Il 21 febbraio si celebra la Giornata Internazionale della Lingua Madre proclamata dall’ONU per promuovere la diversità culturale e linguistica. La data scelta dalle Nazioni Unite non è casuale, ricorda il 21 febbraio 1952 quando alcuni studenti vennero uccisi dalla polizia a Dacca. Manifestavano per il riconoscimento della loro lingua, il bengalese, come una delle lingue nazionali dell’allora Pakistan. Ottimo incipit per la nostra rubrica che si occupa di libri. La scaletta dei primi dieci titoli rappresenta in effetti un mosaico di voci che abbraccia tutto il pianeta. Infinita gratitudine quindi ai traduttori che a volte sono anche grandi scrittori. Con il loro talento riescono a trasmettere emozioni in tutte le lingue.
Ringraziando i traduttori entriamo alla Lovat

Andiamo a scoprire la classifica elaborata dalla fantastica Libreria Lovat, due sedi: Villorba (Treviso) e Trieste. A Villorba la passione è di casa grazie a numerosi appuntamenti: Lovat Lab per unire lettori e scrittori, Carta Straccia dedicato ai più piccoli e Lovat Café con le iniziative gastronomiche. Ecco il medagliere:
- Vidotto – Onesto – Bompiani
- Cazzullo – Dio dei nostri padri -Harper Collins
- Murray – Il giorno dell’ape – Einaudi
- Perrin – Tatà – E/O
- Kang – La vegetariana – Adelphi
- Byung Chul Han -Contro la società dell’angoscia – Einaudi
- Selmi – La prima regina – Nord
- Gazzola – Miss Bee e il principe d’inverno – Longanesi
- Larsson – Filosofia minima del Pendolare – Iperborea
- Chevalier – La maestra del vetro – Neri Pozza
Le cime delle montagne lanciano messaggi d’amore a chi sa apprezzarne l’incanto

È sempre in vetta lo scrittore trevigiano Francesco Vidotto, fenomeno editoriale di questo 2025. Lasciamo per un attimo i vertici della classifica per onorare il terzo posto che rappresenta la prima novità della settimana: Il giorno dell’ape (Einaudi) di Paul Murray. Accolto trionfalmente dalla critica questo romanzo è un concentrato di ironia e umanità. Al centro della narrazione una famiglia con grossi guai economici. Il protagonista impiega le giornate a costruire un bunker a prova di catastrofi, sua moglie vende gioielli online e uno dei figli vuole scappare di casa. Paul Murray è uno scrittore irlandese, ha studiato letteratura inglese al mitico Trinity College di Dublino che annovera tra gli studenti anche il mio amato Oscar Wilde.
La paura dell’Apocalisse

Tutti abbiamo paura della mezzanotte quando pensiamo al cosiddetto “Orologio dell’apocalisse” (Doomsday Clock), iniziativa ideata dagli scienziati nel 1947 che misura il pericolo di una ipotetica fine del mondo attraverso un orologio metaforico. Nel 2023 le sue lancette erano a soli 90 secondi dallo scoccare della mezzanotte. Un saggio affronta questi turbamenti universali: pandemie, guerre, catastrofi climatiche, una incombente fine del mondo che pare annullare empatia e solidarietà. Può aiutarci la speranza? Questa volta l’invito non viene da Papa Francesco ma dallo scrittore Byung-Chul Han considerato uno dei maggiori filosofi contemporanei. Il suo nuovo saggio entra prepotentemente in classifica: Contro la società dell’angoscia (Einaudi). Sottotitolo: Speranza e rivoluzione. Byung-Chul Han è nato a Seul nel 1959, ha studiato a Friburgo e Monaco di Baviera, è stato professore di Filosofia e Studi culturali a Berlino.
Come pubblicare un giallo senza ammazzare l’editore, non è un suggerimento ma il titolo di un libro

Appartiene al curriculum professionale di una scrittrice molto interessante in classifica con una novità: La prima regina (Nord) di Alessandra Selmi. Nata a Monza nel 1977 ha collaborato come editor con diverse case editrici occupandosi anche di scouting e editing. Così dalla sua esperienza nel settore sono nati saggi come quello citato all’inizio, al quale aggiungiamo il gustoso: “E così vuoi lavorare nell’editoria. I dolori di un giovane editor”. Nel suo nuovo romanzo La prima regina, l’autrice mette a confronto due donne molto diverse tra loro ma entrambe coraggiose e determinate: Nina e Margherita. Tutto nasce nel 1868 quando Nina entra nella Villa Reale di Monza. Lei è una umile inserviente senza istruzione, ma imparerà ben presto a leggere e scrivere. L’attende infatti un compito professionale molto impegnativo, occuparsi della camera di Margherita, la futura regina d’Italia.
Ora andiamo in Svezia viaggiando con l’anima del pendolare

Da questa terra magica arriva uno scrittore molto amato da pubblico e critica, docente emerito di Letteratura francese all’Università di Lund e appassionato navigatore, a bordo della sua barca a vela, Rustica, ha scritto uno dei suoi romanzi. In classifica questa settimana: Björn Larsson: Filosofia minima del pendolare (Iperborea). Il profilo perfetto per un titolo così affascinante, lo scrittore svedese ha un passato di nomade e vagabondo, non solo come navigante ma anche come pendolare vero e proprio. Danimarca, Svezia, Italia, terre che ha attraversato nei suoi numerosi viaggi in traghetto, treno, bus, aereo. Ottimo punto d’osservazione per analizzare il comportamento del pendolare: abitudini, nevrosi, astuzie per viaggiare nei posti migliori, imprevisti di ogni genere comprese burrasche e venti gelidi del Nord. Un libro imperdibile per chi si sente pendolare nel cuore e nell’anima. Bella copertina!
Chiudiamo con il fascino di un cielo a nordest

empre al primo posto lo scrittore trevigiano Francesco Vidotto: Onesto (Bompiani). Sensibile e profondo narratore laureato in Economia e per molto tempo manager d’azienda. Ora si dedica pienamente alla scrittura con numerosi riconoscimenti importanti come il premio Cortina d’Ampezzo per la letteratura di montagna. In questa avventura sospesa tra il cielo e le vette c’è una corrispondenza misteriosa composta da lettere indirizzate alle cime delle montagne e respinte al mittente. Fogli scritti a mano e firmati con il nome di Onesto. Chi è costui e quali segreti nasconde?
Buona lettura!








































































Dott.ssa Elisabetta grazie per l’aggiornamento librario settimanale, sempre preciso e competente; complimenti anche alle librerie Lovat che accolgono fisicamente i lettori, fanno toccare i libri, mostrano le copertine, permettono anche di sfogliare i testi, promuovono iniziative editoriali, come gli incontri con gli autori o gli editori. Mi sembrano ottime iniziative ed è evidente che entrare in libreria sia un’esperienza piacevole e coinvolgente, ben diversa da quella che si conduce da casa, acquistando on line un libro che una buona campagna editoriale ha definito meritevole d’acquisto. Concordo anche con l’elogio dei traduttori; infatti è un lavoro complesso, insieme alle parole va ricreato il registro, il contesto, lo spirito, il ritmo e solo chi riesce a penetrare completamente tra le righe del testo può trasmettere, in un’altra lingua, il piacere e la correttezza della lettura originaria. Tra i testi che rappresentano una novità mi sembra grottescamente divertente il romanzo Il giorno dell’ape di Paul Murray. Sembra quasi uno di quei filmetti commedia della società americana dove si perde di vista la realtà quotidiana per seguire una delle paure globali che appartengono più alle ipotesi che alla concretezza delle cose.