Nel 2008 per i tipi di Terraferma (VI) usciva il libro Una storia veneta. L’avventura di Dino Boscarato e dell’Amelia di Mestre che raccoglieva testimonianze, curiosità, ricordi registrati dal ristoratore su audiocassetta, trascritti e integrati con ricette ed altri materiali documentali e fotografici a cura di Marco e Diego Boscarato ed Ivo Prandin. A diciassette anni di distanza Marco Boscarato ha sentito l’esigenza di raccontare nuovamente la vita e le avventure imprenditoriali del padre, questa volta in una forma narrativa più personale, arricchendo la preziosa testimonianza lasciata dalla viva voce di colui che veniva chiamato un po’ da tutti “il sior Dino” con ricordi personali, aneddoti e ricette. Il figlio prende direttamente la parola scrivendo in prima persona e alternando la sua voce, in carattere tondo, a quella dell’amato genitore, in corsivo, ripercorrendo quella che definisce come «l’avventura di un montanaro che guardava oltre».
Il ricordo indimenticabile di Dino

Il libro – che sarà presentato lunedì 22 settembre, alle ore 18.00 nella Sala Radici di M9-Museo del ‘900 da Maria Laura Faccini in dialogo con l’autore – prende le mosse dal Cadore, dove Boscarato era nato e cresciuto, esattamente a San Vito, dove a otto anni già pelava le patate nella cucina dell’albergo di famiglia. La morte del padre Ottavio, nel ’44 e la guerra, lo portano a dover gestire giovanissimo l’attività, che nel 1957 lo porterà a San Vigilio di Marebbe dove inizierà a mettere in pratica «lo stile di famiglia», vale a dire «il coinvolgimento di clienti-amici, che è il massimo nel rapporto albergatore-turista: diventare amici» (p. 22).
La storia di Dino

Stile che manterrà e svilupperà quando, nel 1961, deciderà di cambiare. In procinto di partire per la Germania per diventare gelataio, aveva invece deciso di scendere a Mestre e di acquistare da una certa signora Amelia una vecchia trattoria con stallazzo, dando vita qui ad una nuova storia della trattoria scegliendo di continuare a chiamarla “dall’Amelia”. Un locale che all’epoca era «soltanto una bella e festosa osteria di campagna, allegra e piena di gente, che proponeva ai suoi ospiti una cucina rustica e un po’ di pesce» (p. 41) e che sotto la sua gestione diventerà un vero e proprio ristorante che offriva una cucina di alto livello, diventando un punto di riferimento gastronomico in città, ma non solo.
Marco Boscarato ricorda l’adesione ai “Ristoranti del Buon ricordo”, la partecipazione al “Fogher d’argento” (secondo posto nel Triveneto) e poi al “Fogher d’oro” (primo premio). Racconta i viaggi all’estero di Dino, negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso, per portare i suoi piatti a New York, a Houston e a Toronto, per esempio, e dà molto spazio anche alle attività culturali promosse dal ristorante, come il “Premio Tavola all’Amelia” che dal 1965 al 2008 (poi divenuto “Premio Amelia Mestre operativo dal 2008 al 2012) ha portato in città personalità della cultura, artisti, letterati, scrittori, musicisti di gran valore (elenco alle pagine 148-149) che vennero via via ritratti nel grande dipinto, a firma di Luigi Gardenal, esposto in una della sale, o come le tante cene con l’autore.
Gli aneddoti

Tanti gli aneddoti: la visita a sorpresa del Presidente della Repubblica Sandro Pertini, il servizio offerto a Sua Santità Giovanni Paolo a Lorenzago, le vicende della presidenza italiana ed internazionale dell’Associazione Sommelier, le curiosità dei tanti personaggi famosi che si sono seduti alle tavole del ristorante di Mestre, si affiancano in questo volume a tante piccole storie quotidiane che raccontano di un montanaro sbarcato in laguna, carico di un appassionato entusiasmo per la cucina e per la cultura, e della sua famiglia sempre al suo fianco: la signora Mara e figli Marco e Diego. La narrazione non tralascia, naturalmente, errori e fallimenti, imprese azzardate come quella veneziana di cui “Il sior Dino” dovrà pentirsi, la malattia e la morte il 18 marzo 2004, e poi l’abbandono dell’attività nel 2007.
I libri segreti e gli ospiti famosi

Ma rimangono tanti ricordi in chi ha frequentato il ristorante, oltre le tante ricette, alcune delle quali trovano posto alla fine del libro, come l’ineguagliabile baccalà mantecato, i cicheti veneziani, il risotto di go e di bruscandoli, le seppie alla veneziana, i caramei e la fregolota, vere delizie portate in tavola da chef come Rico Spolaor (p. 41) ed Ettore Alzetta.
Rimangono anche tanti documenti: gli autografi di personaggi famosi lasciati sui “libroni” degli ospiti (pp. 69-77): tra gli altri Dario Fo, Walter Chiari, Oreste Lionello, Renato Guttuso.
L’autore

Marco Boscarato è nato a Mestre nel 1967 e si occupa di accoglienza, cucina ed eventi culturali con la moglie Alessia Carraro. Ha pubblicato il libro di poesie Parole di senso compiuto (Panda, 2005), Una storia veneta. L’avventura di Dino Boscarato e dell’Amelia di Mestre (Terraferma, 2009) più di recente Giustamente, errare! (Bookabook, 2022) con riflessioni su un’esperienza di viaggio a piedi lungo la via Francigena, vari testi di cucina e raccolte di ricette. Tiene una rubrica bimestrale “Biolcalenda” dal titolo “Appunti di cucina relazionale”.

Marco Boscarato, Sior Dino. L’avventura di un montanaro che guardava oltre e della Trattoria dall’Amelia di Mestre, Lecce, Youcanprint, 2025.








































































La ricca e fedele recensione di Annalisa Bruni del libro “Sior Dino” di Marco Boscarato stimola ancor di più ad essere presenti domani alla presentazione che avrà luogo presso l’Auditorium di M9 a Mestre domani 22 settembre alle ore 18:00.
Come sempre la precisione e la scorrevolezza della scrittura ci accompagnano in modo naturale e prezioso ad avvicinarci alla lettura libro e ai bellissimi ricordi che questo racchiude!
Una autentica storia veneta di passione, imprenditoria di successo e servizio al pubblico in un contesto di rinomata cucina e alta cultura.
Grazie per l’apprezzamento!
Grazie di cuore per la recensione Annalisa! Mi è sembrato giusto ricordare dopo vent’anni questa bella e lunga storia, periodica in tante persone ancora molti ricordi!
Hai fatto benissimo!
*Non “periodica” ma “che rievoca” 😊