“Tutti siamo chiamati alla costruzione per le Pace”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato il valore e il ruolo del CUAMM, Medici con l’Africa, rendendo solenne il Meeting dell’associazione creata 75 anni fa da don Dante Carraro. La manifestazione si è tenuta nel padiglione della Fiera di Padova davanti a 4000 persone.
Giorgia Cardinaletti modera i 75 anni di Cuamm

Si voleva ricordare la volontà di questa ong riconosciuta per prima a livello mondiale e l’impegno per la salute dei più fragili. Il tema scelto era chiarissimo: “Crescere il futuro. Da 75 anni, a fianco delle mamme e bambini”. A moderare l’evento la conduttrice televisiva giornalista del Tg 1 Giorgia Cardinaletti. Molti gli ospiti che si sono alternati sul palco a raccontare una avventura iniziata 75 anni fa, che continua a coinvolgere migliaia di medici, per mettere l’Africa al centro ed il suo futuro intrecciato con il nostro.
L’intervento del Ministro Anna Maria Bernini

Anna Maria Bernini, Ministro dell’Università e della Ricerca, ha detto che “Mettendo in comune le nostre infrastrutture noi non costruiamo solo ospedali, non mandiamo solo persone che curano, ma creiamo una catena continua di persone che formeranno i medici del futuro, diamo stabilità e interoperabilità alla formazione in Africa». Ha poi ricordato che «con la conferenza dei rettori abbiamo esteso all’Africa il praticantato della specializzazione italiana», la prima firma sul documento è stata quella dell’Università di Padova.
La Bernini ha concluso dicendo: «Investire in Africa è importante perché investiamo sulla vita di tutti noi, lo abbiamo sempre sostenuto in modo molto concreto, in Mozambico, Sud Sudan in particolare e in Etiopia, dove stiamo portando avanti progetti sempre più belli sulla neonatologia, la pediatria. Non siamo lì “per” ma “con” l’Africa, per crescere insieme. In questi 75 anni hanno fatto un percorso anticipatorio di quello che stiamo facendo oggi con il Piano Mattei. I nostri studenti, gli specializzandi, i medici, noi stessi, io stessa, che ci sono stata per tre anni consecutivi, dall’Africa torniamo migliori, con l’Africa si cresce meglio».
Gli altri relatori

Tra gli altri relatori: il Vescovo di Padova Claudio Cipolla, il sindaco di Padova Sergio Giordani, il giornalista Mario Calabresi, i rappresentanti dei Ministeri della salute di Etiopia e Mozambico, Stefano Gatti, direttore Generale per la Cooperazione e lo Sviluppo; Alberto Mantovani, presidente della Fondazione Humanitas per la ricerca. Presenti anche il presidente della Camera Fontana e il Governatore del Veneto uscente Luca Zaia.



La rettrice dell’Università di Padova Daniela Mapelli ha detto che “l’esperienza di specializzazione in un paese povero, non sta significare una preparazione povera, anzi, il fatto di avere meno mezzi, meno strumenti, insegna ad imparare a gestire le emergenze e tanti aspetti che riguardano il lavoro in equipe pronto a casi a volte complessi, resi tali proprio dalle realtà difficili in cui l’Africa si trova”.
Tra gli invitati nelle prime file il presidente della Fondazione Cariparo a rappresentanza della volontà di offrire come sempre sostegno ai progetti. Commovente la partecipazione di Carolina Teston specializzanda Cuamm in Sierra Leone appena rientrata dopo 6 mesi di duro lavoro come ginecologa e ostetrica, che ha fatto nascere in sicurezza 100 bimbi e accudito le loro mamme senza complicanze post partum.
I medici Cuamm

Per il dottor Giovanni Potuto, medico Cuamm, continuare ad investire sulla salute in Africa è indispensabile: “Bisogna portare le proprie competenze a chi ha bisogno di cure; per ogni medico che parte deve esserci la consapevolezza che la salute è un diritto universale, il prendersi cura di una cultura diversa come quella africana è anche il modo per accrescere le proprie competenze”.
Anche la musica per Cuamm


Molto intensa anche l’esibizione canora di Daniele Silvestri e la presenza del cantante Nicolò Fabi, a sottolineare la cooperazione di molti artisti. Un mosaico di voci che testimonia l’ampiezza del raggio d’azione del Cuamm, nato nel dopoguerra e diventato oggi la più grande e la prima ONG sanitaria italiana impegnata stabilmente in Africa.
Don Dante, il direttore

Un’ovazione per don Dante Carraro, direttore del Cuamm, che dopo il meeting annuale dello scorso anno a Torino, dove si era lanciata la sfida di costruire una Scuola per infermieori ed ostetriche a Bossangoa nella Repubblica Centroafricana, ha confermato la piena realizzazione del progetto. Un grande traguardo, tanto che la prossima settimana entreranno i primi 30 studenti per poter iniziare a studiare. Il direttore ha spiegato come l’Africa sia grande e quanti siano i bisogni partendo ora con un’altra sfida dall’Etiopia con il progetto Nekemte, che vede un’area difficile con 150.000 sfollati, strutture fatiscenti, ospedali strapieni, ed un sistema sanitario al collasso.
L’abbraccio con Mattarella

Don Dante Carraro lancia questo impegno al grande ospite, il Presidente della Repubblica Sergio Matterella, accolto da standing ovation da un lungo applauso dopo il forte abbraccio con il direttore del Cuamm. Per Mattarella era la prima uscita ufficiale dopo le polemiche dei giorni scorsi legate a un presunto scoop su dichiarazioni attribuite a uno dei collaboratori del Quirinale. Polemica smorzata, ma le cui code continuano a creare tensione. L’applauso tributato al Presidente ha dimostrato che la fiducia degli italiani nel Presidente non è stata in nessun modo intaccata.
Il messaggio di Mattarella per il Cuamm

Il Capo dello Stato ha messo in evidenza che da attività come quelle del Cuamm arriva «un messaggio di esortazione, una preziosa provocazione: tutti sono chiamati a costruire pace, amicizia collaborazione, ove il futuro dei due continenti è sempre di più fortemente connesso: il Piano Mattei è un avanzamento del percorso verso sempre un maggior coinvolgimento e collaborazione». Il Presidente ha richiamato, infine, il peso della presenza italiana nei consessi internazionali, dal G20 di Johannesburg alla conferenza Ue-Africa in Angola, come tasselli di una strategia comune tra i due continenti.
Il ricordo di Don Luigi Mazzuccato

Una mattinata intensa che ha ricordato poi una figura centrale del Cuamm, a dieci anni dalla sua scomparsa: Don Luigi Mazzuccato che è stato direttore del Cuamm dal 1955, cioè dalle prime partenze dei medici in terra d’Africa. Per 60 anni la sua vita si è intrecciata con quella di migliaia di medici e pazienti.
Don Luigi Mazzuccato fino agli ultimi giorni ha accompagnato il Cuamm, chi lo ha conosciuto ricorda che era nato povero e raccontava di se stesso di come avesse imparato a vivere con il minimo. Nel suo testamento ha lasciato scritto; “Non ho nulla di mio e nulla da lasciare. Mi sembra un miracolo che dopo 60 anni dalla nascita il Cuamm sotto la spinta del motto evangelico “Euntes curate infermos” e del dovere morale di promuovere il diritto alla salute per tutti, ci siano ancora persone che decidono di partire, giovani e non giovani, anche non credenti, ma motivate e di grande serietà professionale, disponibili a impegnarsi e a testimoniare la dedizione e l’amore ai poveri, Vi saluto tutti con un A Dio e in Dio vi resterò vicino”.
La sua vita e la sua missione sono raccontati in un libro di Francesco Jori dal titolo “Nulla da lasciare, l’eredità di Don Luigi per il futuro del Cuamm” di Francesco Jori.
Limportanza di Mattarella al Cuamm e a Padova

La presenza di Mattarella ha confermato il rapporto speciale tra il Capo dello Stato e la città: negli ultimi anni il Presidente è stato più volte nel Padovano per iniziative legate al volontariato, alla scuola, all’università e alla sanità. Ma anche per una presenza istituzionale legata a vicende drammatiche, come il 17 ottobre nella basilica di Santa Giustina per i funerali dei tre carabinieri morti nello scoppio a Castel D’Azzano.
La giornata ha comportato un robusto dispositivo di sicurezza, reso ancora più impegnativo dall’apertura dei seggi per le elezioni regionali di oggi e domani. Sul versante dell’ordine pubblico, alta anche l’attenzione per il derby Padova–Venezia allo stadio Euganeo, con la curva ospiti chiusa dopo gli scontri in autostrada tra tifoserie avvenuti lo scorso luglio.

















































































