La rimonta subita dal Mestre sul difficile campo dell’Arzignano ha momentaneamente affollato la zona play-off. Se Trento è ad un passo dalla promozione diretta e l’Union Clodiense e la Manzanese sembrano essere certe dei due posti immediatamente successivi, per la quarta e quinta posizione, le ultime utili per la qualificazione ai play-off, la bagarre è appena iniziata e vede tante squadre racchiuse in pochissimi punti. Il Mestre è tra queste e per Tiberio Granati, esterno arancionero, la squadra ha il dovere di provarci.

Granati, come ci si riprende dalla sconfitta infrasettimanale di Arzignano per puntare ai play-off?
“La partita è stata strana, arrivavamo da una pausa di due settimane e ci siamo ritrovati senza il ritmo delle precedenti partite. Inizialmente infatti eravamo confusi, l’Arzignano, che è un’ottima squadra, ci pressava molto bene e non abbiamo giocato al meglio, per poi migliorare verso la fine del primo tempo e l’inizio del secondo. L’espulsione ci ha messo in difficoltà e purtroppo nel finale è arrivato il loro gol, anche se non abbiamo disputato una brutta partita, considerando le non poche assenze importanti, specialmente in attacco”.

La classifica in zona play-off è molto corta. Che finale si aspetta?
“Dalle prossime partite è possibile aspettarsi di tutto. Prima della partita con l’Arzignano eravamo terzi, successivamente ci siamo ritrovati settimi. Vedere tante squadre racchiuse in due soli punti è anomalo, ma è una caratteristica di questo campionato, unico rispetto ai precedenti. Il COVID ha sicuramente inciso sulla stagione: alcune squadre hanno giocato meno partite rispetto ad altre, ci siamo fermati più volte ed abbiamo giocato diversi turni infrasettimanali. Può succedere di tutto, dobbiamo affrontare ogni match come se fosse una finale e puntare sempre ai tre punti”.
Come giudica il livello del girone?
“Ci sono tante squadre forti, penso sia uno dei più difficili della categoria. Tra queste, il Mestre è una delle più blasonate, le squadre che vengono a giocare in uno stadio storico come il Baracca cercano sempre di mettere un qualcosa in più, vogliono fare bella figura. Quest’anno molte società hanno allestito la propria rosa per salire di categoria, ma anche noi, che siamo partiti con un obiettivo diverso, siamo ambiziosi. Abbiamo una storia ed una città da difendere”.
È stato felice di rimanere a Mestre?

“Sicuramente, la scorsa estate rappresentava la mia prima scelta. L’anno scorso mi ero trovato bene e, rimasta l’ossatura della squadra ed anche il Mister, accettare di iniziare qui il mio secondo anno non è stato difficile, d’altronde dove si sta bene si rimane. Con i compagni ho un buon rapporto ed apprezzo le idee del Mister, ci divertiamo e cerca di farci giocare bene. Ho avuto la fortuna di far parte di un settore giovanile importante come quello del Treviso, uno dei migliori del territorio quando era nei suoi anni d’oro. Ogni esperienza mi è servita a crescere, ho imparato qualcosa da ogni mio allenatore ed anche dai miei tanti compagni. Al Mestre sto vivendo le mie prime stagioni da protagonista in Serie D ed è ovvio che stia crescendo molto, ma non dimentico le mie precedenti esperienze”.
Ph Marco De Toni







































































