Ogni tanto riproporremo il nostro cult, zizzagando. Ovvero un viaggio personale, anche in base al nostro cognome, fra sport e storie, analisi e curiosità, videoracconti e critiche. Avellino, quella mezz’ora nella curva, a Modena. Il videoaffrescone proverbiale, nel finale e verso poi il ritorno fra la stampa. 1500 in festa, alla parata di Iannarilli. “Mi venne asportata la milza, dovevo smettere, magari sarò infinito”.
Dalla curva dell’Avellino ai Ds
Mario Aiello: “Essere ds, gratificazioni e stress. Vorremmo la serie A, nel tempo”. Io firmerei per un decennio in serie B, ininterrotto, come quello in serie A 40 anni fa.
Gli allenatori sbagliati

Cristian Chivu non è pronto per l’Inter, Massimiliano Allegri è stucchevole. E basta con richiami, controrichiami, chiamate di ex giocatori. Conoscere l’ambiente non significa nulla. De Rossi può allenare anche la Lazio o in serie C, la conoscenza dell’ambiente è solo una suggestione, essere stato una bandiera in campo è solo un vantaggio per la fantasia dei tifosi. Conta come si gioca, per questo Allegri è da salvezza in serie A, negli ultimi anni, non di più.
Dopo l’Avellino la storia dell’Udinese da 31 anni in A

Il colpo dell’Udinese a San Siro, le 31 stagioni di fila in serie A, record unico, fra le provinciali. La famiglia Pozzo poi non mi pare abbia venduto, neanche la minoranza.
Un’Italia da rivedere

La differenza fra Italia e Norvegia. Gli 11 gol a 1 degli scandinavi alla Moldova, battuta con grande fatica da Spalletti, nell’ultima sua partita azzurra. L’incapacità di segnare tanto, di giocare al massimo partite dall’esito scontato.
Il bello del calcio sono le novità, la Norvegia superiore all’Italia, la Macedonia che ci elimina. Israele che ha partecipato a un solo grande evento, il mondiale del 1970. Al di là della guerra, sarebbe bello vedere le nazionali senza tradizioni alle fasi finali di Europei e mondiali, non solo under 21, dove è meno difficile qualificarsi.
Il punto sulla serie B

La Sampdoria maluccio, 0-2 con il Modena, 3-1 (era 3-0) a Bolzano con il sud Tirol, contro il difensivista Castori. Massimo Donati non meritava questa chiamata, in panchina.
Dopo Avellino e Udinese il binomio Ds – allenatore
Il mercato, il binomio direttore sportivo-allenatore. Andrea Catellani ha 36 anni, dalla scorsa stagione è il più giovane ds del calcio italiano di vertice, è al Modea. “E’ un giovane vecchio, che dà tranquillità, molto razionale – dice l’allenatore Andrea Sottil -, l’intesa fra queste due figure è fondamentale, per un club”. Catellani smise presto solo per un problema cardiaco, fu capocannoniere in serie B.
Da Avellino ci spostiamo in Thailandia

Volley femminile, il mondiale in Thailandia: l’epica del 3-2 dell’Italia in semifinale con il Brasile. Più appassionante rispetto a Spagna ’82, calcio, considerato le due volte in svantaggio e lo svantaggio anche nel tiebreak. E’ stata la vera finale, dal momento che da metà tiebreak la Turchia si è sciolta.
Le primattrici della nazionale, dunque. Il filosofo Velasco, il miglior vice al mondo, Massimo Barbolini, vincitore di coppa del mondo nel 2012, Ekaterina Antropova nel tiebreak, non tanto Paola Egonu. Monica De Gennaro infinita, ha 38 anni e mezzo, può reggere altre tre stagioni, sino a Los Angeles 2028, anche se in teoria lascia la nazionale. Sylla e le nere. La seconda schiacciatrice debole, con l’infortunio di Alice Degradi, Stella Nervini lascia spazio alla rediviva Gaia Giovannini, brava in ricezione all’olimpiade. La centrale Anna Danesi, capitana dalle tre lauree. La palleggiatrice Alessia Orro va a giocare in Turchia, in parallelo a Sylla. Sarah Fahr è un’altra di origine straniera, centrale che ebbe gravi infortuni.
Le donne supereranno gli uomini: siamo a un’olimpiade e due mondiali, contro 4 mondiali uomini. E sono due Nations league di fila, più una con Davide Mazzanti.
Julio Velasco: “Non arrivo a 80 anni, a Brisbane 2032, in Australia”. Mircea Lucescu allena la Romania, a 80. “Non voglio rispondere a se erano più forti i maschi e queste ragazze. I meriti di Barbolini, la tattica è sua”. Fahr: “Che effetto contro Santarelli”.
Le nostre domande a Velasco
Le nostre domande al ct. “Non mi piace la parola fenomeni”. Quella risposta la darà su periodici, scommettiamo? Sulla massima visibilità. “Se uno pensa al personaggio perde di vista la realtà”.
Basket

Bravo, no, Gianmarco Pozzecco? Spesso a braccetto con Giovanni Petrucci. Bravo il presidente federale, avevamo un signor ct, Romeo Sacchetti, che qualificò per l’olimpiade contro la Serbia ed è stato sostituito da un clown, un ringhio, un empatico. Meno male che arriva Luca Banchi, se perde di poco magari Petrucci non cambia. Pozzecco ct da 4/5, di personaggi non abbiamo bisogno, di giocare con i bambini e di parlare di fesserie come ha sempre fatto.
Usciamo agli ottavi dell’Europeo. Rinunciamo al miglior cannoniere italiano del millennio, Della Valle, chissà perchè.
La differenza tra volley molto competitivo da 35 anni e il basket che si accontenta di briciole.
Da Avellino a San Marino ma per il baseball
Baseball. Il 7° scudetto di San Marino. In Italia, insomma, passa lo straniero, a Parma, la serie finisce sull’1-3 e gli emiliani non raggiungono la bella. Il nostro videoaffrescone proverbiale. Con Matteo Bocchi, azzurro di casa: “Perchè le mazze in Italia girano a vuoto, lontane anche soltanto dal pubblico che ottiene il rugby”.
Esclusivi i 5 minuti sul pullman, con il presidente Stefano Macina e l’allenatore Doriano Bindi. Che non ha mai vissuto di batti e corri: “Per 42 anni ho asfaltato strade”.
La narrazione di Aruba, l’isola olandese nei Caraibi. “Siamo felici”, dice il padre della fidanzata di Eric Mendez.








































































Le donne sono a due mondiali, un giornalista sportivo non dovrebbe saperlo? E con Velasco abbiamo fatto una figura storica davanti a tutta Italia. Come si fa a pubblicare certe robe?