senza curve, perfino con un’auto d’appoggio a tagliare l’aria: realizzò peraltro un 1h59’40” record che ovviamente non fu certificato dalla Iaaf. Stavolta le “lepri” sono stati in pratica i primi 3 classificati alternatisi al comando a ritmi da considerare folli per qualsiasi altro atleta al mondo. Il secondo di Londra, l’etiope Yomif Kejelcha, alla sua prima maratona (!!!) ha chiuso a soli 11” praticamente battuto in volata da Sawe mentre l’ugandese Jacob Kiplimo ha completato il podio con uno stratosferico 2:00:28”. Performance impensabili fino a pochi giorni fa e che certificano una gara irripetibile.
La carriera di Sawe: dagli altopiani alla pista
Nato il 16 marzo 1995 nel villaggio di Cheukta, sugli altopiani di Uasin Gishu, Sawe è della tribù dei Nandi ed ha origini contadine: suo padre Simion era un coltivatore di mais, mamma Emily aiutava il marito e aveva fatto alcune gare di velocità da ragazza. Il piccolo Sabastian inizia correre in pista nelle gare scolastiche e ogni successo è un passo verso un futuro che gli permetterà di cambiar vita. Ma in Kenya, dove il livello è altissimo, emergere non è facile complice anche una vicenda giudiziaria che lo ha portato in carcere, ma poi è stato assolto con formula piena.
Il primo infortunio

Nel marzo 2020, poco prima di compiere i 25 anni, Sawe si rompe un tendine: prova a riprendere, ma scoppia il Covid che blocca gare, viaggi e i suoi sogni di gloria. Sembra finita per lui e invece la svolta arriva quando riesce ad entrare nella “2Running” di Claudio Berardelli, il tecnico bresciano che vive e lavora in Kenia dal 2004 allenando talenti.
E da lì Sawe riparte
Nel settembre 2021 fissa infatti il record nazionale keniota nella gara di un’ora: 21.250 metri, mancando di poco il primato mondiale. A marzo 2022 stabilisce il record della Roma Ostia e poche settimane dopo il suo record di mezza maratona di 58:58 vincendo in Bahrain. Nel settembre 2024 si migliora ancora e vince la Mezza di Copenaghen in 58:05 quindi la prima maratona a Valencia in 2:02:05. Il 27 aprile dello scorso anno altro trionfo a Londra in 2:02:27 poi a settembre s’impone a Berlino sempre correndo sulle 2 ore e 2 minuti, più soli 16 secondi (nessuno al mondo ha mai avuto medie simili) e subito dopo accetta di aderire al protocollo antidoping dell’Aiu che lo sottopone a ben 25 controlli fuori gara: è un atleta pulito al di là di ogni ragionevole dubbio.
La programmazione di Sawe

Il suo exploit londinese è comunque frutto di programmazione e un regime rigoroso basato su una media di 200 km di allenamento settimanale con punte di 241 (quindi circa 28 km al giorno). Un ruolo fondamentale è anche ricoperto dall’innovazione tecnologica: Sawe ha corso con le scarpe dal peso record di soli 97 grammi realizzate apposta dalla Adidas e già in commercio (520 euro il prezzo).
L’allenatore bresciano Claudio Berardelli ha riassunto in quattro concetti le ragioni di questo record: “Le scarpe, gli integratori, le metodologiedi allenamento e lo staff che lo segue”. Sull’alimentazione ha spiegato di averlo alimentato con gel che apportano quantità elevatissime di carboidrati in forma liquida: 115 grammi ogni ora. Altrimenti non puoi spingere un essere umano a fare una prestazione del genere: è la biochimica». Nelle 2 ore ha bevuto poco più di 1 litro di liquidi e al termine della gara ha dichiarato di sentirsi in grado di correre almeno altri 10 km: semplicemente sovrumano.
Una giornata perfetta con raffica di primati

La giornata del 26 aprile è stata memorabile e perfetta per le condizioni climatiche: 12 gradi alla partenza (alle ore 9) e 15 gradi all’arrivo 2 ore dopo davanti a Buckingam Palace. Storica lo è stata anche per il settore femminile: l’etiope Tigst Assefa ha vinto la gara in 2h15’41”, stabilendo il nuovo record mondiale per maratone solo donne quindi senza lepri o riferimenti maschili. Un tempo che in Italia soltanto una ventina di uomini possono vantare come limite personale. Ma ormai la strada è segnata e lo stesso Sawe ritiene di poter scendere sotto 1h59’, ma il muro erano le 2 ore e lo ha abbattuto entrando nella Storia dell’Atletica per sempre.








































































