Sarà Argentina-Spagna la finale dei Mondiali 2026. Nella seconda semifinale, ad Atlanta, l’Argentina ha battuto l’Inghilterra 2-1 (0-0). A guidare la rimonta della Seleccion, dopo il gol inglese di Gordon al 10′ del secondo tempo, due assist di Messi: per Enzo Fernandez (41′ st) e per Lautaro Martinez (47′ st). Un’altra rimonta epica vale la finale dei Mondiali per l’Argentina, che si giocherà il secondo titolo consecutivo (quarto in assoluto) domenica alle 21 contro la Spagna. L’Inghilterra sogna per mezz’ora, poi crolla nel finale col ribaltone da 1-0 a 1-2.
Nel primo tempo calci e non calcio
Primo tempo senza tiri in porta e con un’infinità di colpi proibiti (19 falli). L’equilibrio si sblocca al 55’, cross da destra di Rogers e sul secondo palo Gordon anticipa Molina per l’1-0. L’Argentina si riversa in attacco, ma si ferma a un palo per Mac Allister e due occasioni per Nico González. Almeno fino all’85’, quando Messi serve al limite Enzo Fernández per il gran tiro del pareggio, pochi secondi dopo un altro palo stavolta colpito da Mac Allister.
L’errore dell’Inghilterra nella semifinale dei Mondiali
L’Inghilterra, che aveva arretrato pesantemente il suo baricentro, va in tilt e subisce anche il gol della sconfitta. È il 92’, Messi va sul destro e crossa trovando l’interista Lautaro Martínez che di testa mette dentro. Esplosione di gioia di tutta l’Argentina e altro capovolgimento di fronte, come contro l’Egitto agli ottavi.
Un errore pagato caro

Sarà quindi Spagna-Argentina la finale del Mondiale 2026. L’Albiceleste rimonta infatti 2-1 l’Inghilterra nella semifinale in scena ad Atlanta e stacca così il pass per la partita che assegnerà il titolo: l’ultimo atto sarà quindi Campioni del Mondo contro Campioni d’Europa in carica. I Tre Leoni si portano in vantaggio con Gordon (55’) e sognano il colpo grosso, ma Enzo Fernandez (85′) e Lautaro Martinez (92′) ribaltano tutto: Messi decisivo con due assist.
La partita
Il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta ospita la seconda semifinale di questo Mondiale 2026, ovvero Inghilterra-Argentina, una delle rivalità più accese in Coppa del Mondo. Ne si ha subito la conferma nei primissimi minuti di gara, durante i quali il tasso agonistico in campo tocca i massimi livelli: molto aggressivi sono soprattutto i giocatori dell’Albiceleste, con i Tre Leoni che non si sottraggono però al confronto corpo a corpo.
Entrambe le squadre faticano a sviluppare gioco e, in quella che per anni è stata la casa di Matt Ryan (MVP della NFL nel 2016 con i Falcons), Kane prova allora a indossare i panni del quarterback, arretrando diverse volte a centrocampo, nel tentativo di innescare qualche compagno con i suoi lanci precisi: la chance migliore l’Inghilterra se la costruisce però con un calcio di punizione di Reece James, respinto dal “Dibu” Martinez. A infiammare i tifosi dell’Argentina è invece una strepitosa giocata di Messi, capace di apparire e scomparire in mezzo a tre uomini inglesi, prima di essere atterrato da Anderson. Il primo tempo si chiude, dunque, sullo 0-0, nonostante un pericoloso tiro dalla distanza tentato da Enzo Fernandez.
Il secondo tempo
A inizio ripresa è invece Julian Alvarez a impegnare immediatamente Pickford con un destro velenoso, prima dell’improvviso 1-0 inglese al 55’: da un lancio lungo di Kane nasce un’azione che Rogers rifinisce con il cross sul secondo palo per Gordon, che brucia sul tempo Molina e porta in vantaggio i Three Lions. Passano pochi minuti e Spence è, invece, provvidenziale in chiusura su Giuliano Simeone: l’argentino è lanciato a rete in area di rigore, ma il terzino ex Genoa lo ferma con una scivolata tanto rischiosa quanto chirurgica.
Altrettanto importante è poi l’anticipo di Stones su Tagliafico al 66’, mentre Scaloni si gioca la carta Nico Gonzalez: proprio l’attaccante della Juventus incorna perfettamente un delizioso cross di Messi, ma Pickford sfodera una parata miracolosa, respingendo l’inzuccata dell’avversario sulla linea di porta.
Al 76’ è invece il palo a negare il pareggio a Mac Allister, nel miglior momento di partita per i Campioni del Mondo in carica: Messi crea e i compagni provano a concretizzare, in un totale assedio dell’albiceleste. Arriva anche il momento di Lautaro Martinez (81’), ma a colpire è Enzo Fernandez all’85’: il centrocampista del Chelsea buca Pickford con un poderoso destro da fuori area, su assist di Messi.
Mac Allister colpisce poi un altro legno, ma Messi raccoglie la respinta e serve a Lautaro l’ennesimo assist che il capitano dell’Inter tramuta nell’incredibile 2-1 argentino al 92’. È il gol che decide la partita e che spedisce l’Argentina in finale: i Campioni del Mondo difenderanno il proprio trono contro i Campioni d’Europa della Spagna, domenica 19 luglio al New York New Jersey Stadium di East Rutherford.
Perchè Argentina – Inghilterra non era una partita come le altre ai Mondiali

C’era stata una guerra vera, mica uno scherzo. La conquista delle isole Malvinas da parte dell’Argentina e la successiva riconquista da parte dell’Inghilterra delle Falkland (è lo stesso arcipelago ma con due nomi diversi) era costata nel 1982 quasi mille vite umane: 649 per la parte Argentina, 258 tra gli inglesi, senza contare le perdite materiali: navi, aerei, sommergibili. Il generale Leopoldo Galtieri aveva mandato i suoi soldati allo sbaraglio con l’idea d risvegliare lo spirito patriottico degli argentini, invece ottenne l’esito opposto ovvero la sua destituzione e il rafforzamento dei consensi del popolo britannico nei confronti della premier Margareth Thatcher, la Lady di Ferro.
La Guerra delle Falkland venne combattuta tra aprile e giugno del 1982
Quella ferita, in Argentina, non si è mai rimarginata. Lo stadio di Mendoza si chiama “Estadio Malvinas Argentinas”, lo stesso nome che è stato attribuito a moltissime vie in altrettante località argentine. E quasi tutte le città, piccole o grandi, hanno un monumento ai caduti di quella guerra. A distanza di 44 anni è tutto ancora maledettamente vivo nelle coscienze degli argentini, figuriamoci come poteva esserlo nel 1986, con il lutto ancora fortemente pulsante nelle vene di tutti.
Ma la rivalità tra Argentina e Inghilterra ha anche altre radici meramente sportive
Ai Mondiali del 1966, gli argentini si ritennero defraudati nella sfida dei quarti di finale contro gli inglesi padroni di casa. Quel giorno l’arbitro tedesco Rudolf Krietlein espulse il capitano albiceleste Antonio Rattin al 35’ del primo tempo. Rattin impiegò parecchi minuti per lasciare il campo, non prima di avere insultato pesantemente il direttore di gara. Per gli argentini, quella partita è considerata “el robo del siglo”, il furto del secolo. Da allora, la rivalità tra Argentina e Inghilterra è seconda solo a quella tra Argentina e Brasile.
I Mondiali del 1986
L’apice di questa storia alimenta più di ogni altro episodio il mito di Diego Armando Maradona. Ci sono più leggende intorno a quella partita del Mondiale 1986 che in cento libri sul calcio. La prima è quella legata alla maglia. L’Argentina utilizzò quella da trasferta: pantaloncini neri e maglietta blu navy (con colletto bianco a V). Ma pare che quelle indossate dai giocatori non furono le divise originali (ritenute troppo pesanti dal ct Carlos Bilardo per il clima torrido di Città del Messico), bensì delle magliette più leggere acquistate in città e poi cucite a mano con loghi vari per renderle simili a quelle fornite dallo sponsor tecnico francese. La seconda riguarda Maradona, anzi un piano per eliminarlo velocemente dalla gara. Ci provò il contundente difensore inglese Fenwick nel primo tempo, mollandogli una proditoria gomitata a palla lontana. Ma Diego aveva troppa voglia di determinare quella partita e si riprese. La terza leggenda (ma ce ne sarebbero molte altre), riguarda il “dopo”, perché il centrocampista Hector Enrique da quarant’anni si vanta (scherzando) di aver fornito l’assist a Maradona per il gol del secolo. Peccato che fosse un passaggio di due metri.
Ai Mondiali 1986 la mano “De Dios”
Tutto, ma proprio tutto, si svolse in una manciata di minuti. Il primo atto, al 6’ del secondo tempo, risultato ancora 0-0. Un errore grossolano di Steve Hodge, difensore inglese: palla alzata a campanile su cui si avventarono il portiere Peter Shilton e Maradona, più basso di venti centimetri rispetto all’avversario. Però la palla la toccò Maradona mandandola in rete. Ovviamente con una mano. Maradona iniziò subito a esultare, i compagni immobili. Allora si mise a gridare: “Venite ad abbracciarmi, altrimenti ce lo annulla”. L’arbitro tunisino Ali Bin Nasser, oltre a non aver visto il tocco di mano, non capiva nemmeno lo spagnolo. Tombola. Alla fine, la frase più celebre di Dieguito: “È stata la mano de Dios”. Sei parole che saranno legate alla sua leggenda nei secoli dei secoli.
Maradona si fa perdonare
Quattro minuti dopo, Maradona chiese a suo modo perdono agli dèi del calcio, segnando il gol del secolo. Undici secondi in cui dribblò come birilli cinque avversari per poi depositare il pallone alle spalle di Shilton. Indimenticabile e indelebile. Un capolavoro che si ammanta di ulteriore misticismo nel racconto di Jorge Valdano, a distanza di anni: “Quando Maradona prese la palla a centrocampo e si lanciò, io correvo al suo fianco e gli urlavo: sono libero, passamela. Dopo il gol gli chiesi: perché non me l’hai passata? Lui mi rispose: “In realtà ti ho visto, ma ho sentito dove la palla voleva andare e mi ha detto in porta”. Questo era Diego”.
Dal gol di mano alla vittoria dei Mondiali
L’Argentina vinse 2-1 (gol di Lineker a dieci minuti dalla fine), poi vinse il titolo. Da allora, le due squadre si sono affrontate altre due volte in una fase finale del Mondiale, negli ottavi di Francia 1998 (Argentina vittoriosa ai rigori) e nei gironi di Corea-Giappone 2002 (vittoria inglese 1-0 con gol di Beckham su rigore). Il bilancio totale delle 15 sfide tra le due Nazionali dice 4 vittorie argentine (compresa quella ai rigori), 5 pareggi e 6 vittorie inglesi. Se nell’animo degli inglesi resta ancora l’idea di vendicare l’operato della “Mano de Dios”, in quello degli argentini oltre al patriottismo malviniano c’è anche la sfida sportiva per provare a riequilibrare il bilancio.
Il tabellino
Inghilterra (4-2-3-1): Pickford; James (82’ O’Reilly), Stones (96’ Rashford), Guehi, Spence (96’ Toney); Anderson, Rice (82’ Burn); Rogers, Bellingham, Gordon (72’ Konsa); Kane. CT: Tuchel
Argentina (4-4-2): E. Martinez; Molina (73’ Montiel), Romero, L. Martinez (73’ Otamendi), Tagliafico (81’ Lautaro); Giuliano Simeone (73’ de Paul), Paredes (64’ Nico Gonzalez), Enzo Fernandez, Mac Allister; Messi, Alvarez. CT: Scaloni
Arbitro: Elfath I. (Usa)
Marcatori: 55’ Gordon (I), 85’ Enzo Fernandez (A), 92’ Lautaro Martinez (A)
Ammoniti: Anderson (I), L. Martinez (A), Romero (A), de Paul (A)











































































