C’è qualcosa di extraterrestre sul Canal Grande, un meteorite pallasite, rarissimo e dall’infinita bellezza. Viene da un lontano passato 4,5 miliardi di anni, catapultato sul nostro pianeta dopo aver percorso 160 milioni di chilometri. Una massa di ferro e nichel che sembra una scultura contemporanea, ma in realtà è la storia dell’Universo. In questo arco temporale si muove la straordinaria esposizione: Collecto, presentata alla stampa da una guida molto particolare, Inti Ligabue, Presidente della Fondazione Giancarlo Ligabue. Sono passati dieci anni dall’istituzione di questa realtà culturale che porta il nome dell’indimenticabile paleontologo e illuminato imprenditore che ho avuto il privilegio di intervistare molte volte.
Dalla Collezione Ligabue a Collecto


Un decennio di grande spessore celebrato lo scorso 4 maggio con l’inaugurazione del “Palazzo delle Arti e delle Culture” un centro di pensiero e conoscenza e un percorso nella Collezione Ligabue, presso la storica sede sul Canal Grande a Palazzo Erizzo. Oltre quattrocento opere da tutti i continenti, senza confini temporali e geografici. Dalle origini della Terra, all’arte contemporanea. È questo il significato di Collecto, neologismo scelto a indicare il richiamo alle origini della collezione e al tempo stesso uno sguardo nuovo e aperto. Il progetto va oltre la semplice esposizione, è un viaggio, un dialogo tra culture e civiltà che mostra le radici comuni dell’umanità proprio attraverso le differenze.
Le parole di Inti Ligabue

Lo stesso Inti Ligabue nel corso della presentazione alla stampa ha sottolineato quanto il collezionismo sia parte della sua vita. Una passione che nasce dalla voglia di preservare le diversità.
Persi tra assolute meraviglie








Il percorso ci porta tra meraviglie assolute: una biblioteca mesopotamica, le antichità classiche, l’arte precolombiana, oceanica e africana. Pezzi di storia che dialogano con Leonardo, Piazzetta, Tiepolo e Guardi, sino alla strepitosa contemporaneità di Nico Vascellari, Arcangelo Sassolino, Emilio Vedova, Edmondo Bacci. Tra storia e bellezza lo sguardo spazia oltre i confini del tempo fermandosi ad ammirare la cosiddetta “Amigdala Ligabue” (1.200.000 – 600.000 anni fa) – ascia in quarzite che è tra i primi manufatti realizzati dall’uomo, oppure uno dei grandi globi celesti di Vincenzo Coronelli (1698), Cosmografo della Repubblica di Venezia. Vibrano intensamente le voci degli antenati nel contatto tra il divino e gli spiriti, ben presente nella sala dell’arte oceanica dominata da un imponente Slit-gong del Nord di Vanuatu alto quasi 4 metri – tra gli strumenti musicali più grandi al mondo.
A Collecto anche Marta Spagnoli

Occasione speciale per presentare al pubblico l’opera di un’autrice sensibile e di grande potenza, Marta Spagnoli (Verona, 1994) invitata da Inti Ligabue in residenza d’artista in collaborazione con Galleria Continua per sviluppare un progetto creativo in sintonia con la Collezione. Le sue tele monumentali sono pervase da elementi organici, mitologici e antropomorfi dove colore e materia si sovrappongono.
Palazzo Erizzo

Palazzo Erizzo con la nascita del Palazzo delle Arti e delle Culture consolida l’eredità del Centro Studi e Ricerche Ligabue con una rinnovata azione nel contesto internazionale e in quello veneziano. Un centro di pensiero dalle molteplici attività che vanta collaborazioni con prestigiosi musei come il Musée du Louvre e il Quai Branly di Parigi, il British Museum di Londra, i Musei Archeologici Nazionali di Firenze e Napoli, la Pinacoteca di Brera e il Castello Sforzesco di Milano, il Museo Arqueológico Nacional di Madrid, il Cyprus Museum di Nicosia.
Collecto si manifesta al visitatore come un’esplorazione infinita







Inti Ligabue spiega il progetto con parole che dovrebbero essere per tutti una fonte di ispirazione. “Uno spirito che si costruisce nel tempo e che, per usare un’immagine cara a Hegel, prende forma attraverso la storia stessa. Nelle culture, nelle esperienze e nelle visioni che l’Umanità ha espresso e continua a esprimere. In un momento storico in cui le divisioni geografiche, culturali ed etniche sembrano definire sempre più il nostro presente, la Fondazione Ligabue sceglie di andare in una direzione diversa. Mettere in relazione queste differenze e valorizzarle come parte di una storia comune.”
Informazioni

COLLECTO -Palazzo delle Arti e delle Culture
Palazzo Erizzo Ligabue
Venezia, San Marco 3319
Dal 7 al 24 maggio 2026, in concomitanza con l’apertura della Biennale, in omaggio alla città l’apertura di Palazzo Erizzo Ligabue – Palazzo delle Arti e delle Culture – è gratuita per tutti, su prenotazione per fasce orarie per piccoli gruppi con visita guidata.
Prenotazioni: https://www.fondazioneligabue.it/mostre/collecto/








































































Dott.ssa Elisabetta grazie per questo racconto, leggendo comprendo che Venezia non è ricordata in questi giorni solamente per la direzione dell’Orchestra del teatro La Fenice oppure per i padiglioni Russi e Israeliani alla Biennale. A Venezia c’è di più, sempre. COLLECTO, mostra al Palazzo delle Arti e delle Culture, mi offre lo spunto per una riflessione. Nella mia vita ho sempre visto mostre organizzate per tema, legate ad una cultura ben definita. Eppure se prendessimo in esame la linea del tempo delle civiltà umane potremmo vedere, nello stesso tempo, cosa accadeva a Venezia, a Roma, a Pechino, a Tikal durante la stessa epoca. Oltre al meteorite che porta con sé i semi della futura civiltà, possiamo ammirare e confrontare ben quattrocento opere, dei manufatti, che arrivano da tutti i continenti, che potrebbero spiegare lo stato di civiltà in ogni epoca. L’arco temporale è vastissimo, da Lucy ai giorni nostri, in questo vastissimo spazio storico possiamo mettere a confronto tecniche e conoscenze di ogni popolo e vedere la loro evoluzione. Venezia non finisce mai di stupire con la propria offerta culturale.