L’amore ai tempi dell’AI. Francesco e Sun si conoscono tramite una agenzia matrimoniale web. Lui vive in Puglia, 69 anni pensionato, lei in Cina, 63 anni, ex bancaria. Tutti e due divorziati. Grazie all’intelligenza artificiale i dati con algoritmi per la ricerca dell’anima gemella si incrociano a ottomila chilometri di distanza. E si sposano poco dopo davanti al sindaco di Giovinazzo, provincia di Bari.
AI anche per capirsi
Già, e come fanno a capirsi? Nessun problema. Interviene anche qui l’intelligenza artificiale. Con apposite cuffiette, lui parla in italiano e lei riceve in cinese, e viceversa. Sì sono piaciuti e questa è l’unica cosa dove l’AI non arriva ancora nei sentimenti diretti. Ora Francesco Cinquino e Sun Huiling vivono assieme in una bella casa sulla costa adriatica, fronte mare. Ad un certo punto lui le sussurra: ti voglio bene da morire! Il traduttore va in tilt e lei risponde: “molile pelchè?” Sto scherzando. I giochi di parole, sono un limite anche per l’intelligenza artificiale. Algoritmi e bot nelle relazioni umane stanno cambiando i nostri modi di vivere. Provate a togliere, oggi, il telefonino ad un adolescente. Impossibile.
Antropizzazione dei chatbot e sostituzione delle relazioni reali con quelle artificiali sono entrati nella vita comune

Tutto è cominciato in Giappone con la ricerca dell’anima gemella su AI. In fondo Google non ha sostituito l’intelligenza umana. L’ha solo aumentata e potenziata. Sono cambiati i tempi da quando Oscar Wilde nel Ritratto di Dorian Gray, scriveva: “Quando sei innamorato cominci ad ingannare te stesso…”.
Come funziona l’AI

Le tre funzioni principali dell’AI: editoriale-comunicativa (ovvero culturale), diagnostica (gli algoritmi che analizzano stili-comportamenti-preferenze), terapeutica (perchè non mi risponde? Cosa significa questo messaggio?). Sono al centro di ricerche e studi da parte dell’Università di Ca’ Foscari. Con progetti finalizzati per meglio utilizzare la vita in città o per studiare l’impatto su arte e mestieri. Anche la Biennale di Venezia lo ha messo al centro delle sue ricerche: come sarà Venezia nel 2050? L’AI potrà sostituire il sindaco? Una certezza algoritmica: tra un quarto di secolo l’80% delle barene lagunari non esisteranno più…
Come sfruttarla

La Venice Sustainability Foundation con sede a Piazza San Marco è già un laboratorio globale che esperimenta: idrogeno verde, economia circolare, space economy e nautica sostenibile. Venezia antica e millenaria come paradosso per il futuro. Sono convinti che “la città medioevale unisce la sua vocazione storica con l’innovazione tecnologica e le nuove sfide del futuro”. E si comincia sfruttando l’AI con le cose più semplici. Monitorare all’istante la densità di persone nei posti più nevralgici; gestire le prenotazioni e l’accesso giornaliero; sviluppare percorsi alternativi anche nei luoghi più sconosciuti e segreti di Venezia. Più complesse le previsioni del Mose e la sua durata futura e i cambiamenti climatici.
Tutto virtuale?

Secondo i progetti degli studenti di Ca’Foscari nel 2050, Venetie MML, non serviranno più le guide turistiche, ma ciceroni virtuali, ovvero robot. Ti faranno vedere la Venezia attuale e, attraverso occhiali meta wayfarer, quella di qualche secolo fa….Ma allora arriveremo al gondoliere automatico, come avviene oggi nei taxi cinesi e giapponesi? Su gondola vera, forcola e remo in legno di faggio tradizionale, ma con l’AI a circolare nei rii e nei canali a costi bassissimi?
Pope addio? Speriamo tanto di no

Il sentimento, con maglietta gondoliera a strisce bianche e blu, mai sarà preda dell’AI.
Dai Nineta, monta in gondola!









































































