«La verità si stampa a mano», come ha scritto la critica Matilde Puleo, la verità si scrive con un pennello, senza griglie, soprattutto a colori. E parla di diritti, in un momento terribile come quello che il mondo va attraversando, i diritti inalienabili di ogni essere che oggi, più che mai, vediamo umiliati, vilipesi, ignorati.
Diritti per tutti

È questo lo spirito di una bellissima mostra, in corso nella sede veneziana di Emergency fino al 28 febbraio del prossimo anno, che s’intitola come la limpida affermazione di Gino Strada; I diritti sono di tutti, altrimenti chiamateli privilegi. Si tratta di un progetto di arte grafica partecipativa, con i manifesti di Monica Dengo e Massimo Pesce.
Mara Rumiz e i diritti calpestati

«Mentre si sta facendo carta straccia di tutti gli istituti, le norme, i principi e gli organismi istituiti alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso, per prevenire le atrocità commesse nei due grandi conflitti mondiali, abbiamo voluto con forza questa mostra che racconta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, un manifesto originale per ogni articolo – spiega Mara Rumiz, coordinatrice della sede veneziana di Emergency – Si tratta di lavori fatti a mano da una grande calligrafa, Monica Dengo, attorno a cui sono previsti workshop con gli studenti delle scuole primarie e secondarie, o rivolti a persone in situazioni di fragilità. Attraverso il disegno delle lettere e la stampa manuale, i partecipanti impareranno a trasformare le parole in immagini, i concetti in segni».
Un progetto di Emergency

Sempre nel solco di questo progetto che Emergency ha voluto intitolare Lascia il segno!, (e che prevede anche una rassegna di film e un’azione del Teatro di cittadinanza), in mostra compaiono anche le opere tipografiche di un altro grande artista, Massimo Pesce, che stravolgono la grammatica della stampa da matrice secondo i dettami della cosiddetta bad printing, rifiutando la perfezione dei risultati.
I manifesti e le presse per ANFFAS e Banco Lotto n. 10



I manifesti di Pesce sono tutti dedicati a dichiarazioni di Gino Strada: Io non sono pacifista, io sono contro la guerra e ancora Utopia è il nome di desideri, idee, progetti che possono diventare realtà. Alcune delle presse utilizzate nei laboratori (strumenti autosufficienti, privi di consumi energetici) verranno poi donate, dopo adeguata formazione, ad ANFFAS Venezia e a Banco Lotto n. 10, studio sartoriale della Cooperativa Il Cerchio: una concreta opportunità di autonomia professionale ed inclusione sociale.
Ogni opera, ogni articolo, ogni frammento a tutela dei diritti

L’esposizione ha una valenza estetica altissima, come se le parole trasformate in segno fossero incise sulla pietra e, allo stesso tempo, gode di una leggerezza tutta sua. Sono la forza della sperimentazione, che rifugge la riproducibilità tecnica, e l’alto livello degli artisti coinvolti a fare la differenza: ogni articolo della Dichiarazione Universale, ogni frammento del pensiero di Gino Strada risuonano con incisività penetrante e convinzione.
L’artista Monica Dengo

Monica Dengo è artista, calligrafa, ha insegnato in Canada, Europa, Giappone, Russia e Stati Uniti, in istituzioni pubbliche e private. Attualmente è docente all’ISIA di Urbino e collabora con la Fondazione Musei Civici Veneziani, come co-curatrice dell’evento East-West Calligraphy al Museo Correr. Tiene un corso annuale, sempre a Venezia, sulla calligrafia e il libro d’artista e organizza in Giappone workshop internazionali. Per sostenere l’insegnamento della scrittura a mano nelle scuole, ha creato il sito scritturacorsiva.it e co-fondato SMED (scrivere a mano nell’era digitale).
Max Fish e la street art

Invece Massimo Pesce, detto Max Fish, classe 1965, ha allargato in gioventù la sua esperienza lavorativa, mettendosi alla prova come idraulico, carpentiere, operaio metalmeccanico. Attualmente vive in Toscana, dove si occupa di web e grafica. Dal 2005 collabora con Monica Dengo ed è tra i fondatori del CIAC (Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del libro). Dal 2009 al 2015 si è dedicato alla realizzazione di corsi di tipografia. Affascinato dalla street art e dai graffiti, gli interessa particolarmente la stampa manuale e considera il suo lavoro un atto collettivo, politico.
Una mostra nata nel 2018



La genesi di questa mostra, che lo staff veneziano di Emergency ha curato con amore ed attenzione, producendo anche uno splendido catalogo con la prefazione della presidente Rossella Miccio, e testi di Mara Rumiz, Francesca Basile e degli artisti, risale al 2018: l’associazione H.R.Y.O (Human Rights Youth Organisation) di Palermo invita Monica Dengo a realizzare una serie di poster per celebrare il settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. In poco tempo, convinta dell’importanza del progetto, l’artista realizza cinquanta opere originali: una sola frase per ogni articolo, interpretata “a occhio”; poster colorati, volutamente imprecisi per forma e dimensione dei caratteri.
Diritti esposti sulle pareti con la forza della denuncia

Oggi, ad Emergency, allestiti mirabilmente sulle pareti della sede alla Giudecca, hanno la potenza della denuncia. «Conoscere, approfondire, confrontarsi» ribadisce Mara Rumiz. Per convincersi, con Gino Strada che «la verità è la prima vittima della guerra». Una mostra così dovrebbe essere itinerante per sempre.
I DIRITTI SONO DI TUTTI, ALTRIMENTI CHIAMATELI PRIVILEGI
Fino al 28 febbraio 2026
Sede di Emergency, Giudecca Redentore 212
Aperta dal mercoledì al sabato, 12:00 – 18:00
Ingresso libero e gratuito, così come la partecipazione ai laboratori
tel. 041-877931

















































































