Calcio e (mal)costume, le Luci a San Siro diventano… Lucciole. Per commentare il “caso escort & pallone” (ribattezzato “Lucciole dopo San Siro”) basta rileggere un certo Dante Alighieri che oltre 700 anni fa scriveva: «Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!». Il Sommo Poeta si trova nel secondo balzo del Purgatorio che ospita i negligenti e nella celeberrima terzina narra di una Italia (per noi calcistica) sottomessa alle lotte di potere, una sorta di “albergo di dolore” privo di una guida sicura (il presidente) e quindi non più una signora (squadra), ma una donna di facili costumi.
Trovare oggi una sintesi più efficace della situazione in cui si dibatte il nostro disastrato “sistema calcio” è davvero difficile e il lasso temporale intercorso la dice lunga sull’evoluzione dei costumi in questi 7 secoli della nostra Storia, calcistica e non.
La squallida vicenda di malcostume

L’ultimo caso venuto alla luce è figlio di un’indagine della Guardia di Finanza milanese che ha portato agli arresti domiciliari 4 persone accusate di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Sono i due titolari e due emissari dell’agenzia Ma.De Milano con sede a Cinisello Balsamo (paesotto dell’hinterland). Si tratta di una società che come facciata organizzava eventi mondani, ma in realtà gestiva il reclutamento di giovani donne – tra le quali anche escort di professione – per animare le serate di facoltosi clienti. Sono uomini disposti a pagare per servizi dopo partita “all inclusive” ovvero anche prestazioni sessuali con l’aggiunta dell’utilizzo di sostanze eccitanti come il gas esilarante (la “droga della risata o del palloncino”), ma anche di hashish oltre che voodka, champagne e superalcolici vari.
Fra i clienti di questa agenzia figurano agli atti dell’indagine non meno di 65 calciatori i cui nomi stanno intasando i social e le rubriche di gossip

Per molti di loro il coinvolgimento è accertato soltanto da semplici riscontri telefonici ovvero chiamate dei 4 indagati. Tutto da dimostrare che poi effettivamente utilizzassero i servizi. I titolari della De.Ma nelle intercettazioni usano “parole chiave” associandole appunto a nomi di calciatori, il tutto dal 2018 in poi compreso il periodo della pandemia (sic!). Per alcuni ci sono prove di coinvolgimento alle serate nei privé dei locali alla moda indicati via via dagli organizzatori, ma pure viaggi e soggiorni all’estero, in particolare a Mykonos, sempre con accompagnatrici procacciate e pagate dall’agenzia. I più coinvolti fra i calciatori-clienti saranno ascoltati come testimoni senza alcuna ipotesi di reato a loro carico.
Escort e legali a tutela
A questo aspetto fanno riferimento le decine di studi legali già mobilitati per salvaguardare l’immagine dei propri assistiti. Al momento i bonifici accertati – per una somma di circa 200mila euro – sono di 5 o 6 calciatori e le ragazze che avrebbero ammesso i rapporti sessuali sarebbero meno una decina, una delle quali rimasta incinta. Ma il giro d’affari della De.Ma sarebbe milionario tanto che in via preventiva sono stati posti sotto sequestro beni per 1,2 milioni di euro.
Non aver commesso reati è un aspetto che certamente non riduce lo squallore di tutta la vicenda. Anzi lo amplifica.
Il post di smentita: “Tutela della reputazione e nessun coinvolgimento”

I primi ad uscire allo scoperto con secche smentite e la minaccia di querele sono stati Riccardo Calafiori (ex Roma e Bologna ora all’Arsenal) e il portoghese del Milan Rafa Leao: ovviamente lo hanno fatto sui social escludendo quasiasi coinvolgimento e rimarcando appunto di non aver commesso alcun reato. Proprio qui sta il punto: nessuno dei clienti ha commesso reati e ci mancherebbe. Nessuna delle ragazze coinvolte risulta minorenne o non consenziente e nessuna avrebbe sporto denuncia. Analizzare la vicenda nella sua totalità farebbe cadere in facili moralismi, ma in questa sede si vuol evitare il semplice perbenismo per affrontare la (squallida) questione dal punto di vista sportivo. Che gli atleti non rischino sanzioni o condanne è il minore dei mali mentre una riflessione sulla professionalità di questi straricchi rampolli va senz’altro fatta.
Tutto poco edificante
Scendere a tali livelli è deprimente per chi dovrebbe essere un esempio per i giovani tanto più in uno sport di squadra dove le regole di comportamento devono essere seguite da tutti proprio per consolidare lo spirito di gruppo. Il “così fan tutti” – peraltro generalizzazione tutta da dimostrare – è semmai un’aggravante per chi è stato colto in errore e il “diritto di divertirsi” – argomento da “Bar dello sport” – va a collidere con i doveri di un professionista. Diritti e doveri sempre meno garantiti in un ambiente che, per tornare a un’immagine dantesca, racchiude in sè tutti i 7 vizi capitali ovvero superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola e lussuria. Trovare atleti a tutto tondo e veri talenti in questo quadro è come avvistare il famoso ago nel pagliaio.
Una strada in salita e biciclette poco adatte alla scalata
Per i nuovi vertici del calcio italiano la strada è dunque ancor più in salita di quanto lasciavano intendere i pessimi risultati sportivi: mancata qualificazione al Mondiale in primis, flop europei a seguire. Fermarsi agli aspetti tecnici e finanziari del sistema significa cadere nell’errore di chi ignora l’antico proverbio: “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito”. La luna è un calcio che mette al primo posto i veri valori dello sport e si comporta di conseguenza. Dal momento che è difficile stabilire da dove cominciare per centrare quell’obiettivo molto ambizioso prendiamo il “caso escort” come punto di partenza: chi non tiene stili di vita da vero professionista resta fuori dal progetto e farà il calciatore dilettante oppure – da amante della bella vita – giocherà con gli Amatori, di nome e di fatto.
E per finire ci volevano anche arbitri, Var e la frode sportiva

E come se non bastasse, un’altra tegola pesante è caduta sulla testa del povero calcio italiano. La Procura della Repubblica di Milano ha aperto un’inchiesta sugli arbitraggi negli ultimi due campionati e ha indagato Gianluca Rocchi, il designatore degli arbitri di serie A e di serie B, per concorso in frode sportiva. Rocchi si dichiara estraneo, sarà interrogato il 30 aprile, giovedì. A far scattare l’inchiesta è stata una lettera denuncia presentata all’Aia dall’ex arbitro e assistente al Var Domenico Rocca, 42 anni, di Vibo Valentia. L’inchiesta sportiva aveva portato all’archiviazione e, a quel punto, Rocca aveva passato la mano alla giustizia ordinaria. Tutto si muove da due partite delle quali l’ex arbitro era assistente: Napoli-Fiorentina del 17 maggio 2024 (la sua ultima partita relativa alla serie A) e Spezia Cremonese del 9 maggio 2025 (la sua ultima partita relative alla serie B).
Ma è calcio questo?

Le indagini della Procura Milanese hanno acquisito documentazione riguardante altri incontri. C’è un filmato allegato dove il varista Paterna si gira verso la vetrata e chiede se è rigore nella partita Udinese-Parma campionato 2024-2025 e l’arbitro Maresca viene richiamato perché quel rigore è da assegnare. Secondo Rocca, ci sarebbero filmati in cui il designatore degli arbitri si alza rapidamentedalla postazione per bussare più volte alla vetrata della stanza del Var e del Sotto Avar per richiamare la loro attenzione. Entrambi sarebbero stati chiamati subito per un On Field Review, la verifica fatta dall’arbitro a bordo campo con l’ausilio del Var.
Il fatto è che non possono esserci interferenze tra chi è fuori della stanza – peraltro visibile da vetri trasparenti – e chi sta operando sulla partita. Si parla di altre gare tra le quail un Inter-Verona con una gomitata in area di Bastoni a Duda ignorata contro ogni evidenza. E di partite sulle quali si sarebbero soffermati gli inquirenti. C’è persino chi ha parlato di designazione di arbitri graditi all’Inter.
Un calcio su cui piove a catinelle
Insomma, sul mondo italiano del Pallone piove a catinelle, difficile ripararsi, scende di tutto: fuori dai Mondiali di calcio (e per fortuna, con un pizzico di dignità, si rifiuta la possibile offerta di essere ripescati al posto di una nazione che adesso ha problemi molto più grandi); decine e decine di nomi di calciatori nelle agendine delle escort milanesi; un fattore di vivai abbandonati, le squadre non allevano più talenti; adesso anche la storia degli arbitri. Che è vecchia, ha riempito pagine di giornali, libri e anche film. Sulla strada della Nazionale abbiamo trovato più volte arbitri corrotti in confronto ai quali i peccati del Var e il personaggio del vecchio arbitro cornuto fanno sorridere. Piove sul bagnato, aspettando il sole che asciughi anche la vergogna.








































































