“…acqua è uguale a tempo, e l’acqua offre alla bellezza il suo doppio. Noi, fatti in parte d’acqua, serviamo la bellezza allo stesso modo. Toccando l’acqua, questa città migliora l’aspetto del tempo, abbellisce il futuro. Ecco la funzione di questa città nell’universo”. Così Iosif Brodskij rappresenta Venezia in “Fondamenta degli incurabili”, credo una delle più affascinanti descrizioni letterarie della città. Considerato uno dei maggiori poeti russi del ventesimo secolo, Nobel per la letteratura, visse in modo avventuroso e drammatico. La censura sovietica per i versi delle sue poesie gli costerà un processo e l’esilio con una condanna ai lavori forzati, in seguito emigrerà negli Stati Uniti. Le città che amava di più erano San Pietroburgo e Venezia dove riposa, al cimitero di San Michele.
Ho citato Brodskij in apertura, stimolata dalla nuova classifica dei libri più venduti, c’è un nesso importante che penso possa emozionare gli amanti della buona letteratura.
La classifica

Vediamo prima il palmares in questa settimana di agosto entrando nella splendida libreria Lovat con sede a Villorba (Treviso) e Trieste, il nostro faro letterario del nord est, sempre acceso nel porto delle novità editoriali.
- Perrin – Tre – E/O
- Auci – L’inverno dei leoni – Nord
- Perrin – Cambiare l’acqua ai fiori – E/O
- Kawaguchi – Finché il caffè è caldo – Garzanti
- Calasso – Bobi – Adelphi
- Perrin – Il quaderno dell’amore perduto – Nord
- Trevi – due vite – Neri Pozza
- Tuti – Figlia della cenere – Longanesi
- Mancini – Vecchie conoscenze – Sellerio
- Molesini – Il rogo della Repubblica – Sellerio
La Perrin non si ferma più

Quasi tutti i libri in classifica sono stati recensiti ultimamente, li abbiamo letti e amati insieme e per qualche autore possiamo parlare di successo fuori dal comune. È il caso di Valérie Perrin ancora prima in classifica con “Tre” e saldamente sul podio dall’anno scorso grazie allo strepitoso “Cambiare l’acqua ai fiori” (E/O), probabilmente rimarrà il lavoro più amato dal pubblico. Registriamo con soddisfazione che il veneziano Andrea Molesini è meritatamente sempre tra i primi dieci grazie al suo ultimo libro “Il rogo della Repubblica” (Sellerio).

Ma c’è una novità imperdibile: “Bobi” di Roberto Calasso (Adelphi).
Roberto Calasso è scomparso il 28 luglio quando in libreria arrivava la sua ultima fatica, un romanzo dedicato al triestino Roberto Bazlen, detto Bobi, scrittore, critico letterario, traduttore. È la storia di una grande avventura culturale ed editoriale perché insieme hanno creato la prestigiosa casa editrice Adelphi, ma anche di un’infinita amicizia.
La morte di Calasso, ha creato unanime cordoglio. Uomo di grande spessore, raffinato e complesso. Lascia un segno importante e indelebile nel panorama culturale. Scrittore, saggista, proprietario e direttore editoriale di Adelphi. I suoi libri sono stati pubblicati in tutto il mondo.
Gli scrittori non muoiono mai
Nel 1989 uscì il gioiellino “Fondamenta degli incurabili”. Tra le ultime volontà di Roberto Calasso quella di essere sepolto vicino all’amico Brodskij al cimitero di San Michele. Così dopo le esequie a Milano, è stato trasportato a Venezia nel luogo magico dove riposano anche Stravinskij, Diaghilev, Ezra Pound.
Annotazione personale
Sul tavolo accanto al computer ho in questi giorni due libri: Finzioni di Borges e il Dizionario dei simboli di Juan Eduardo Cirlot che ogni tanto consulto come una bibbia. Scopro casualmente che sono entrambi edizioni Adelphi e che Roberto Calasso era nato a Firenze il 30 maggio, la mia stessa data di nascita. Una serie di coincidenze emozionanti.
Sono sempre più convinta che la lettura rappresenti un meraviglioso “Serendipity “ l’occasione di trovare una cosa importante e imprevista mentre ne stai cercando un’altra. Anche per questo i libri sono indispensabili.
Buona lettura!
“Un tempo si nasceva vivi e a poco a poco si moriva. Ora si nasce morti – alcuni riescono a diventare a poco a poco vivi”. Il capitano di lungo corso – Roberto Bazlen








































































Dott.ssa Elisabetta, grazie del Suo puntuale aggiornamento dei libri più amati. Oltre al fenomeno Valérie Perrin, è bellissimo l’omaggio a Roberto Calasso. Anch’io, nel mio piccolo, ho studiato su testi di filosofia e storia editi da Adelphi. Per sorridere un po’ ripenso al Suo articolo fantastico su Matteo Maria Boiardo, Dante e i Gemelli, quindi anche Roberto Calasso era iscritto al club. Intellettualmente commovente l’idea di Roberto Calasso quella di essere sepolto vicino all’amico Brodskij a Venezia. Mi ricorda un mio conoscente francese, da cui ho acquistato molti cimeli spontiniani, lui amante del bel canto, acquistò una concessione per una cappella funebre al Père Lachaise per essere vicino ad una cantante vissuta ben duecento anni prima. Anche dopo la morte è importante scegliersi i compagni migliori. Splendido articolo anche oggi, prima o poi andrò ad acquistare un libro alla libreria Lovat di Villorba o di Trieste. Bravissima!