Mi avete chiamato Clodio, poi Mimmo e ora, più venezianamente, Nane. Sono solo un delfino birichino e mi avete fatto diventare famoso in tutto il mondo per via dei miei salti in Bacino di San Marco. Diceva un vostro umano, uno storico celebre, credo francese, che Venezia è la città dove i leoni volano e i colombi camminano.

Una città strana, come scriveva anche in una poesia un vostro poeta veneto: “sembra un gioco di Fata Morgana”.
Come delfino io sto bene qui

Ebbene, io sono un nuovo residente che voi volete rispedire in terraferma, pardon mare. Un esodo al contrario. Perché tale trattamento? Io sto bene qui, l’acqua è profonda, la corrente sei ore cala e sei ore cresce e io me ne accorgo. Adesso é la stagione delle seppioline di cui sono molto ghiotto. Entrano in laguna per riprodursi proprio in questo periodo, sono tantissime. E poi, dove trovo tanti branzini come qui in laguna, motivo che mi fa saltellare gioiosamente nella superficie del mare? Non solo branzini piccoli, che voi chiamate come un biscotto secolare, baicoli, ma anche aringhe, sardine e perché no, calamari.
Perchè mi volete allontanare?
Mi offendo quando mi definite pesce, sono un mammifero come voi. Devono emergere in superficie per respirare ossigeno come voi. Anch’io ho due polmoni. In questi giorni ne ho sentite di tutti i colori. Professoroni, docenti e ambientalisti che cercano di capire come sono arrivato in laguna e cosa ci faccio qui. Qualcuno addirittura sostiene che mi sono perso. Ma dai! Hanno mobilitato anche la Capitaneria di Porto e l’uso di potenti sonar, perché sanno che sono un odontoceto, sensibile ai rumori, e tutto per rispedirmi in Adriatico. Ma niente da fare, sono tornato a San Marco per la gioia dei turisti. In realtà, mi danno molto fastidio quelle barche che voi chiamate taxi che di solito corrono più veloci di me. Guardo lassù in superficie e vedo che fanno molte onde. Adesso, addirittura, si fermano per diversi minuti con i clienti a bordo, per vedere se appaio o salto di nuovo. Sì, per fare un selfie. Addirittura una famosa ambientalista ha scritto che i selfie con i telefonini fanno male alla mia salute. Suvvia, non esagerate! Più tranquilli, per la mia sicurezza, sono i vaporetti, la loro sagoma nera e rotonda mi rende allegro.
Quanto amo le gondole

Adoro invece quelle barche nere e lunghe che voi chiamate gondole, hanno una lunga pinna chiara (si dice remo?) procedono in acqua molto lentamente, qualche volta cantono e trovo la cosa divertente. Credo che la piccola ferita alla pinna superiore me l’abbia provocata un barchino, scafo piccolino ma con motore potente e giovanissimi delfini, pardon ragazzini, a bordo. Sono giovane anch’io e mi trovo bene da solo in laguna. Quando sarà il momento mi aggregherò ad un gruppo di amici, magari sperando di trovare la delfina giusta.
Come delfino ha anche una mia calle, lo sapevate?

A proposito, Delfina é anche un nome veneziano. Ho visto nei pressi della riva degli Schiavoni esiste una corte e un campiello Dolfin, antica famiglia veneziana. Come simbolo ha tre delfini uno sopra l’altro. Che allegria e che storia!
Da vero veneziano residente il 21 novembre ho fatto capitolino davanti alla Basilica della Madonna della Salute. In fondo tra i 100 mila fedeli presenti per il sacro giorno del ringraziamento c’ero anch’io….
Facciamo un patto? Datemi pure un quarto nome dopo Clodio, Mimmo e Nane, chiamatemi Gino.
Ovvero: Gino, il delfino birichino che vive in Bacino.







































































