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Questa destra non ci sarebbe senza Berlusconi

Roberto Tumbarello di Roberto Tumbarello
16 Apr 2023
Reading Time: 15 mins read
Questa destra non ci sarebbe senza Berlusconi
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Molti trovano esagerato che il ricovero di Berlusconi abbia paralizzato la politica. Se ne parla sui quotidiani e in ogni TG. Non capiscono l’importanza della sua presenza lucida nel contesto parlamentare. Malgrado la stragrande maggioranza della destra, il suo minuscolo ma prezioso partito senza di lui non vale nulla. Il fondatore è di importanza vitale per la sopravvivenza del governo. Ecco perché sono tutti preoccupati per la sua salute e, sia da destra che da sinistra, gli augurano pronta guarigione, perché non si sa che cosa può succedere col suo ritiro.

Berlusconi ne ha passate tante ma la destra di oggi gli deve molto

Seppure di fortissima fibra, quel corpo ne ha passate di cotte e di crude in questi 86 anni ed è un miracolo che sia sopravvissuto e ancora oggi sia determinante in politica. È che Forza Italia è sempre stato composto da personaggi molto modesti che gli danno ragione ma mai il contributo di un’idea. Ha scelto di contornarsi di mediocri, all’inizio forse per emergere, seppure abbia poi brillato anche su leader di grande spessore. Ora perché non vuole che il partito sopravviva dopo di lui in modo da continuare a garantire il centro di cui il paese non può fare a meno perché garante di equilibrio e tolleranza.

Nonostante il bunga bunga, la nipote di Mubarak, le olgettine, le escort, i tanti processi e soprattutto canali TV che da 40 anni diffondono ignoranza con programmi che più trash non si può, senza Berlusconi oggi la destra non sarebbe al potere. E lui la obbliga alla moderatezza. Quindi, il giorno in cui non sarà più in grado di controllare che la politica del governo non sia solo di destra, probabilmente Giorgia Meloni perderebbe il fascino che crede di emanare e che, invece, le è riflesso da lui. Il partito, benché gestito a volte da Ronzulli e da Fascina, pur essendoci tanti pretendenti che si illudono di potergli succedere, vive solo finché ci sarà Berlusconi.

Senza Forza Italia anche la destra avrà problemi

Quando si ritirerà non ci sarà più il partito. Chi finora gli ha scodinzolato attorno cercherà sistemazione a destra, a sinistra o nel terzo polo. Ma chi dà il denaro a Calenda per mantenere il partito? Così faranno gli elettori. Ma per la sopravvivenza al potere la Meloni, la destra e i cofondatori dovranno rinunciare alla loro tendenza nostalgica e creare una corrente moderata. Il nulla è la vera grande eredità di Berlusconi, personaggio idolatrato e contestato, che talvolta ci ha ridicolizzati, ma che ha amato a tal punto l’Italia da avere pensato a un futuro che lui continuerà a controllare, anche senza esserci.

Avrebbe potuto coinvolgere in politica i figli, ma neppure di loro si fida e preferisce seppellire ciò che ha creato per garantirci la democrazia. È proprio per obbligare la destra a essere più moderata che distruggerà Forza Italia. È ingenuo da parte di personaggi minuscoli aspirare alla sua successione. Dopo la morte di Sadat, conversando con la vedova, le chiesi se, ancora giovane, prevedesse di rifarsi una vita sentimentale. Certo – mi rispose – se incontrassi un uomo del livello di Anwar.

Un peccato rinunciare a 19 miliardi. Da Berlusconi alla destra di Salvini passando per lo stretto

Evoluzione e progresso dipendono dalla libertà e dal benessere. Ecco perché è un peccato che l’Italia rinunci a 19 miliardi di euro – procurerebbero lavoro a tanta gente – solo perché il governo ha perso tempo nel proporre all’Europa come li avremmo investiti, cioè nel completare il PNRR. Dov’è finita l’efficienza della destra? Sempre molto soddisfatta, la Premier doveva rivoltare il paese come un calzino e poi non siamo capaci di compilare la lista della spesa. Quindi, non è neppure vero che è imminente la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Se no, si presenterebbe quel progetto. Altre balle. Nessuno mi prende in considerazione quando suggerisco, pure nell’interesse del paese, di cambiare consiglieri a Palazzo Chigi. Non si capisce perché continuiamo a comportarci come se fossimo ancora in campagna elettorale, quando è comprensibile elogiarsi e promettere l’impossibile.

Ormai la destra è al potere per i prossimi 5 anni

Non perdiamo tempo a ripetere quanto siamo bravi, né a stuzzicare la sinistra di cui non si può prevedere la reazione. Sono persino aumentati i consensi grazie al principio che gli italiani sono campioni di salto sul carro del vincitore. Ma, se delusi, lo sono anche di lancio di monetine. Mi scusi se insisto nell’avvertirla, Onorevole Premier, che è consigliata male. Non è possibile che una donna intelligente come lei, che è in politica da 20 anni, continui a fare tanti errori da principiante. Salvini si è appropriato del decreto sugli appalti e ha fatto bene. C’è tanto da costruire in Italia e, se opera come si deve, diventerà un politico popolare – l’uomo del fare – che potrà recuperare i voti perduti dalla Lega e confluiti in Fratelli d’Italia.

Com’è concepito il decreto, però, non è affatto un fiore all’occhiello del governo perché prevede l’attribuzione degli appalti senza consultazioni con le aziende. È il modo più sbrigativo per eliminare la trafila burocratica, ma anche per evitare controlli indispensabili, soprattutto in un paese di ladri come il nostro. Se il 98% delle opere pubbliche, per snellire le pratiche, vengono assegnate senza gara d’appalto, non sarà possibile controllare le capacità del costruttore né valutare il costo dell’opera.

E poi, perché abolire pure il controllo dell’antimafia? Per sprovvedutezza sembra uno dei progetti del M5S nella scorsa legislatura, come il Superbonus e il reddito di cittadinanza, che farà sprecare un sacco di soldi allo stato. Ma quelli erano inesperti e incapaci. Questo, invece, sembra un modo per andare incontro agli imbroglioni e favorire l’evasione fiscale, anziché cercare di recuperarla. Senza contare che chi decide l’assegnazione delle opere può affidarle a familiari, parenti, amici, amanti, mafiosi che ne stabiliranno il costo.

Cara destra, non è meglio una bella riforma della PA?

Perché velocizzare in modo così snaturato l’iter burocratico? Non era meglio fare finalmente una bella riforma della Pubblica amministrazione, più che necessaria, con relativo snellimento delle procedure? Allora, sì, il codice Salvini sarebbe un successo del governo e dello stesso autore. Io continuo ad avere fiducia in lei, onorevole Signora, anche perché, come predice Leopardi nella conversazione tra il viandante e il venditore di almanacchi, il successivo è sempre peggiore del precedente. Infatti, da un po’ di tempo l’Italia va di male in peggio.

Quindi, meglio sicuramente lei di chi verrà dopo. Dovrebbe ricordare, però, essendo accaduto mentre lei era già ministra della Gioventù e dello Sport nell’ultimo governo Berlusconi, che appena giunta a Roma, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, la notizia del tremendo terremoto dell’Aquila – 309 morti, 1600 feriti, 10 miliardi di danni – mentre la gente moriva sotto le macerie, due costruttori gioivano al telefono per il cospicuo utile che si prospettava per loro aziende con la ricostruzione della città e dintorni. A costoro & similari saranno affidati i lavori pubblici per risparmiare il tempo delle procedure. Le sembra una saggia decisione? Anziché inventare giustificazioni che non stanno in piedi faccia capire alla Lega che non è così che si recuperano consensi.

Anche la destra ha una mamma che può suggerire

Le ho più volte suggerito di chiedere a sua mamma, che certamente non è di sinistra, che cosa ne pensa e si faccia consigliare da lei che le vuole bene. Infatti, sono subito intervenute non solo l’opposizione, ma anche l’Autorità per la Trasparenza, cioè l’anticorruzione. Quando i commissari europei verranno a sapere che tutto questo avviene a spese del contribuente, si opporranno anche loro. Come può pensare di convincere gli elettori che assegnare una costruzione senza gara d’appalto sia un saggio provvedimento?

Elimina quel po’ di onestà che ci è rimasta e incrementa la corruzione. Più grave ancora è che nessuno in Consiglio dei Ministri sollevi mai obiezioni né modifiche. Significa che nessuno dei suoi ministri segue i lavori, come a scuola gli alunni svogliati le spiegazioni dell’insegnante né le interrogazioni. Oppure non osano contraddire le proposte che lei o i cofondatori di FdI fate. Quindi, non danno alcun contributo alla causa. Per dirla in maniera brutale: sono inutili.

Lei è Premier di una scolaresca disciplinata ma disinteressata di tutto ciò che esula dal proprio dicastero e forse anche da quello. Secondo lei è possibile continuare così? Le conviene ricorrere all’intelligenza artificiale. Ho letto su un giornale – certamente di sinistra, perché non può essere vero – che grazie a uno dei vostri decreti, gli evasori fiscali, se scoperti, pagheranno solo il dovuto, senza sopratasse né penali e neppure sanzioni. Ovviamente non ci ho creduto perché sarebbe un invito a evadere in massa le tasse finché non si viene scoperti.

Ho capito, poi, che era una fake news per far fare brutta figura a lei e al governo. Meno male che ormai gli italiani non bevono più certe balle. La sinistra le inventa tutte per mettervi in cattiva luce. Le conviene smentire, Signora, perché magari qualcuno ci crede e non la vota più. È un disastro dopo l’altro. E lei sa dire soltanto sono molto soddisfatta.

Una destra così con gli evasori, ma non con gli ambientalisti

Mentre la destra è così accomodante e benevola con gli evasori fiscali e con le categorie più ricche, è giustizialista con gli ambientalisti che, per richiamare l’attenzione del governo su problemi vitali, imbratta con vernice lavabile i monumenti e – perché no? – magari chi ruba un tozzo di pane. C’è già un disegno di legge che prevede addirittura il carcere a questi ragazzi preoccupati per l’avvenire del pianeta, che, grazie alle mutazioni climatiche, dà segni di insofferenza per la nostra incuria e indifferenza. Siamo un paese di serie B considerati al livello di Ungheria e Polonia di cui, infatti, siamo più amici che con altri più importanti. Neppure le nostre vittime godono di rispetto. I 10 terroristi, che noi stessi chiamiamo stoltamente ex, da 40 anni si comportano bene in Francia. Come si comportarono prima in Italia non importa nulla alla giustizia francese né alla politica europea.

Nessun commento da Bruxelles

È questo che merita un paese che impiega solo 30 anni per arrestare un latitante, ma perché dalla salute precaria, e 40 per rivendicare l’estradizione di 10 criminali. Mitterrand è morto da 27 anni e gli diamo ancora la colpa di ospitare terroristi. Dovremmo liberare Battisti, il solo a pagare per l’ingenuità di aver lasciato la Francia. È per oltraggi come questi che bisogna battere i pugni sul tavolo a Bruxelles e rinfacciarlo a Macron che ci chiede un favore. È vero cha la magistratura è indipendente. Ma l’indirizzo politico è lui a darlo, come lo diede Mitterrand, che influenza ancora le loro decisioni.

Alla Von der Leyen, che è mamma di sei figli, ricordi che ci sonno mamme in Italia che piangono l’assassinio di figli che non hanno più. Mentre lei non ha speso una parola per commentare una sentenza che osserva e giudica con immutato sciovinismo solo ciò che accade in Francia. Forse si dovrebbe essere nostalgici del rispetto di cui godevamo un tempo e che, da allora, abbiamo irrimediabilmente perduto. Quindi, dichiararsi soddisfatti è una millanteria.

La Sanità italiana in codice rosso. Problema di destra o sinistra? No! Di tutti

La Sanità italiana è in codice rosso – dicono medici e infermieri, ma anche gli italiani che sono in fila per un approfondimento di indagine, accertamenti diagnostici e visite – bisognerebbe scendere in piazza. Ma l’Italia non è la Francia né Israele, dove i cittadini si fanno sentire. Ci rassegniamo subito alle ingiustizie. Da noi si protesta per un errore arbitrale o la reazione arrogante di un tifoso avversario. Ma non per difendere la salute dei genitori o il futuro dei figli. È vero che la pandemia ha peggiorato la situazione. Però, il Covid non giustifica i continui tagli del bilancio.

È più probabile – a pensar male ci si indovina spesso, diceva Andreotti – una tendenza a indicare la soluzione nel rivolgersi alla sanità privata. Come si fa a rispettare i diritti del malato se nei pronto soccorso è più facile morire che guarire. Ogni anno 18mila pazienti si potrebbero salvare se non mancasse nella medicina d’urgenza il personale necessario. Le università non coprono il turn-over del pensionamento. Essendo a numero chiuso le facoltà di medicina e infermieristica, ogni anno aumenta la carenza di personale. Negli ospedali italiani mancano almeno 30mila medici e 60mila infermieri. Per un intervento oncologico la lista d’attesa è di sei mesi, per una mammografia di due anni. Per i posti letto in ospedale siamo ultimi in Europa perché, anziché la sanità, si finanzia il Calcio. Inoltre, pur dovendo lavorare molto più dei colleghi di altri paesi, i nostri medici e infermieri guadagnano meno della media europea.

Rocella

 Mentre abbiamo la guerra alle porte e non sappiamo come andrà a finire, non facendo nulla per cercare una soluzione, il dibattito principale in parlamento è sui figli delle coppie gay e sulle nuove pietanze a base di insetti. La ministra della Famiglia Roccella – anzi, delle famiglie, visto che molti ne hanno più di una – mostra giustamente una sentenza delle sezioni unite della Cassazione come legge dello stato. Ma non cita il paragrafo in cui l’alta Corte si raccomanda di non fare mancare la tutela ai figli, che, invece, sono le vere vittime dell’accanimento ideologico. Qualche sera fa, a Cartabianca, ho ascoltato, e mi ha commosso, la vicenda paterna di Nichi Vendola e il suo amore per il figlio Tobia. E mi chiedevo se tra i Fratelli d’Italia non ci siano, per caso, gay col problema della paternità surrogata, o se i gay nascano solo di sinistra.

Tecnologia e Made in Italy

C’è una richiesta popolare di limitare i neologismi, ormai in quantità esagerata e talvolta incomprensibili. Avvertendo questo problema il suo correligionario Fabio Rampelli ha presentato in Parlamento un disegno di legge che vieta l’uso di termini stranieri, però solo nella pubblica amministrazione, almeno per ora, non potendo impedire ai giornalisti né agli scienziati di usarli. Comunque, è un inizio che ne modererà l’uso, senza arrivare – come fece Mussolini, perché in guerra con gli inglesi – ad abolire termini ormai entrati nel lessico comune, come bar, film, flirt e altri. Ovviamente, lei, Signora Premier, voterà quella legge.

Ma nel frattempo, non dà l’esempio e decide di istituire il Liceo del Made in Italy. Che brava patriota! La scienza che nasce per migliorare la vita dell’umanità finisce sempre per andare contro la povera gente. La tecnologia, in effetti, da un lato ci ha semplificato la vita, ma si è sostituita all’uomo, che ha perso, così, milioni di posti di lavoro. Del cellulare, che ci mette in contatto col mondo intero, siamo diventati schiavi non più beneficiari. È in arrivo un altro spettro, l’intelligenza artificiale, che apre diversi progressi nella medicina e in altri settori. Ma se n’è subito impossessata l’industria per risparmiare altri dipendenti. Andando avanti nella ricerca e nelle scoperte la funzione dell’uomo nel mondo del lavoro e della produzione diventa sempre più marginale.

Non è giusto, che dal progresso la gente comune ricavi solo danni

Tanto più che, come abbiamo spesso rilevato, ormai gli imprenditori dimenticano la loro funzione primaria, cioè produrre ricchezza per il paese. Da un po’ di tempo, invece, la producono per se sessi. Infatti, si arricchiscono sempre di più e si lamentano di pagare tasse esagerate. Ormai tutto è legato ai quattrini, soprattutto il futuro dell’umanità. Quindi, per avidità si amplia sempre più il divario tra chi vive dell’opulenza e chi negli stenti. La situazione è così grave che quando qualche settimana fa il Presidente della Repubblica andò a Monza a mangiare la pizza nel nuovo ristorante PizzAut, dove lavorano ragazzi autistici, è stato esaltato come un gesto di grande umanità, quasi un eroismo. Invece dovrebbe essere un fatto abituale, di tutti. Come la carità e la beneficienza, che riteniamo soldi buttati. Perché i poveri sono considerati falliti, non sfortunati. Essendo una convinzione generale, i governi agiscono di conseguenza.

Una destra che dovrebbe guardare anche al passato

La miseria non è un problema sociale da risolvere. È considerata una zavorra di cui liberarsi al più presto. Ecco perché aboliamo il reddito di cittadinanza e con quel denaro riduciamo la tassazione al 15% ai possessori di partita IVA fino a un reddito di 80mila euro. Nessuno ritiene ingiusta tanta sperequazione, perché i poveri, gli ammalati, i disabili, i Rom, i pensionati e tutti coloro che non contribuiscono alla produzione di ricchezza sono considerati un peso da eliminare. Hitler arrivò a sopprimerli perché ritenuti socialmente inutili.

Oggi si lasciano vivere male. Senza la crudeltà del nazismo, la tendenza a ritenere un peso chi non può lavorare è condivisa. Mentre la corruzione, che si finge di combattere, è tollerata. Perché chi ruba contribuisce alla crescita del PIL, che, però, nell’epoca dell’informatizzazione non corrisponde all’aumento dei posti di lavoro perché ci sono i robot che svolgono la stessa funzione dell’uomo e, dopo l’investimento iniziale, non costano nulla. Per di più non si ammalano, non protestano, né scioperano e neppure procurano danni.

Signora Meloni vada anche lei in Cina

I cinesi – si sa – sono misteriosi, come la loro lingua, che si presta a diverse interpretazioni. Ma nei rapporti con la guerra in Ucraina credo che stiano adottando la tattica giusta. Tuti si indignano, e perciò diffidano del piano di pace di Xi Jinping, perché non parla di aggressione da parte della Russia. Ma è normale che un mediatore agisca con diplomazia. Se vuole essere preso sul serio da Putin, che è colui che bisogna convincere a deporre le armi, non può dirgli quello che pensa come merita.

È il linguaggio che l’Europa avrebbe dovuto usare sin da principio, pur essendo tutti scandalizzati per la proditoria invasione. Questo, però, non è il momento del giudizio. È più importante che si depongano le armi. Tutti vanno in Cina per parlare di business con la scusa della pace. Dopo il tedesco Scholz, sono andati a Pechino lo spagnolo Sanchez, il francese Macron e la presidente della Commissione europea Von der Leyen.

Scusi onorevole Premier, ma lei non ci va?

E noi italiani? Lei, onorevole Premier, non ci va? Andare a Kiev è assolutamente inutile. Non si ottengono nemmeno nuovi consensi. Eppure eravamo intimi dei cinesi al tempo di Luigi Di Maio che inaugurò la Via della seta e consentiva alle loro navi di vagare nel Mediterraneo. Mandateci lui a Pechino, se nessuno di voi ci vuole andare. Ci vada lei, Signora, a nome di Berlusconi. Si faccia accompagnare dalla figlia Marina che è molto meglio dei leccapiedi di cui il padre si attornia. È mai possibile che l’Italia, che si dà tante arie di grande paese – e in effetti lo è, ma ci mancano i politici con le palle che ne rivendichino la dimensione – sia l’unica assente della processione europea a Pechino?

Chi si intesterà la pace in Ucraina, che prima o poi si dovrà fare perché nessuna guerra è eterna, sarà egemone in Europa. Partecipiamo anche noi alla lotteria dell’eroe dell’anno. Può darsi che tocchi a noi il biglietto vincente. Non facciamo, però, come Totò che pregava Sant’Antonio di farlo vincere al lotto, ma lui non aveva i soldi per giocare. Quindi, neanche un miracolo poteva farlo vincere. E neppure a noi.

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Roberto Tumbarello

Roberto Tumbarello

Giornalista, laureato in Giurisprudenza. Per tanti anni portavoce in Italia del Consiglio d’Europa, è esperto in Comunicazione e Diritti umani.

I più commentati 1

  1. Luigi Omiccioli says:
    3 anni fa

    Caro AMICO e GUIDA, il venditore di almanacchi garantiva un anno migliore di quello passato; la vernice lavabile non si lava via, ma puoi lavare lo sporco che ci si attacca; il limite di 80.000 euro vale per l’incasso e non per il guadagno. A Luigi figlio ho spiegato la differenza fra incasso e guadagno dicendogli che se qualcuno ti dà un pugno, tu lo incassi, ma non ci guadagni nulla.
    Un abbraccio grande!

    Rispondi

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