Il loro nome è protetto, quasi poetico, marangoni dal ciuffo. Agli inizi degli anni novanta veniva definito rarissimo a Venezia, per colpa dei pescatori e dei cacciatori che non li volevano. Addirittura con la legge sulla fauna 157/92 venne catalogato come specie non cacciabile e protetta. Parliamo di uccelli protetti, in questo caso del cormorano.
Gli uccelli protetti in Laguna

Secondo gli esperti viveva lontano dai centri abitati, in dormitori di alberi isolati chiamati roost, rifiutava la presenza dell’uomo. Proveniva dal nord Europa. Ora il cormorano é presente in migliaia di esemplari nella laguna di Venezia. Per la gioia dei turisti è possibile vederlo immergersi addirittura nei canali veneziani alla caccia di pesce. Nelle immersioni é abilissimo, arriva a diversi metri di profondità. Di solito tra il potente becco bianco, ha un pesce di medie dimensioni. E infatti in laguna di Venezia si parla di rischio per la bio-diversità acquatica. Economia della piccola pesca a rischio.
Un pescatore di Malamocco, Angelo Ghezzo, da 70 anni osservatore privilegiato della laguna sud, parla di dramma inascoltato

Un cormorano mangia dai 250 ai 550 grammi di pesce al giorno. L’equivalente del suo peso. Ma se affamato riesce con tecnica micidiale e mordere, vicino alla testa, anche pesci di oltre mezzo chilo. In un mese, secondo gli esperti del Museo di storia naturale Giancarlo Ligabue di Venezia, si nutre di oltre 10 chili di pesce. Facendo i conti, visto che sono migliaia di esemplari, i cormorani sottraggono tonnellate di specialità ittiche ai pescatori. Si parla di rischio della bio-diversità acquatica e di flagello ittico. Da uccello intelligente e resiliente, si mette anche in posa per i turisti nella posizione detta “stemma araldico”. Visto che quando si immerge, per colpa delle sue potenti ali bagnate e pesanti, non riesce a mettersi in volo, si posa con le braccia, pardon ali, aperte al vento o al sole, per poterle asciugare in pochi minuti.
Il problema degli uccelli protetti

Ora il dialogo tra pescatori, amministratori e ambientalisti é avviato. Si parla di dissuasori sonori, distruzione dei nidi, reti e protezioni nelle valli da pesca. Ma per il momento i cormorani hanno la meglio. Quando c’é di mezzo l’ecologia, si afferma il principio dell’equilibrio che non c’è. Per il momento il marangon dal ciuffo venuto dal nord Europa, rompe gli equilibri eco-ambientali.
Tra gli uccelli protetti non c’è solo il cormorano

Dal sud, nel senso dell’Egitto, é arrivato invece in laguna, anche l’ibis sacro. Mi ricordo quando, tanti anni fa, un mito come Fulco Pratesi, storico presidente del WWF, parlava con nostalgia dell’ibis, definendola una specie mitica scomparsa in laguna nel medioevo, e ora presente con pochissime e rare famiglie, solo nel Delta del Nilo. Era venerato nell’antico Egitto come simbolo del dio Thot.
L’ibis sacro, con il grande e potente becco arcuato, ha però deciso, come tanti lavoratori, di emigrare a nord. Passaggio lento nel delta del Guadalquivir in Spagna, Camargue in Francia e arrivo naturale nelle lagune venete e friulane. Da volatile super protetto (come i cormorani) é oggi considerato una specie invasiva e pericolosa in tutta Italia. Una minaccia vera alla biodiversità, con impatti negativi su tutti gli ecosistemi. È una specie onnivora e opportunista. Con il lungo becco ricurvo, rastrella i fondali lagunari. Fa razzia di crostacei, molluschi, piccoli pesci, uova di altri uccelli. Unica nota positiva, fa sterminio di granchi blu. Almeno questo.
E il gabbiano dove lo mettiamo?

Terzo volatile ancora protetto e non ci crederete, é il gabbiano, nelle varianti veneziane di “cocal” o “magoga”, ovvero quello reale. Sono migliaia. Hanno invaso le città, non solo Venezia e Mestre. Sono talmente intelligenti che rastrellano al volo e con una certa eleganza: pizze, tramezzini, gelati ai passanti sprovveduti. Ho la scena di alcuni turisti francesi in piazza San Marco che ironizzavano, esibendo ai gabbiani il cibo per provocarli sulle loro capacità di volatili rapaci. I “cocai” si sono presentati in gruppo, alcuni davanti ai turisti, per far vedere la loro innocenza, mentre dietro gli altri si sono scatenati a strappare dalle mani, ogni vivanda. Inutile riferire la delusione dei turisti e le loro parolacce. Sinceramente parlando: ho tifato per i gabbiani.








































































Grazie Maurizio!!!