Ultimo zigzag prima della pausa estiva. Per una volta un’eccezione. Solo calcio. Partendo dalla scomparsa di Garella, detto Garellik, il portiere che vinse due scudetti mitici il primo del Napoli e l’unico del Verona, usando più i piedi delle mani.
Addio a Claudio Garella, aveva 67 anni, il suo cuore ha fatto i capricci troppo presto

Era il portierone del Verona campione d’Italia a sorpresa nel 1985 e un paio d’anni dopo del Napoli di Diego Maradona per la prima volta campione. “Garellik”, come lo avevano ribattezzato, forse non era un portiere bello da vedere, scomposto ma efficacissimo, soprattutto era capace di parare qualsiasi tiro con i piedi. Gianni Agnelli diceva che quello era “il forte al mondo con i piedi”. Meritava la Nazionale, forse per lo stile gli hanno chiuso la porta. Ma Garella resta un mito, un anomalo in un mondo che pure avrebbe dovuto esserci abituato, un grande in un ruolo nel quale è facile essere condannati per un errore. Garella sapeva sbagliare conservando il sorriso e la consapevolezza che il calcio da lui attraversato conservava ancora il sapore del gioco.
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Se coniughiamo quanto ha fatto da calciatore, nonostante i due gravi infortuni e abbia smesso a soli 32 anni, e da allenatore. Per quanto ha vinto e anche per come ha vinto, con pulizia, nettamente, senza ostruzionismi, senza difendersi a oltranza, escluso forse nell’ultima Champions. Nella supercoppa europea con l’Eintracht Francoforte ho contato 7 occasioni spagnole. A proposito della coppa di Helsinki, in Finlandia, è stata una bellissima idea della Uefa, che per il trofeo di agosto da un decennio, ormai, sceglie paesi fuori dal grande calcio.
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Non sono così consueti, più fra le milanesi. L’etichetta di difensore più forte al mondo, brasiliano, ha appena 25 anni e può reggere ai massimi livelli per un decennio buono, non è inferiore a de Ligt, come potenziale, come grinta è superiore.
In serie B, le dimissioni di Silvio Baldini al Palermo, due settimane fa, il richiamo dell’ex Eugenio Corini, e oggi il licenziamento di Lamberto Zauli, dal Sud Tirol.

Il tecnico della promozione Javorcic è al Venezia, esordisce in cadetteria con merito. Da trequartista Zauli è stato da nazionale, con il Vicenza vincitore della coppa Italia e semifinalista di Coppa delle coppe, da tecnico non ha offerto squilli, neanche alla Juventus under 23.







































































