Grande trepidazione e un immenso regalo per noi antichi tifosi. E pensare che al gol del Cittadella ho spento il televisore. Mi sono preso un giornale e ho letto qua e là cercando di non pensare alla partita. Ero ormai convinto che il bel sogno non si sarebbe realizzato. Più tardi, con tanta agitazione, ho riacceso il televisore. Magnifico! Eravamo ancora al risultato del primo tempo, uno a zero per il Cittadella, con il Venezia che faceva melina all’angolo del corner dei nostri avversari. Non potevo immaginare che proprio allo spirare del recupero un veneziano, un veneziano di Castello, segnasse il gol del pareggio e della promozione in serie A. Una gioia immensa in un momento particolare della nostra vita, con la pandemia che sta sconvolgendo le nostre abitudini, ad esempio le partite senza pubblico. E’ un vulnus inferto alla coralità della partita, alla partecipazione di un attore indispensabile, il pubblico, che riesce con il suo incitamento, con il suo umore ad incidere sul comportamento dei giocatori in campo. Tutto per un cuore neroverde.

I ricordi neroverde affiorano
L’amore per il calcio mi ha sempre accompagnato. Il calcio non è solo un gioco, è un’espressione identitaria, nel caso del Venezia è un modo di esprimere l’amore e l’orgoglio di essere cittadini di questa splendida città. Il battesimo della passione è avvenuto quando avevo otto anni e un mio zio mi ha accompagnato allo stadio, al Penzo, a guerra appena conclusa, ad assistere ad una partita importante. Il Venezia neroverde giocava contro il Torino, la squadra più forte dell’epoca, che aveva tra le sue fila due giocatori molto popolari, le mezzali Loik e Mazzola, che un paio d’anni prima erano in forza proprio al Venezia. Partita esaltante, che rimarrà sempre nella mia memoria, perché vincemmo!
Non solo neroverde

Cominciai così ad appassionarmi a questo sport, sebbene non avessi la possibilità di applicarlo negli spazi dedicati, con le dovute attrezzature, poiché la città non offriva campi di calcio. Ci si doveva accontentare del campiello o del campo di cemento della scuola durante la ricreazione e di qualche patronato. L’erba e il suo profumo mi mancavano! Nell’ambiente e in tutto il mio sestiere di Cannaregio lo sport dominante era la pallacanestro.
Visto che spazi in orizzontale non c’erano, si era costretti a giocare il pallone con le mani, e non con i piedi, e cercare di metterlo in canestro, elevandosi sui piedi, e non lanciandolo, da una parte all’altra di un prato verde, per cogliere l’occasione di cacciarlo in rete. L’attrazione era la Reyer, società gloriosa, che continua a mietere successi. In questi ultimi anni con il palazzetto dello sport, emigrato a Mestre, la Reyer ha giocato campionati esaltanti tanto da riconquistare lo scudetto di campione d’Italia.
Grazie Venezia

Il Venezia Calcio era ed è tuttora la squadra del cuore, ma non è mai stata una protagonista nei campionati nazionali, tanto che si era costretti a parteggiare per una grande squadra, Juve, Inter o Milan. Nei decenni si è vissuto un continuo saliscendi, dagli inferi delle serie inferiori alla serie A frequentata per qualche anno e poi di nuovo retrocessi. Purtroppo abbiamo avuto presidenti inadeguati, incapaci di creare una società solida che avesse un orizzonte, che investisse nel vivaio, che mirasse ad una permanenza nella massima serie.
La storia del nuovo stadio in terraferma è un tormentone che ci perseguita da decenni, mentre le partite continuano ad essere giocate al Penso. Qualche decennio fa mi ero ripromesso di farmi l’abbonamento finché il Venezia avesse giocato al Penzo. Son diventato ottuagenario e continuo … a frequentare il Penzo! Quest’anno la proprietà americana si è avvalsa dell’esperienza di due bandiere del Calcio Venezia, Poggi e Collauto, e i risultati si sono visti. Hanno formato una squadra di giovani, hanno scelto un allenatore di talento che ha creato un gruppo coeso che, come abbiamo visto ieri “non molla mai”. Pur in dieci hanno combattuto con tanta vigoria e intelligenza tattica da portare a casa un risultato meraviglioso. Grazie di questo bellissimo dono!







































































