Non c’è pace per Papa Leone a un anno dalla sua elezione al Soglio di San Pietro. Alle prese con i problemi legati alle troppe guerre in giro per il mondo e sempre accese, nonostante i vari annunci di pace. In contrasto mai sanato col Presidente degli Usa, Donald Trump; o meglio sono Trump e il suo governo che non hanno risparmiato attacchi pesantissimi al pontefice, arrivando persino a suggerirgli cosa dire a proposito della teologia.
Per Papa Leone anche il problema dello scisma

Adesso anche la vicenda dello scisma lefebreviano ereditato dal passato, tenuto in sospeso da Papa Benedetto XVI che aveva fatte concessioni importanti, alle quali erano seguite altre concessioni da pare di Papa Francesco e riproposto con effetti da spettacolo mediatico dai seguaci dell’arcivescovo francese. C’è da dire che Leone non ha perso tempo, ha risposto in maniera coerente con la linea della Chiesa, ha deciso senza esitazioni dichiarando i seguaci di Lefebvre fuori dalla Chiesa, i vescovi nominati in suo nome senza alcun riconoscimento. Si tratta, come dice il documento del Vaticano, di “sacramenti amministrati illecitamente” considerati assolutamente “invalidi”.
Una storia che riemerge 38 anni dopo

Tutto incominciò in seguito alla presa di posizione del vescovo francese Marcel Lefebvre (nato nel 1905 e morto nel 1991) che nel 1970 aveva rifiutato la tendenza che definiva “neomodernista” del Concilio Vaticano II e le riforme che ne erano derivate, tutte, a incominciare dalla concessione della Messa celebrata nelle lingue dei vari paesi e non più esclusivamente in latino. Per sottolineare la sua posizione Lefebvre aveva fondato la sua Fraternita Sacerdotale San Pio X. Gli atti della Fraternita furono scomunicati perché fatti da vescovi nominati contro la volontà del Papa.
Papa Leone prende una dura posizione
Nemmeno la scomparsa del prelato francese, nel 1991 a 86 anni è servita a ricomporre la frattura. Negli anni non sono mancati i tentativi del Vaticano. Prima Paolo VI poi Giovanni Paolo II hanno tentato di comporre il contrasto, di evitare scismi e rendere protagonisti i seguaci lefebvriani. Benedetto XVI ha deciso di revocare la scomunica e Francesco ha fatto altre concessioni. Ora la nomina autonoma di vescovi e la somministrazione di sacramenti contro ogni disposizione del Vaticano. Inevitabile la ferma presa di posizione di Papa Leone, ulteriore confema di un pontefice che in un anno ha dimostrato di non lasciar passare tempo per la risposta, si tratti di scismatici o di potenti della Terra. Certo con le opportune distinzioni e, soprattutto, con un’attenzione estrema (e in qualche caso persino solitaria) alla necessità della pace e al no deciso alla guerra.
È sempre in piedi lo scontro sul tema della pace e del ruolo diverso tra potere politico e ruolo di capo della Chiesa cattolica tra il presidente americano Trump e Papa Leone

Non è soltanto una differenza di opinioni politica, è in discussione il principio dell’autonomia della religione e della laicità di uno Stato, dell’arroganza del potere, del valore delle democrazie in un mondo confuso, dello scontro di civiltà, di guerre senza tregua e senza limiti, sino allo sterminio di decine di migliaia di bambini.
Il messaggio di Papa Leone
Da non trascurare il messaggio che Papa Leone ha inviato agli USA alla vigilia del suo viaggio a Lampedusa, l’isola simbolo della tragedia dell’immigrazione. L’isola dove Papa Francesco, in visita nel 2013, denunciò “la globalizzazione dell’indifferenza” proprio di fronte alla tragedia. Papa Leone non ha perso nemmeno per un istante la forza della sua denuncia, ha scritto chiaramente che “gli immigrati hanno plasmato il futuro degli Stati Uniti”. Difficile non leggere in queste parole un chiarissimo messaggio contro la remigrazione, uno dei cavalli di battaglia della presidenza Trump.
Vignette di Luciano Marini detto ElMe









































































