Per la prima volta messe a confronto, le ricerche di Matteo Capriotti e Francesca Mirabile, danno vita a una bi-personale intensa e stratificata, ospitata negli spazi di NP ArtLab in Corso Monforte 23, a Milano. L’esposizione, accompagnata da un testo critico di Federico Montagna, presenta una serie di produzioni inedite che affrontano il tema dell’amore nella sua dimensione più primaria e viscerale: quella del fuoco che arde e si manifesta nel buio. Il titolo Dove brucia la luce racchiude la tensione che attraversa l’intero progetto: una forza al tempo stesso luminosa e drammatica, capace di consumare e rivelare. Attraverso linguaggi differenti – pittura, fotografia e scultura – i due artisti costruiscono un percorso che esplora il sentimento amoroso non come concetto astratto, ma come esperienza concreta, vissuta tra dimensione autobiografica e simbolica.
La pittura di Capriotti

Le opere pittoriche di Capriotti, poste in dialogo con i lavori fotografici e scultorei di Mirabile, costruiscono una tensione drammatica attraversata da una forte carica emotiva. Nei suoi dipinti, Capriotti ritrae spesso sé stesso in momenti intimi – abbracci, contatti, gesti di vicinanza – restituendo una dimensione personale e profondamente emotiva che sembra eccedere i confini della rappresentazione.
La scultura di Mirabile

Le sculture di Mirabile, realizzate con caschi in ferro e strutture in carta piegate a ‘fisarmonica’, evocano direttamente la presenza dei due studiosi, noti per le loro spedizioni ai piedi dei vulcani attivi. Gli elmi, rudimentali ma simbolici, rimandano a un desiderio di avvicinarsi all’ignoto, di comprendere ciò che brucia nel cuore della terra. Infatti, per i vulcanologi Katia e Maurice Krafft, il vulcano non era un elemento da temere, ma una soglia da attraversare, un mistero da esplorare insieme, in un equilibrio costante tra vita e morte.
Un paesaggio emotivo condiviso

Nonostante le differenze formali, Capriotti e Mirabile convergono nella costruzione di un paesaggio emotivo condiviso, in cui il fuoco non viene mai rappresentato direttamente, ma si percepisce attraverso il calore che lascia. Dove brucia la luce diventa così il luogo simbolico in cui due corpi si avvicinano e due vite si intrecciano, dando forma a un pathos che resiste al tempo e all’oblio. Il curatore Federico Montagna, nel suo testo, esprime il concetto di luce espresso dagli artisti: “La luce gioca un ruolo centrale: non è solo emanazione interna, ma anche forza esterna che invade la tela, fino a saturare l’immagine. Il risultato richiama l’estetica delle fotografie “bruciate”, dove la sovraesposizione cancella i dettagli lasciando emergere solo contorni evanescenti su fondi monocromatici. In questo spazio sospeso, anche il pathos romantico sembra sul punto di dissolversi, ma resiste, come un ricordo che si sottrae all’oblio
Biografie

Matteo Capriotti (Giulianova, 1996) vive e lavora a Milano. Dopo una laurea in Bioscienze nel 2020, intraprende gli studi in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2024 partecipa al programma Erasmus presso l’École de Recherche Graphique di Bruxelles. La sua pratica pittorica si muove tra figurazione e astrazione, costruendo immagini sospese in cui corpi e memorie si presentano come frammenti instabili. Attraverso un segno essenziale e una grammatica visiva che richiama l’infanzia, le sue opere mettono in tensione intimità e sovraccarico visivo contemporaneo. Tra le mostre recenti: L’Attesa (Giovannoni Home, Milano, 2025), Intorno alla stella (Nashira Gallery, Milano, 2025), Welcome to my Bedroom (Carrozzeria 900, Milano, 2024), Contemporanea 24 (Palazzo Ducale Orsini Colonna, Tagliacozzo, 2024), Jurys (ERG, Bruxelles, 2024).

Francesca Mirabile (Bergamo, 1997) vive e lavora tra Bergamo e Milano. Diplomata in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 2022, prosegue la sua formazione con il Laboratorio Curatoriale di Fotografia Contemporanea presso Yogurt Magazine a Roma. La sua ricerca fonde linguaggio pittorico e fotografico, lavorando su immagini d’archivio per riflettere sul tempo e sulla memoria. L’interazione tra carta e materiali come acciaio e alluminio conferisce alle sue opere un equilibrio delicato e stratificato. Tra le mostre recenti: Portofranco (Castelfranco Veneto, 2025-26), The Meal (Spazio Volta, Bergamo, 2025), Open Studio Artdate (The Blank Contemporary Art, Bergamo, 2024), Sogno un ricettario primavera (Venezia, 2024), Save the Food – Premio Irinox Mia Fair (Milano, 2023).







































































