Ha 74 anni Franco Tosi, uno dei giornalisti italiani più popolari, nella provincia di diffusione della propria tv. Vive la 50^ stagione in televisione, dal 1976 era a Telereggio, l’emittente da sempre legata al mondo delle Cooperative rosse e da 20 anni con grandi utili, dopo i primi decenni non brillanti, come bilancio. Dal ‘92 è a Teletricolore, oggi Medianews, sino a un decennio fa del gruppo Spallanzani e nel gruppo di E’ tv, forte in tutta l’Emilia Romagna e nelle Marche.
Tosi è uno dei tanti giornalisti del nostro Paese mitizzato grazie alla tv, nonostante sino ai primi anni ’90 avesse come prima attività un altro lavoro, al Banco san Geminiano e san Prospero, poi fusa con la Popolare di Novara e di Verona. Era all’agenzia C, di Pieve Modolena, il mio paese, sulla via Emilia verso Parma e lì andava spesso a salutarlo papà Vasco. “Come tanti – raccontava Tosi, classe 1951 -, scambiava volentieri pareri sulla Regia”. Papà, democristiano, sognava di vederla in maglia bianca, la casacca da trasferta. Non amava il rosso, faceva pensare troppo alla bandiera comunista. “Ma anche il granata…”, replicava timidamente Tosi, tifosissimo di questi colori.
Qui si innesta un altro discorso, i giornalisti tifosi, quasi ultrà, nelle esternazioni

E’ un confine molto sottile, i toni urlati nelle dirette, in radio soprattutto, anche nazionali, come Francesco Repice, ma ovviamente strepitante con tutte le squadre italiane, su radio Rai. “Essere tifoso di una squadra rende molto – ci confessava Gianni Mura, fra i più seguiti nel mezzo secolo di Repubblica -, ma un giornalista non dovrebbe sproloquiare per diventare un idolo popolare”. Tosi è stato anche in radio, Reggio, Erre, con tanta entasi ma senza i decibel di Repice o di tanti giovani, oggi, da tubo.
Tosi in studio

Teletricolore fa anche le dirette del basket, in serie A, con Alessandro Caraffi, Filippo Bartoli e Pietro Chierici e in studio c’è proprio Tosi, a dare la linea, in regia Mirco Zucchi, di Bibbiano, super tifoso della Reggiana. Teletricolore propone proprio la radio in tv: i più sono abbonati a Dazn – ieri a Skysport -, per le dirette. Qualcuno ascolta radio Reggio, Roberto Tegoni, 37enne insegnante all’infanzia (3-5 anni) proprio a Carpi (Modena), dove ha sede il gruppo radio Bruno, di Gianni Prandi, re dell’etere interregionale.
L’esempio di Tegoni

Tegoni è presente da anni in ogni trasferta. Ammirevole. Pensiamo che il compenso in lire neanche fa rientrare dalle spese. Chi scrive per Gazzetta di Reggio guadagna 5 euro ad articoli (3 o 2 i più corti) e nessuna delle due testate paga la trasferta e tanto meno il vitto. E fra l’altro lui come tanti pubblicisti non ha il tempo nè l’attitudine a ricercare pubblicità per autofinanziarsi.
Nelle province lontane dalla serie A – 3 sole volte nella storia della Reggiana – tanti colleghi di fatto pagano per realizzarsi, professionalmente, pur facendo principalmente altro.
Tosi e il suo entusiasmo

Tosi in questo senso è stato fortunato, perchè in video dal ’76: a Telereggio era inquadrato non come giornalista, fece causa e la vinse, poi è stato talmente bravo e determinato da riuscire a compiere il grande salto, dai 50 anni, ovvero a vivere di giornalismo e con un buon contratto. Lui e il direttore Giovanni Mazzoni, gente che in tv disegna il palinsesto e supporta la produzione, quando serve, oltre ad andare sui tralicci dei ripetitori, per le emergenze.
Memorabile la messa di Natale, di un anno fa, quando da soli in duomo, a Reggio Emilia, hanno congegnato la diretta per la messa di mezzanotte, su Medianews, con due trepiedi e due telefoni. Lo facciamo anche noi, gratis, su youtube, ma la tv vera ha standard differenti rispetto alla nostra amatorialità di riprese.
Tosi è entusiasmo, felicemente di parte, nel commento, senza peraltro esagerare, ovvero non urla per diventare personaggio e, comunque, non ultrà, nel giudicare l’arbitraggio o gli avversari, è già tanto.
Una vita in giro

Conduce il tgsport da un terzo di secolo, a Teletricolore salvo un anno, in avvio di pensione, con il microfono passato a Lorenzo Chierici, che poi lo restituì. Ora Tosi viaggia spesso in campo al mondo con la moglie Monica, immancabile, allo stadio Mapei, nella cabina con lui. L’Italia è piena di Franchi Tosi, ovvero di miti catodici legate a un club sportivo. “La tv – dice Antonio Cervi, 82 anni, ex stopper del Parma, negli anni ’60, e opinionista a Teleducato e a E’ tv Parma, nelle produzioni di Fulvio Collovati – offre una riconoscibilità anche 20 volte superiore al giornale”. Spesso i lettori vanno a cercare le firme anche sui cartacei, oggi sull’online, lo sport in questo senso è diverso dalla cronaca, rende simboli.
E gli stessi sono poi anche ospiti tv e lavorano come prima anche da pensionati, Wainer Magnani con Gazzetta di Reggio e Telereggio, a 69 anni. Ezio Fanticini, 68 anni, nato nello stesso giorno di Tosi, a La Gazzetta dello sport e talvolta a Teletricolore e a Telereggio, sempre su Forza Reggiana.. Da questa stagione ha lasciato la corrispondenza all’allievo prediletto, Francesco Pioppi, già firma del basket, sulla Gazzetta e già giocatore.
A proposito di Ezio fece il primo pezzo, al liceo, a 14 anni. Ma già a 17 anni, nel 1974, confezionò un’intera pagina per il Corriere Adriatico, sulla prima serie A dell’Ascoli. Il padre Gugliemo era il re delle corrispondenze da Reggio. E insomma è una bella lotta tra fedeltà alla Reggiana, come giornalisti, tra Fanticini – che nei primi anni era in cronaca, fra Gazzetta e Carlino – e Tosi.
Sarebbe stato interessante ascoltare Tosi in una tv nazionale, in telecronaca

Ne ha fatte una enormità, ancorchè spesso in differita, in onda. E poi la conduzione del lunedì sera, cult, su Teletricolore, escluso un anno da ospite, mentre il conduttore fu appunto Tegoni. Nei primi anni ’90, quando io collaboravo da Reggio col Carlino, in una stagione Tosi ebbe la rubrica della moviola, con foto, sul Carlino, grazie a Fanticini. All’epoca la tv era meno vista, i quotidiani avevano più spazi e lettori. Davanti a Tosi, citavo Indro Montanelli, come simbolo di longevità, sarà bello seguirlo, vedere sino a quando reggerà. Perchè per iscritto è meno complicato, soprattutto se, come Montanelli, non devi commentare una partita in tempo reale, reggere la diretta postpartita infinita, su Teletricolore, è più stancante e rappresenta un altro cult.
Franco è Franco

Fra l’altro noi ci lamentiamo regolarmente con la Reggiana e con il Gergs (gruppo regionale dell’Ussi) reclamando par condicio, ovvero stessi spazi per ogni testata e ogni giornalista. Tosi non ha limite di domande, nè alla conferenza stampa di vigilia nè nel dopopartita, mentre noi al massimo arriviamo a due e neanche siamo invitati e a lungo non accreditati. Ma Franco è Franco. “Al punto che quando la Reggiana di Mike Piazza fallì – ci disse Luca Quintavalli di Olmedo – trasporti per persone speciali -, io diventai presidente e chiesi a Tosi di darci una mano”.
Tornando a Tosi e ai tanti Tosi d’Italia, vengono proprio identificati con il club di cui si occupano e con la tv

Tanto che secondo molti il direttore, Giovanni Mazzoni, ex arbitro, classe 1954, caustico come la soda, con un sarcasmo anche forzato, mostra un criticismo volutamente marcato, in contrapposizione, appunto, al “tifoso” Tosi. Il duetto in tv sportiva va sempre, anche senza essere urlato stile Processo di Aldo Biscardi, che spopola su youtube, oggi, e sul canale 210 di Sky, legends. Per le tv locali lo sport – ma il basket e il volley di meno – è centrale. Soprattutto nelle produzioni in diretta. “Mi fermo prima degli 80 anni”, ci diceva. Invece, salute permettendo, resterà in video sino all’ultimo. Come Maurizio Costanzo. Come Gigi Marzullo su Rai1. Perchè il giornalismo, in particolare tv, mantiene giovani.
Ai derby con il Parma è stato ospite a 12tvParma

Meriterebbe una targa a centrocampo, prima di una partita della Reggiana, al Mapei. Che i giornalisti solo granata chiamano solo città del Tricolore, per non arrendersi allo strapotere economico della proprietà del Sassuolo. “Granata addosso”, da una trasmissione forse dello stesso Tosi. Che in questo millennio grazie al digitale o allo streaming può essere seguito anche dai reggiani all’estero. Credete a noi, tanti Tosi sono felici di seguire il calcio della propria città. ovunque, più dei Carli Pellegatti vincitutto con il Milan. Forse, avrebbero vacillato solo in caso di chiamata della Rai.
Pierpaolo Cattozzi, classe 1939, direttore di TeleBiella, la prima tv locale italiana, reggiano, poi a Telereggio e a Retemilia, azzeccò il grande salto benedetto , dicono, dal cardinal Camillo Ruini, reggiano, al pari di Luca Gianferrari, poi caporedattore a Bologna, e poi dimissionario, da alcuni anni. Cattozzi seguì a lungo il Parma per 90° minuto e per la Domenica Sportiva. Tosi narrò 10 gare dei crociati negli anni ’70, compreso lo spareggio di Vicenza vinto sulla Triestina nel ’79, per la promozione in B. “Nessuna tv a Parma che seguiva il Parma, ci chiamavamo Tr Canale 40, proprio per togliere il Reggio, riprendevamo anche il Parma. Al di là del mio tifo reggiano, cercai di essere professionale e svolgere al meglio il mio lavoro”.
In provincia è più facile restare all’apice anche da pensionati

Tanti volti o redattori di Sky spariscono, spesso giovani col prepensionamento. Nelle periferie è più facile essere infiniti. A Bergamo Elio Corbani lasciò a 80 anni, come telecronista dell’Atalanta, nel 2011-12, dunque prima dell’èra Gasperini, e ora ne ha 93. Aveva iniziato nel 1973 su radio Bergamo. Vediamo se Franco attenterà il suo record. In Puglia preme Michele Salomone, 72 anni, ma fa le radiocronache del Bari ’solo’ dal 1986. In Umbria Ivano Mari, 77 anni, dal 2021 si limita a Ternanatime.com, dall’86 segue la Ternana: “35 anni con radio Galileo, 20 con Tele Galileo, poi 3 con Teleterni”. Dovremmo monitorare tutta Italia per capire se qualcuno sia andato oltre Tosi, ovvero oltre la 50^ stagione in voce al seguito di una squadra. Merita di essere ricevuto in sala del tricolore, a Reggio, dove nel 1797 comparve la prima bandiera italiana.







































































