Il numero 10 evoca sempre l’immagine di un grande campione: stasera il Mondo avrà gli occhi puntati su Leo Messi nella finale Argentina-Spagna, dalla parte degli iberici c’è Dani Olmo con quella maglia (altro fuoriclasse anche se meno celebrato). E come non citare il D10S di Diego Armando Maradona? O ancora Pelè, Platini, Zidane, Baggio, Totti e via elencando.
Ma il 10 che la Storia dello Sport celebra in queste ore è quello del 18 luglio 1976, esattamente 50 anni fa

Una ginnasta romena, Nadia Comăneci, quel giorno entrò nel mito diventando la prima atleta a ottenere il punteggio perfetto di “10.00” alle Olimpiadi di Montreal in Canada. Aveva solo 14 anni e conquistò quel voto epocale con un esercizio perfetto alle parallele asimmetriche, impresa peraltro poi ripetuta altre sei volte durante quegli stessi Giochi.
L’inizio del mito Comaneci: Montreal 1976
Nadia Comăneci era nata a Onești in Romania nel novembre 1961. Si presentò a quei Giochi, non ancora quindicenne, come una giovane promessa, ma le sue prestazioni eccezionali la trasformarono in un fenomeno globale. All’epoca, la ginnastica era dominata da atlete più esperte e “mature”, americane e russe in particolare, ma Nadia ridefinì gli standard tecnici e artistici di questa disciplina diventandone un’icona tuttora celebrata e peraltro ancora in attività come allenatrice.
Il blocco del tabellone che non prevedeva il 10

Durante gli esercizi obbligatori alle parallele, Nadia eseguì una routine impeccabile, con precisione millimetrica e un atterraggio altrettanto perfetto. Il tabellone elettronico dell’arena non era programmato per visualizzare il punteggio massimo di “10.00”: aveva solo tre cifre. Di conseguenza, il pubblico e la stessa atleta videro apparire un paradossale “1.00” e ci fu un attimo di smarrimento prima che venisse annunciato il punteggio reale, ovvero la perfezione assoluta. Quell’esercizio rivoluzionò appunto l’intera disciplina, grazie anche all’introduzione di elementi tecnici complessi come il “salto Comaneci” alle parallele. Durante i Giochi, la Comăneci ottenne poi il 10 per altre 6 volte, dominando la competizione con gli ori nel concorso individuale generale, alle “sue” parallele asimmetriche e anche alla trave, poi l’argento nel concorso a squadre e infine il bronzo nel corpo libero.
Record destinato a rimanere imbattuto: nessuna come lei
E ancor oggi Nadia Comăneci rimane la più giovane ginnasta ad aver vinto l’oro olimpico nel concorso individuale all-around. Questo primato non potrà mai essere superato poiché, a partire dal 2012, il regolamento internazionale ha fissato l’età minima per partecipare alle competizioni senior a 16 anni.
Chi era Nadia
Nadia iniziò a fare ginnastica nel 1964, a soli tre anni, nella palestra della piccola società Flacăra e a 6 anni fu notata dal maestro Karolvy nel cortile della scuola mentre giocava con un’amica: le chiese di entrare a far parte della sua palestra. Due anni dopo, nel 1969, partecipò per la prima volta ai campionati nazionali romeni arrivando 13ma, ma nel ’70 vinse quelli a squadre, diventando a 9 anni la più giovane ginnasta ad aggiudicarsi il titolo. Nel 1971 disputò la prima gara internazionale a Lubiana vincendo il primo all-around (concorso generale individuale) e poi disputò competizioni juniores e incontri con altre nazionali come Polonia, Italia e Ungheria.
Verso il 10 nel 1975
A 12 anni, nel 1973, partecipò al meeting Junior Friendship in cui vinse l’oro nel concorso generale individuale, nel volteggio e nelle parallele. Quindi nel 1975 agli Europei in Norvegia sbaragliò le avversarie in tutti gli attrezzi, tranne nel corpo libero dove arrivò seconda! Nel 1975 continuò a inanellare vittorie e nel test pre-olimpico vinse due ori (all-around e trave) e tre argenti (volteggio, corpo libero e parallele), lottando contro la sua grande avversaria dell’epoca, la russa Nelli Kim.
Dopo l’exploit ai Giochi con le 5 medaglie tornò in Romania e divenne una celebrità
L’allora dittatore romeno Ceausescu la invitò spesso a Palazzo e venne insignita delle più grandi onorificenze anche come “eroe socialista”. Venne usata come il maggior vanto propagandistico del regime e il prestigio ebbe per lei un prezzo altissimo: fu costretta a diventare a 15 anni l’amante del terzogenito del dittatore, Nicu, un alcolizzato. Un capitolo della sua vita che Nadia non vuole più riaprire. Fu vittima di abusi fisici e sessuali, che lei denunciò.
I Mondiali del ’78
Ai Mondiali del 1978 si aggiudicò ancora l’oro alla trave e l’argento al volteggio e pure nella gara a squadre, mentre nel concorso individuale chiuse ai piedi del podio. Nel 1981 la sua Federazione di ginnastica la informò che avrebbe preso parte a un tour ufficiale degli Stati Uniti e che i suoi allenatori Béla e Márta Károlyi avrebbero guidato il gruppo. Durante questo tour, la squadra della Comăneci condivise i viaggi in pullman con le ginnaste americane; fu lì che ritrovò il ginnasta americano Bart Conner che 15 anni dopo divenne suo marito: “Era carino, saltellava intorno all’autobus parlando con tutti, amichevole e divertente” ha poi scritto nella sua autobiografia.
Le decisione

E’ in quella tournee che i suoi allenatori decisero di non far rientro nella Romania di Ceaușescu insieme al coreografo della squadra Géza Pozsár. Le chiesero di seguirli, ma lei rifiutò. In Romania senza il suo mentore la vita cambiò drasticamente per Nadia: i funzionari della dittatura comunista temevano che anche lei disertasse e iniziarono a controllare ogni suo movimento vietandole di viaggiare fuori dal Paese. Nel frattempo aveva conquistato altri 5 ori alle Universiadi.
Il ritiro e la fuga di notte in Ungheria
Altri tre anni di vittorie e si ritirò dalle competizioni: aveva poco più di 22 anni, era il 1984, poco prima dei Giochi di Los Angeles. Resistette in Patria altri 5 anni allenando i ginnasti romeni, ma poi fuggì la notte del 27 novembre 1989, camminando a piedi per sei ore, attraversando il confine ungherese dove c’era il suo amico Constantin Panait ad attenderla con un’auto. Viaggiarono fino in Austria e lei riuscì successivamente a raggiungere il Canada e quindi gli Usa dove divenne rifugiata politica.
Negli USA il “10” trova l’America
Negli States si occupò di marketing per abbigliamento sportivi e fu poi modella per abiti da sposa. Nel 1994 si fidanzò con il vecchio amico Bart Conner e fece ritorno per la prima volta in Romania, dove si sposarono nell’aprile del 1996: dieci anni dopo la nascita del loro figlio Dylan Paul. Con il marito è proprietaria dell’Accademia di ginnastica Conner, dell’International Gymnast Magazine, della compagnia di produzione The Perfect 10 e di quattro negozi di articoli sportivi.
Quel numero “10” oggi

Oggi a 64 anni Nadia è ormai cittadina americana: vive e insegna a Norman, in Oklahoma, sempre con il suo Bart, ma mantiene forti legami con la Romania, dove è titolare di un’altra scuola di ginnastica.











































































