È stato presentato, presso il Museo di Storia Naturale di Venezia “Giancarlo Ligabue”, il nuovo Atlante degli uccelli nidificanti e svernanti della Città metropolitana di Venezia, un’opera di grande rilevanza scientifica e ambientale che restituisce una fotografia aggiornata dello stato dell’avifauna del territorio. Realizzato dal Museo in collaborazione con l’associazione Venezia Birdwatching e pubblicato da Mare di Carta, il volume rappresenta uno strumento fondamentale per la ricerca, la pianificazione territoriale e la tutela della biodiversità. Il lavoro si basa su un’imponente attività di monitoraggio che ha coinvolto 81 rilevatori, per un totale di oltre 181.000 osservazioni raccolte tra il 2019 e il 2023, messe a confronto con i dati dei trent’anni precedenti. L’Atlante documenta la presenza di 135 specie nidificanti e 190 specie svernanti in un’area – quella dell’ex provincia di Venezia – di straordinaria rilevanza ecologica, evidenziando cambiamenti significativi nella distribuzione delle specie e nei loro habitat.
I coordinatori del progetto

Nel corso dell’incontro sono intervenuti i coordinatori del progetto, Mauro Bon, responsabile ricerca e divulgazione scientifica del Museo, ed Emanuele Stival, ornitologo e presidente di Venezia Birdwatching, che hanno illustrato i risultati più significativi emersi dal lavoro. «La laguna continua a rappresentare un ambiente ancora ricco di avifauna – ha spiegato Mauro Bon –. In particolare nelle valli da pesca e durante la stagione invernale. Tuttavia, si registra una progressiva riduzione delle zone umide interne e una diminuzione evidente delle specie legate agli ambienti aperti e agricoli». Un fenomeno legato anche alla trasformazione del paesaggio rurale. Dove elementi fondamentali per la biodiversità – come fossati, siepi e capezzagne – vengono progressivamente eliminati o sottoposti a trattamenti intensivi.
Un volume importante per studiare la situazione degli uccelli nidificatori

Il volume si configura così non solo come un’importante sintesi scientifica, ma anche come uno strumento operativo per supportare le decisioni di amministratori e pianificatori. Monitorare l’avifauna significa infatti leggere in modo puntuale lo stato di salute di un territorio e orientare le politiche di sviluppo verso modelli più sostenibili. «I dati raccolti – ha sottolineato Bon – rappresentano un riferimento essenziale per valutare i cambiamenti futuri. Affrontare le sfide legate al clima, all’urbanizzazione e alla perdita di biodiversità, e sviluppare strategie efficaci per la tutela del patrimonio naturale veneziano».
Sostenibilità ambientale e biodiversità

La presentazione ha registrato una significativa partecipazione di pubblico, confermando l’interesse crescente verso i temi della sostenibilità ambientale e della conservazione della biodiversità. L’Atlante si propone ora come base di partenza per nuove ricerche. E come strumento di sensibilizzazione, capace di coinvolgere non solo la comunità scientifica ma anche cittadini e istituzioni.







































































