“Che fai lì seduto? Vieni qui a tirarle anche tu!”. A 19 anni essere invitati dal “Galinho” a calciare le punizioni non capitava tutti i giorni. Capitò ad un giovane di Montebelluna arrivato a Udine proprio dalla “patria” della calzatura sportiva che sfornò tanti ragazzi divenuti poi buoni od ottimi calciatori in serie A (Aldo Serena, Carlo Osellame, Attilio Tesser). Quel ragazzo, Daniele Pasa, era una mezzala, a volte anche trequartista che dopo due anni in serie C2 nella sua Montebelluna approdò in quell’Udinese, non più cittadina della provincia friulana semisconosciuta nel panorama internazionale, ma realtà molto gradita a fior di campioni.
Dalla serie C all’Udinese

E fu così che Daniele si trovò a calciare le punizioni con uno dei “Re” di questa specialità, stiamo parlando di Artur Antunes Coimbra o meglio Zico. Ma anche Galinho cioè il “galletto” per il suo fisico asciutto così lo chiamarono in Brasile.
Pasa, provi a raccontarci Zico?
“Giocatore fuori categoria: realizzò 21 gol in 24 partite. Era un killer non sbagliava mai. Persona straordinaria sia con noi giovani che nello spogliatoio. Voleva bene alla gente di Udine e non si faceva pregare per andare a trovare i tifosi nei club”.
E sulle punizioni cosa ci racconta?
“Sono arrivato a Udine e il fuoriclasse brasiliano era già lì un anno prima. Ebbi la fortuna di partecipare alla tournee con la prima squadra in Australia. Lo guardavo che calciava le punizioni e ne realizzava 8 su 10 con le sagome. Mi invitò … io al massimo ne mettevo 4 in fondo al sacco… poi sono migliorato”.
Non male la squadra friulana a quei tempi: campioni del mondo e tanti che in serie A si sono bene affermati…

“Fulvio Collovati, Ciccio Graziani e Daniel Bertoni: come potevamo avere spazi noi giovani con davanti questi mostri? Ciccio straordinario da morir dal ridere, Collovati taciturno, Bertoni cattivo in campo fuori una bella persona. E non dimentichiamo Edinho uno dei pochi giocatori che usava destro e sinistro in egual modo. Un difensore moderno che aveva i piedi di un centrocampista”.
Pasa, qualche ricordo dei suoi allenatori………

“Diversi uno dall’altro: Luis Vinicio credeva nel gioco di squadra. Era molto più “brasiliano” Picchio De Sisti moderno e innovatore già all’epoca. Nedo Sonetti specialista delle promozioni e infatti siamo tornati in A con lui, un sergente di ferro. Ogni partitina di allenamento con lui era una battaglia e ci è servito.
Dimentica forse qualcuno??

“Zdenek Zeman era spettacolare a dir poco. La sera giocava a carte con noi ma quanta fatica in allenamento. Aveva battute incredibili: durante un allenamento non riuscivo a fare le scale. Mi dice “cosa c’è Lele”. Ed io: “Mister non ce la faccio”. La sua replica? “Corrici sopra”.
Pasa, a proposito vi “costò” cara una partita a carte …con il Mister

“Stavamo giocando a carte io, Osio, Turrini e appunto Zeman. Sono le 23 e gli diciamo: “mister è ora di andare a dormire”. Lui ci risponde: “finiamo lo scarto”. Andammo a dormire a mezzanotte. Il giorno dopo sulla lavagna la sorpresa: Pasa 50mila, Osio 50mila lire, Turrini 50mila Zeman 100mila tutti multati compreso lui che si auto multò”.
L’avete pagata quella multa?

“L’abbiamo pagata un po’ incazzati, poi quei soldi confluivano nella cassa della squadra e venivano “investiti” in una mangiata tutti assieme”.
Pasa, dopo tre anni in terra friulana, l’arrivo a Parma in serie B. Il 18 agosto del 1987 in piena estate succede qualcosa di dirompente che resta ancora scolpito nella memoria dei parmensi. Vittoria in amichevole contro il Real Madrid. Cosa le viene in mente?

“Feci un tunnel a Michel (Josè Miguel Gonzales Martin del Campo ndr!) uno dei più forti centrocampisti d’Europa. Nelle merengues comunque c’erano anche Santillana, Butragueno, Hugo Sanchez, Sanchis. Può bastare? L’incontro venne organizzato dalla Parmalat nostro sponsor e pure della squadra spagnola”
Il più forte straniero e il più forte italiano che ha affrontato…
“Diego Maradona a Udine che segnò una doppietta di cui un gol con la mano come fece un anno dopo contro l’Inghilterra ai mondiali messicani. Di Italiano? Paolo Maldini, Franco Baresi e Roberto Donadoni fortissimi”.
Pasa, un ricordo?
“L’esordio contro il Verona scudettato, da titolare segnai contro la squadra di Bagnoli. Prima della gara avevo scommesso con l’amico Paolo Miano 10mila lire se non segnavo e 50mila se avessi fatto gol. Corsi verso la panchina mostrando a Paolo la mano aperta”.
Rimpiangi quel calcio?

“Un po’ si. Oggi guardo la Champions. Ma tante partite diventano piatte e ciò dipende dalla tattica. Baggio, Rivera, Totti e Del Piero sono spariti e manca il talento. In una giornata facevo sei ore di calcio dai 10 fino ai 17 anni, oggi le sei ore le fanno in una settimana. In pratica calcio a ricreazione a scuola, in campo un’ora e mezza prima e scavalcavo la rete per prendermi il pallone. Tornavo a casa un’altra ora di pallone e alla sera andavo ad allenarmi in terza categoria al San Gaetano…”.

















































































