Fare memoria, sempre, ma soprattutto quando le conquiste democratiche che si pensavano acquisite vengono costantemente messe sotto attacco, è un imperativo categorico che Daniela Borgato ha voluto onorare con il suo nuovo romanzo La guerra del maestro (Padova, Cleup, 2026) uscito il mese scorso.
Guerra e armistizio

La narrazione si apre con l’armistizio dell’8 settembre e si muove e si sviluppa tra il 1943 e il 1945 nella campagna padovana attraverso le vicende di un partigiano, Isonzo Sartori, maestro elementare, che affronta un drappello tedesco sul ponte di Ronchi di San Nicola, «l’unico rimasto in piedi da Padova alla foce del Bacchiglione» (p. 184).
«Ronchi di San Nicola era un grumo di case asfittiche, strette attorno a un crocevia, fiancheggiate da un fiume, un ponte, la chiesa e l’osteria della Regina. Prima della guerra il paese era vivace: una piazza contornata da alberi e e botteghe, la pesa pubblica accanto al ponte di ferro, il municipio con le poste regie. Il mercoledì era affollato di contadini, mediatori e carretti. Ora pareva un deserto.» (p. 32).
Un maestro partigiano

Attraverso questa figura nobile si ripercorre il travaglio e il coraggio di chi condusse la guerra partigiana in un’Italia devastata, affamata e piegata dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista, ma anche i tradimenti, la prigionia, le torture, i patimenti dei resistenti e, accanto, la vita quotidiana della popolazione.
Il protagonista, figlio di un soldato morto sul fronte del Piave durante la Grande Guerra e che non ha mia conosciuto, con il suo nome mutuato dal fiume friulano, diventa un simbolo di continuità.
«Di suo padre gli era rimasta solo la scrittura incerta, parole sigillate in poche lettere custodite come reliquie in buste polverose. In ogni scritto chiedeva del picinin, di Isonzo. Aveva voluto chiamarlo così, dargli il nome del fiume spietato, teatro di battaglie vinte e perdute, della vittoria sognata.» (p. 35).
Borgato racconta con passione una storia corale di sopravvivenza e resistenza che nasce da eventi realmente accaduti e che si avvale di ricordi e testimonianze orali raccolte tra chi li ha vissuti direttamente restituendo loro voce, ma che fino ad ora non ha trovato riscontro nei documenti d’archivio.
La guerra raccontata dalla Borgato

L’autrice mette in luce inoltre la rete di solidarietà attuata in quel territorio dai parroci e dai fedeli: saranno proprio delle giovani parrocchiane a salvare Isonzo dalla cattura durante un’adunata in Prato della Valle. Così come ampio risalto viene dato al contributo delle donne nella lotta per liberare l’Italia, come è ben sintetizzato nel disegno che compare sulla copertina del libro realizzata dalla stessa autrice con l’aiuto dell’intelligenza artificiale: un uomo e una donna di spalle guardano il ponte oggetto della loro azione resistenziale.
Tra le tante storie che si intrecciano, accanto a quella di Isonzo, davvero toccante quella della nascita di una bambina, Celeste, in una notte funestata dall’occupazione tedesca. Perché la vita vince sempre, anche quando la morte sembra sovrastarci.
Daniela Borgato scrive con profonda partecipazione e coscienza etica

Ha dichiarato, infatti:«Quando Isonzo si trova davanti al nemico in ritirata, sceglie di risparmiare vite. È una decisione che spezza la logica della guerra e apre uno spiraglio di umanità. Perché la guerra non lascia vincitori, ma ferite. Credo che ricordare sia un buon modo per impedire che quelle ferite si riaprano». (Cfr.: https://www.difesapopolo.it/uno-spiraglio-di-umanita-la-guerra-del-maestro-di-daniela-borgato/).
La guerra e la campagna veneta che non esiste più

Si riscontra, inoltre, tra le pagine, una forte attenzione per il territorio: una campagna veneta che non esiste più e che rivive nel corso della narrazione, perché anche i luoghi, testimoni delle vite e delle vicende umane, mantengono memoria, la conservano.
L’autrice

Daniela Borgato, insegnante e giornalista, ha collaborato a lungo con “Il Gazzettino”. È autrice e coautrice di reading teatrali e di saggi dedicati al territorio e alla storia delle comunità, tra cui Piove di Sacco. Quaderno di immagini, segni, percorsi (Cassa Rurale e artigiana di Piove di Sacco); Ponte San Nicolò. Uomini, terre, chiese, mulini (Cleup). Ricercatrice storica, ha pubblicato testi legati alla memoria delle guerre del Novecento, come Chiedo notizie di vita e di morte (Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto), Ai cari figli (Proget), la raccolta di poesie Di sangue
incolpevole (Edizioni Messaggero Padova), e i racconti Grigioverde (Cleup, Premio Scritti al Bo dell’Università di Padova) e Vento, portami via con te (Premio Mestre di narrativa 2025).
Daniela Borgato, La guerra del maestro, Padova, Cleup, 2026.








































































Grazie Annalisa per il tempo le parole lo spazio che hai dedicato all storia di Isonzo. Spero di conoscerti di persona prima o poi per rinnovarti il mio grazie.