Toccata e fuga: il Venezia si riprende la Serie A ad appena un anno dalla retrocessione, guidata da un Giovanni Stroppa che – dopo i Playoff vinti con la Cremonese – stappa lo champagne ancora a La Spezia. Dietro alla cavalcata dei lagunari identità, gioco e profili ‘fuori categoria’.
La Spezia dà, La Spezia… ridà.
A distanza di un anno Giovanni Stroppa stappa nuovamente lo champagne al Picco, evidente isola felice di colui che – dopo la Cremonese – ha riportato in Serie A anche il Venezia. I lagunari si sono fatti riprendere dal 2-0 al 2-2 dallo Spezia, in superiorità numerica, ma il 3-2 del Mantova sul Monza terzo ha consegnato la matematica a una giornata dal termine della stagione regolare. Purgatorio di una sola stagione per i lagunari, pronti a riassaporare il massimo palcoscenico italiano al culmine di un percorso da protagonisti. E d’altronde, con una guida del genere in panchina ed una rosa allestita per puntare senza mezzi termini in alto, il cocktail non poteva che rivelarsi vincente.
Il nuovo capolavoro di Stroppa

Nella scorsa annata Stroppa era riuscito a far esplodere di gioia i cuori grigiorossi, adesso ha fatto lo stesso con quelli arancioneroverdi: due promozioni su due, a ruota. Meglio di così…Se la Cremo aveva conquistato la promozione tramite i Playoff, il Venezia ha tagliato il traguardo facendo proprio il campionato: 79 punti in 37 giornate bastano per tatuarsi di nuovo addosso la A, premio meritato per quanto mostrato durante questo trionfale 2025/2026. Stroppa ha lasciato la Lombardia, non ha proseguito il lavoro intrapreso allo Zini ed è approdato in Veneto, sposando la sete di risalita della proprietà made in USA capitanata da Duncan Niederauer: dinamica non azzeccata, azzeccatissima.
‘Venezia fuori categoria’

Un po’ ciò che è stato detto del Monza e – seppur sia più indietro in classifica – del Palermo: questo Venezia è ‘fuori categoria’. Nel senso buono del termine, naturalmente. Un organico in grado di disimpegnarsi anche in Serie A e che, a meno di profonde rivoluzioni, meriterebbe un’ulteriore chance ad un livello più alto. Fosse solo per la cavalcata trionfale costruita, voluta e tradotta in promozione, che in riva alla Laguna ha scatenato la festa.
Da Adorante a Vusio. Venezia che squadra
I goal di bomber Adorante, giunto a Venezia da Castellammare e decisivo al primo colpo inseguendo il grande ex Pohjanpalo nella classifica marcatori; certezza, talento e personalità di Busio, al Penzo e dintorni ormai istituzione a stelle e strisce; qualità e fisico di Doumbia e Yeboah, quest’ultimo a segno anche al Picco prima di sbagliare un rigore; Kike Perez prototipo del jolly moderno; i tuttofare Hainaut e Haps; capitan Svoboda a guidare una difesa granitica a protezione del figlio d’arte Filip Stankovic, per il quale Marotta & co. possono sfregarsi le mani.
Stroppa e il suo Venezia
Giovanni Stroppa, ha commentato così in conferenza stampa: “È stata una cavalcata incredibile, ringrazio il Ds Antonelli che è riuscito a ricompattare l’ambiente. Allenare una squadra retrocessa non è mai semplice, ha facilitato il mio lavoro in modo incredibile. Ho trovato dei ragazzi mentalizzati fin dal primo giorno”, ha ribadito l’ex Cremonese. Meriti che Stroppa ha ampliato a tutta la società: “Chiaramente faccio i complimenti a tutta la società, abbiamo un centro sportivo che ci permette di lavorare nelle migliori condizioni possibili. E al mio staff, che ha fatto un lavoro strepitoso”.
Dedica d’amore al Venezia
Tra le varie dediche c’è spazio anche per il legame con l’ambiente, ricompattatosi dopo la retrocessione dalla massima serie. “È giusto sottolineare il feeling che si è creato con la tifoseria, anche questo ha fatto la differenza”. Non è mancato poi un pensiero anche sulla stagione della sua squadra: “Sarebbe stato ingiusto non vincere il campionato giocando in questo modo, non poteva andare diversamente. Non ricordo una partita in cui la squadra non abbia meritato di portare a casa i punti”.
Il futuro del Venezia

Il pensiero finale è invece dedicato al futuro: “Pronto per la Serie A? Lo deve decidere Antonelli, mi affido a lui in tutto e per tutto. Questa per me è la quinta promozione complessiva in carriera”. Ed ecco quindi il messaggio speciale: “Dedico questa promozione a tutta Venezia, a tutto il Venezia. L’abbiamo vinta insieme”.








































































