A Bressanone, nel cuore dell’Alto Adige, l’aria sa di resina e fieno tagliato e c’è un hotel costruito letteralmente dentro un bosco di larici, a 1.250 metri, è il My Arbor concepito da un’idea semplice e radicale: non portare la montagna dentro l’hotel, ma portare l’hotel dentro la montagna. E l’odore del legno entra anche dalle finestre delle camere.
Le camere a My Arbor

Il progetto è dello studio Noa, che qui ha giocato con legno, vetro e pietra senza cercare il “rustico finto”. I 47 chalet e suite sono sparsi sul pendio come fossero radici. Ognuno ha vetrate a tutta altezza rivolte verso la Valle Isarco. La sera, quando le luci della valle si accendono, hai la sensazione di guardare un presepe. Dentro, il design è pulito, caldo, senza fronzoli. Legno di larice non trattato, tessuti naturali, stufe che scaldano senza seccare l’aria. Niente moquette, niente plastica a vista. Il cuore del resort è la Spa My Arbor, 1.800 mq sospesi tra gli alberi. Spa & Piscine di My Arbor: 1.800 mq pensati per chi torna dalla montagna stanco.
A My Arbor la spa non è “l’angolo relax dell’hotel”

È il cuore pulsante del resort, su due livelli, tutti in legno e pietra, con vetrate che guardano sempre il bosco o le Dolomiti. Una piscina a sfioro indoor/outdoor riscaldata 32°. È la vasca principale. Metà è coperta, metà esce fuori tra i larici. Il bordo a sfioro guarda le Odle e la Valle Isarco. D’inverno nuoti con la neve sui rami. D’estate il bordo d’acqua si confonde con il cielo. Profondità relax, niente vasche da 50 metri. È fatta per stare, non per allenarsi.
La piscina esterna

Una piscina esterna con solarium aperta da maggio a ottobre, sempre riscaldata. Intorno ci sono sdraio in legno e terrazze riparate dal vento. A 1.250 m il sole scalda anche a settembre, ma l’aria resta fresca. Perfetta dopo un trekking. Il reparto Saunarium comprende una Sauna Finlandese 90°: classica, in legno, con vista sul bosco e rituale di aufguss 2-3 volte al giorno. Una Bio-Sauna al Fieno 60°, la più “altoatesina” di tutte. Umidità più alta, temperatura più bassa, profumo di fieno di montagna. Meno aggressiva, ideale se non reggi il caldo secco. Un bagno turco con vapori di essenze di pino mugo e larice. Pulisce le vie respiratorie dopo una giornata sugli sci o sui sentieri. Biosauna Panoramica con vetrata, per 4-5 persone. Poi si trova una cascata di ghiaccio più secchiello Tirolese, per il contrasto caldo-freddo dopo la sauna. Il secchiello è quello vero da maso.
Docce Esperienziali con pioggia, nebbia e luci


Una Zona Quiet con poltrone letto, coperte in lana, tisane di erbe di montagna. In quest’ area vige una regola ferrea: niente telefoni, niente chiacchiere. Solo silenzio. Non è una spa “estetica”. I trattamenti vengono fatti con prodotti locali: fieno, pino mugo, sale delle Dolomiti, mele altoatesine. I più richiesti sono i massaggi decontratturanti con oli al pino mugo. La Spa è solo +16 anni e anche tutto l’hotel è adult only. Non è la spa più grande dell’Alto Adige, ma è una delle poche dove il confine tra interno, bosco e montagna non esiste. Si esce dalla sauna e in 10 secondi si è su una terrazza di legno con solo alberi intorno.


La struttura di My Arbor

La struttura, sospesa tra cielo e terra come un grande nido tra gli alberi, dialoga costantemente con il paesaggio circostante. Dalle grandi vetrate delle suite lo sguardo si apre su boschi, vallate e cime alpine, mentre gli interni in legno, pietra e materiali naturali trasmettono immediatamente una sensazione di protezione e calore. Le suite, apparentemente sospese tra le cime degli alberi, regalano la sensazione di dormire nel cuore del bosco. A rendere l’esperienza ancora più avvolgente contribuiscono dettagli come i cuscini al pino cembro, dal profumo rilassante, speciali materassi con tecnologia a molle insacchettate e biancheria di alta qualità, pensata per garantire il massimo comfort.
A tavola la filosofia è la stessa: cucina di montagna senza pesantezza


Lo chef lavora con produttori della valle. Formaggi dell’Alpe di Villandro, mele della Val d’Isarco, speck e pane di segale. I piatti sono puliti, riconoscibili. Gnocchi di barbabietola con ricotta affumicata, filetto di trota con erbe di montagna, strudel che sa di mela vera. Sette portate e un ricco buffet soddisfano anche i palati più esigenti. La cantina punta su vini altoatesini con oltre 1.200 etichette, ma si trova anche una selezione di vini naturali che non stonano con il contesto.
Quello che distingue My Arbor è proprio il ritmo

Non c’è animazione, non c’è musica alta, non c’è la sensazione di essere in un villaggio. La giornata si regola su luce e stagione. D’estate si esce alle 7 per un’escursione all’Alpe di Siusi, si torna per un pranzo leggero, e alle 4 si è già in piscina a guardare le ombre allungarsi sui prati. D’inverno la routine è sci a Plose al mattino, spa al pomeriggio, cena presto e a letto presto. Il tempo rallenta senza che uno debba forzare nulla. L’hotel è aperto tutto l’anno, e ogni stagione regala una diversa esperienza. In autunno i larici diventano oro e il bosco intorno sembra in fiamme. In inverno la neve ferma i suoni e l’hotel diventa un rifugio. In primavera i prati esplodono di crochi, e d’estate la quota ti regala notti fresche anche ad agosto.
Il My Arbor non cerca di stupire con il lusso ostentato

Il lusso qui è altro: spazio, silenzio, aria pulita, e la possibilità di dimenticare l’ora per più di un giorno. È il posto dove vai quando vuoi staccare davvero e non solo cambiare città. L’originalità di My Arbor risiede nella sua struttura visionaria: un corpo centrale innalzato su sostegni metallici che ricordano i fusti degli “abitanti” del bosco. L’effetto è sorprendente e poetico insieme. L’edificio sembra fluttuare tra le chiome, dialogando con la foresta in un equilibrio perfetto tra ingegneria contemporanea e natura primordiale. Qui l’architettura non invade il paesaggio, ma lo interpreta e lo amplifica, trasformando il soggiorno in un’esperienza immersiva totale.
My Arbor non è un semplice hotel, ma un autentico “tree hotel” che si eleva oltre trenta metri dal suolo, sospeso tra cielo e terra, tra le cime degli alberi della Plose, fino a diventare esso stesso albero. La parola “Arbor”, infatti, trae origine dal latino e indica l’albero o il legno. My Arbor è un’esperienza verticale nella natura, un luogo dove l’architettura si fa poesia e il bosco diventa casa.













































































