C’è un luogo a Venezia dove la letteratura si trasforma in paesaggio e dove ogni sentiero invita a riflettere sul mistero della vita. È il Labirinto di Borges, uno degli angoli più affascinanti dell’Isola di San Giorgio Maggiore, appena restituito al pubblico dopo un importante intervento di restauro.
Un omaggio a Borges

Là dove un tempo sorgeva un antico brolo coltivato dai monaci benedettini con erbe officinali, alle spalle del celebre Chiostro del Palladio, oggi si estende un’opera unica nel suo genere, nata per rendere omaggio a Jorge Luis Borges (1899-1986), tra i più grandi scrittori, poeti e saggisti del Novecento.
Chi ha avuto l’idea

L’idea di dedicare un labirinto allo scrittore argentino fu della moglie Maria Kodama, che volle mantenere viva la memoria del marito proponendo il progetto alla Fondazione Giorgio Cini. Il disegno originale era stato ideato dal celebre paesaggista e diplomatico britannico Gilbert Randoll Coate (1909-2005), considerato uno dei maggiori creatori di labirinti del mondo. Coate lo aveva concepito in occasione dell’ottantesimo compleanno di Borges, che però non poté mai vederlo realizzato.
L’inaugurazione ufficiale avvenne il 14 giugno 2011, venticinque anni dopo la scomparsa dello scrittore

Oggi, dopo quindici anni, il labirinto è tornato al suo splendore grazie a un accurato restauro reso possibile dal sostegno di PwC Italia, main sponsor dell’intervento, che ha finanziato il recupero delle oltre 3.200 piante di bosso che compongono questo straordinario percorso verde. Con i suoi oltre un chilometro di sviluppo, il Labirinto di Borges non è soltanto un itinerario botanico, ma una vera opera d’arte da leggere e interpretare. La sua originalità si coglie pienamente osservandolo dall’alto, dalla terrazza adiacente: le siepi disegnano infatti un libro aperto e compongono, in forma speculare, il nome “Borges”.
Un’opera d’arte

Ma il fascino dell’opera risiede soprattutto nei simboli nascosti lungo il percorso. Il visitatore può scoprire un bastone da passeggio, memoria della cecità che colpì Borges in età adulta, una clessidra che richiama il tempo e la sua inesorabile fuga, un grande punto interrogativo simbolo del dubbio filosofico e una tigre, animale tanto amato dallo scrittore e ricorrente nelle sue opere.
Il progetto si distingue anche per la particolare attenzione all’accessibilità. Grazie alla collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è stata infatti realizzata una mappa tattile che permette anche alle persone con disabilità visiva di conoscere la struttura del labirinto e prepararsi all’esperienza di visita.
Il Labirinto di Borges è visitabile dalla metà di luglio

Informazioni, orari e prenotazioni sono disponibili sul sito della Fondazione Giorgio Cini. In autunno, inoltre, PwC Italia offrirà un fine settimana di apertura gratuita, permettendo a tutti di immergersi in questo luogo straordinario, dove natura, arte e letteratura dialogano in perfetta armonia.
Più che una semplice attrazione, il Labirinto di Borges è un’esperienza culturale e sensoriale: un invito a perdersi per ritrovare sé stessi, proprio come accade nelle pagine immortali del grande autore argentino.












































































Grazie, andrò a vederlo. A presto, collega!