La Grecia è una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo, che lì cercano non solo il relax sulle sue spiagge, le trasparenze cristalline del suo mare, l’accecante azzurrità del suo cielo, ma soprattutto le vestigia di un nobile passato dove hanno sede le radici del mondo occidentale, dove si sono sviluppati il teatro, la filosofia, l’arte. Non è raro commuoversi camminando per le acropoli di Atene, Olimpia, Micene, salendo i gradini dell’anfiteatro di Epidauro o inoltrandosi nelle strade dell’antica città bizantina di Mistràs o ammirando le case torri del Mani. Un viaggio in Grecia è un’esperienza indimenticabile che lascia a tutti emozioni forti e il desiderio di tornare, ma per Giorgio Levedianos è stato molto di più e lo racconta nel libro A volte albero, a volte vento. Storia di un ritorno verso casa, scritto insieme a Teresa Giulietti (Perugia, Bertoni editore, 2025).
Ritorno verso casa come Ulisse

L’isola greca di Leros, che forse qualche lettore ha conosciuto leggendo il bel romanzo di Simona Vinci, La prima verità (Torino, Einaudi, 2016), non è per l’autore l’isola-manicomio dove a suo tempo un regime dittatoriale aveva deportato gli oppositori politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Questa isola Levedianos ce la restituisce piuttosto nella sua immutata bellezza fatta di «una natura selvaggia, brulla, assetata, tutt’altro che mansueta» (p. 13). Un’isola dove al protagonista, alter ego dell’autore, viene chiesto, quasi intimato, da una vecchia zia, Maria, di tornare. Questa anziana donna, la «tipica greca: corporatura massiccia, capelli scuri, naso diritto, occhi divoranti, capaci di incantare» (p. 13), ha deciso di lasciare al nipote in eredità quanto di più prezioso può custodire una famiglia: i ricordi. Una lettera che giunge inaspettata, dunque, darà inizio a un percorso che lo porterà a ritrovare le sue radici familiari.
Un viaggio nella memoria
Siamo di fronte, dunque, alla narrazione di un νόστος (nostos), vale a dire di un viaggio di ritorno, un ritorno verso casa, in una sorta di circolarità che ricostruendo il nostro passato ci riporta a noi stessi. Un viaggio della memoria, dei ricordi, appunto, che rivitalizzano il nostro presente.
Stephan, il protagonista, è un medico affermato che vive a Venezia, ma proviene da una famiglia greca che ha subito la Storia, trasferendosi prima da Smirne a Leros a causa della rivoluzione di Mustafà Kemal dopo la Prima Guerra Mondiale e poi fuggendo a Venezia dopo la “perdita” delle colonie del Dodecaneso a seguito della firma del trattato di pace nel 1947 che mise fine alla Seconda Guerra Mondiale.
Un ritorno a casa nato dagli appunti di una zia
Accolto l’invito della zia, in quella casa bianca affacciata sul mare, dalle forme essenziali e cubiche, seduto nel patio coperto di lastroni, sotto un ulivo secolare, Stephan ascolta i suoi racconti, ritrova vecchie fotografie in bianco e nero, recupera il suo passato e matura l’idea di scrivere un libro per tramandare questa storia, per fissarla per sempre. E allo stesso tempo riaffiorano anche i suoi ricordi, quelle stanze dell’Istituto Ellenico, a Venezia, dove ha trascorso la sua infanzia, dove il padre Antonio aveva trovato impiego come custode: un luogo «maestoso e ricco di fascino, abitato da libri, documenti antichi e opere d’arte bizantine» (p. 57).
Nel libro trovano spazio anche gli interrogativi che chi inizia un percorso narrativo si pone sempre: come scrivere questa storia partendo dagli appunti presi durante le chiacchierate con la zia? Come cominciare? Come superare lo scoglio della pagina bianca? Travolto da mille dubbi, Stephan troverà nell’amico Renato un interlocutore fidato e sincero che gli infonderà fiducia e lo stimolerà a dar seguito al suo progetto, che avrà in una donna, una sconosciuta dai capelli color miele, una sorta di musa ispiratrice.
Gli autori


Giorgio Levedianos è nato a Venezia, di origine greca (padre nato a Leros, Dodecaneso; madre greco-italiana nata a Smirne in Turchia). È cresciuto nel sestiere di Castello, in passato quartiere dei Greci a Venezia. Laureatosi in medicina svolge da anni la specializzazione in cardiologia. Fin da piccolo appassionato lettore, in particolare di storia del Novecento, ritrova nei libri entusiasmo e senso di radicamento. Questa è la sua prima esperienza letteraria.
Teresa Giulietti è nata e vive a Parma. Lavora come ghostwriter per varie case editrici. Laureata in lettere moderne, ha frequentato la scuola di ayurveda e la scuola Riza di Naturopatia Psicosomatica. Oltre a scrivere, tiene corsi di naturopatia presso scuole per operatori del benessere e associazioni culturali. Ha pubblicato romanzi e saggi per editori come Marsilio, Edizioni della Sera, Bertoni editore e realizza per privati biografie e romanzi di formazione.
Giorgio Levedianos, Teresa Giulietti, A volte albero, a volte vento. Storia di un ritorno verso casa, Perugia, Bertoni editore, 2025.








































































Questo romanzo ha risvegliato nella mia memoria il sapore del cibo greco, il profumo delle piante selvatiche nelle isole, il sentimento di nostalgia che si ha per il paesaggio selvatico affacciato sul mare.
E’ un viaggio di rilettura del paesaggio interiore che ogni uomo dovrebbe fare.
👍