Avete un computer che funziona. Lo accendete ogni mattina, apre le email, fa girare i programmi, non vi ha mai traditi. Eppure qualcuno vi sta dicendo che è obsoleto. Qualcuno, in questo caso, si chiama Microsoft. Dal 14 ottobre 2025, Windows 10 ha ufficialmente smesso di ricevere aggiornamenti di sicurezza gratuiti. I PC con quel sistema operativo continuano a funzionare — attenzione, questo è importante — ma non ricevono più le correzioni che chiudono le vulnerabilità sfruttate da virus e criminali informatici. Microsoft ha già pronto il successore: Windows 11. Il problema è che Windows 11 richiede un componente hardware chiamato TPM 2.0, integrato nelle schede madri a partire grossomodo dal 2018. Chi ha un PC acquistato prima di quella data si trova davanti a una scelta scomoda: comprare un computer nuovo, oppure continuare a usare quello vecchio sapendo che non è più protetto.
Microsoft ha già dovuto cedere due volte alla pressione degli utenti e delle associazioni dei consumatori che difendevano il loro PC

Prima una proroga gratuita fino all’ottobre 2026 per gli utenti europei, poi — notizia di questi giorni — un’ulteriore estensione fino al 2027, valida per tutti. È difficile non vedere un collegamento: il mercato dei PC è rallentato, anche per l’aumento dei costi dell’hardware che vedremo tra poco. Microsoft, di fronte a una base installata enorme di Windows 10, ha scelto di concedere altro tempo agli utenti. Windows 10 si avvicina così al record di longevità di Windows XP — anche quello rimasto in uso ben oltre la sua data di scadenza, per le stesse ragioni: era troppo diffuso per essere abbandonato di colpo.
Nel frattempo, la RAM è diventata oro

Se avete provato ad acquistare memoria RAM per il vostro computer nell’ultimo anno, avete notato qualcosa di strano nei prezzi. Un kit che fino a inizio 2025 costava 130 euro ne costa oggi 250 o 300. Alcuni modelli DDR5 da 64 GB hanno registrato aumenti del 200% in pochi mesi. Il motivo non ha niente a che fare con i vostri PC. Ha a che fare con noi. Con l’intelligenza artificiale. I grandi modelli linguistici — ChatGPT, Gemini, Claude e tutti gli altri — girano su datacenter enormi che consumano quantità industriali di memoria RAM ad alte prestazioni. Società come OpenAI e Anthropic hanno prenotato mesi di produzione in anticipo, assorbendo secondo alcune stime tra il 50% e il 70% della produzione mondiale di DRAM. I tre grandi produttori mondiali di RAM — Samsung, SK Hynix e Micron — hanno scelto di dare priorità al mercato enterprise e AI, molto più redditizio di quello consumer. Micron è arrivata al punto di abbandonare il proprio marchio storico per il mercato domestico, Crucial, per dedicarsi esclusivamente ai datacenter. Il risultato lo vedete in negozio. Meno disponibilità, prezzi alle stelle, nessuna prospettiva di miglioramento prima del 2027 o 2028 secondo gli analisti. Due pressioni quindi si incrociano sullo stesso oggetto: il vostro PC. Da un lato Microsoft che vi dice che è troppo vecchio. Dall’altro un mercato che vi dice che aggiornarlo o sostituirlo non è mai stato così costoso.
Esiste però un’altra strada per il PC

Si chiama Linux, ed è un sistema operativo gratuito, open source, sviluppato da una comunità globale di programmatori da oltre trent’anni. Non è una cosa per esperti — non lo è più da tempo. Distribuzioni come Linux Mint o Ubuntu hanno interfacce grafiche immediate, leggono i file di Office, aprono PDF, gestiscono email e browser esattamente come Windows. Su computer datati, spesso girano anche meglio. E non hanno una data di scadenza imposta da un’azienda. Linux è il sistema operativo su cui girano la maggior parte dei server di internet, Android sul vostro smartphone, i supercomputer di tutto il mondo. Viene usato da enti pubblici, università, ospedali. Non è una soluzione di ripiego — è una scelta consapevole che milioni di persone fanno ogni anno, spesso proprio per sottrarsi al ciclo forzato di aggiornamenti hardware. Installare Linux Mint su un PC del 2014 che non supporta Windows 11 richiede meno di un’ora e lo trasforma in una macchina perfettamente funzionale e sicura. Senza spendere nulla. Senza buttare niente. Non sto dicendo che Microsoft sbagli sempre, né che Linux faccia per tutti. Sto dicendo che la narrativa della “obsolescenza programmata” non è inevitabile come ci viene raccontata. Il vostro PC funziona. Qualcuno ha deciso che non dovrebbe farlo più — ma voi avete più scelte di quante ve ne vengano mostrate. E conoscerle, almeno, costa zero.











































































