Ripartono gli appuntamenti dei “Caffè delle Scienze” promossi dall’associazione “Mestre Mia”. I Caffè perseguono due obiettivi strettamente intrecciati: arricchire l’offerta culturale per la Città di Mestre, in un ambito, quello scientifico, ancora poco coltivato, e, attraverso la scelta dei temi e degli ospiti, creare un’occasione in cui ‘Il Campus scientifico dell’università Ca’ Foscari si racconta”. Più in generale poi, diventano una tappa, importante, ma non esclusiva, della volontà di sottolineare quello che è uno dei profili più vitali e strategici di Mestre come ‘Città di scienza e tecnologia.
L’ideatore del Caffè delle Scienze

Dall’incontro con l’associazione Mestre Mia, fondata da Andrea Sperandio con altri mestrini impegnati per la valorizzazione della Città e della sua storia, Andrea Biliotti, ideatore dei Caffè delle Scienze, ha tratto la spinta infatti a realizzare un’iniziativa specifica per diffondere tra la popolazione la conoscenza delle attività di ricerca realizzate alCampus Scientifico di Ca’ Foscari in via Torino. Fiorentino di nascita, ma ormai a tutti gli effetti mestrino, Andrea Biliotti, laureato in Economia e commercio a Ca’ Foscari, ha avviato già nel 2018 i primi contatti con i vari Dipartimenti del Campus. Fin dall’inizio il gruppo di Mestre Mia ha trovato grande disponibilità a collaborare da parte dei docenti di Ca’ Foscari, specie dalla professoressa Valentina Beghetto, delegata alla Terza Missione.
Dottor Biliotti, le scienze polari hanno inaugurato il nuovo ciclo dei Caffè delle Scienze: il clima è realmente una priorità?

“Abbiamo deciso di partire con gli incontri dedicati alle ricerche sull’ambiente per ricordare a tutti noi che la sfida, per eccellenza, del nostro tempo rimane quella della sostenibilità. Come primo relatore abbiamo ospitato già a marzo il professor Carlo Barbante, direttore del Dipartimento di Scienze Polari del CNR e docente ordinario a Ca’ Foscari: al centro della riflessione le ricerche sul clima che, grazie alle sofisticate analisi della carote di ghiaccio antichissimo prelevate in Antartide permettono di risalire alle condizioni del nostro pianeta fino a quasi un milione di anni fa. Ricordo che il programma dei Caffé delle Scienze prevede due cicli di incontri, uno a primavera e uno in autunno, che si terranno tutti nella sala M9Loft, nel Business Center di M9, con accesso dal chiostro in via Poerio a Mestre”.
Il 5 aprile al Caffè delle Scienze si parlerà di cambiamenti climatici e effetti sull’Adriatico e sull’Atlantico. Vi rivolgete ai giovani?

“Il secondo incontro si terrà il 5 aprile, alle 17,30, sempre all’M9 in via Poerio a Mestre: sarà dedicato interamente agli studi sugli effetti dei cambiamenti climatici sul mare Adriatico e sull’oceano Atlantico con interventi dei professori Fabio Pranovi e Davide Zanchettin, entrambe del Dipartimento di Scienze Ambientali. I relatori sono professori del Campus di via Torino e vengono a diffondere sul territorio i contenuti delle loro ricerche e dei loro studi, tra l’altro, offrendo un possibile spunto per l’orientamento dei giovani studenti che potrebbero scegliere di iscriversi proprio ai corsi di laurea presenti nella nostra città”.
Iperconnessi, siamo immersi nelle reti informatiche: ci sono rischi?
“L’idea di base del terzo appuntamento della primavera, in programma il 19 aprile, è quella di dare uno sguardo alle reti infrastrutturali e alle tecnologie che ci permettono di essere iperconnessi: una occasione per ragionare sul dietro le quinte delle nostre nuove abitudini e quindi anche per qualche riflessione sul chi controlla da dietro le quinte? In questa ottica di presa di coscienza abbiamo sentito l’opportunità di toccare anche il tema sensibile delle preoccupazioni circa i possibili effetti di inquinamento di tali strutture, in particolare delle reti per la telefonia mobile. Peraltro, come scopriremo, tema molto complesso e dibattuto anche in ambito scientifico”.
Pelletteria e vinificazione sono tra le nuove sfide dell’economia circolare?

“La sostenibilità ambientale torna al centro del quarto incontro del ciclo primaverile, in programma il 3 maggio, indagando le nuove frontiere dell’economia circolare. Parleremo di due progetti molto significativi, uno nel settore della pelletteria e l’altro nell’ambito della vinificazione, entrambe sono progetti rappresentativi degli studi in corso per rendere i processi produttivi più sostenibili e circolari. Circolarità, cioè riuso degli scarti e dei rifiuti come materie prime secondarie, e sostenibilità, cioè minor utilizzo di risorse e riduzione dell’impatto ambientale, sono, come noto, la strada obbligata , a cui tutte le attività devono oggi essere orientare a fondamento della cosiddetta rivoluzione verde. E credo altresì interessante che queste ricerche si applichino a processi produttivi, come quelli citati, che accompagnano l’umanità da millenni!”.
Biotecnologie e nanotecnologie: Se ne parlerà al Caffè delle Scienze. L’innovazione quanto ci sta cambiando?
“I quattro incontri che si terranno in autunno hanno un filo conduttore, rappresentato da una riflessione critica, che la stessa ricerca scientifica sta sviluppando: i rischi delle applicazioni delle più recenti strumentazioni rappresentate in particolare da informatica e nanotecnologie. Proponiamo quindi tre focus su risultati affascinanti, ottenuti grazie a tali nuove conoscenze, nell’ambito della conservazione dei beni culturali, delle terapie antitumorali e di nuovi materiali.
Nello stesso tempo però entriamo anche nelle contraddizioni, verificando gli studi emergenti, da un lato, sui possibili rischi dell’impiego delle nanotecnologie e, dall’altro, sull’impatto, sia cognitivo che sulla relazioni interpersonali, dei social network, uno dei più coinvolgenti impieghi dell’informatica. Nel programma 2023 abbiamo dato ampio spazio alle molteplici linee di ricerca in campo informatico. Questa scelta deriva da tre considerazioni: la progressiva immersione digitale di tutti noi; il peso crescente dell’ area informatica nel Dipartimento di Scienze Ambientali e del Campus in generale; la ricorrenza dei 30 anni di presenza a Mestre del corso d laurea in informatica, con cui l’Università è ‘sbarcata’ in terraferma”.







































































