Il campione ce l’abbiamo noi ed è anche in buona compagnia: si chiama Jannik Sinner e sui campi di Wimbledon, tempio della tennis e del buongusto, ha superato i primi 3 turni e sta tentando di bissare il successo dello scorso anno per confermarsi il migliore. Dietro di lui la pattuglia azzurra ha portato altri 4 grandi talenti alla soglia della seconda settimana: Jasmine Paolini e Matteo Berrettini (entrambi già finalisti a Londra), Flavio Cobolli (finalista nell’ultimo slam a Parigi) e un ritrovato Lorenzo Sonego.
Wimbledon azzurra

Quindi Londra ci consegna, anzi ci conferma, che l’Italtennis è un’assoluta eccellenza mondiale con nuovi protagonisti che si affacciano alla ribalta come la 18enne Tyra Grant, nata a Roma e cresciuta a Vigevano, figlia del grande cestista Tyrone e della maestra di tennis Cinzia Giovinco: superati I 3 turni di qualificazione ed entrata per la prima volta nel tabellone principale di uno Slam, ha superato il primo turno e poi perso contro l’esperta ceca Bouzkova mettendo però in mostra doti non comuni.
La Volpe rossa e il rosso sangue
Sinner è ormai un personaggio a 360 gradi e ogni cosa che dice o che fa diventa virale. Così ha fatto spettacolo la macchiolina rossa sulla sua scarpa destra apparsa dopo la rovinosa caduta in campo durante il primo turno. Una macchia in verità così piccola che altrove non si sarebbe neppure notata tranne nella candida Wimbledon: un allarme subito scattato pre incutere timore.
Anche perché il numero 1 al mondo stava incontrando difficoltà impreviste contro il serbo Miomir Kecmanovic, giocatore tosto cresciuto all’ombra di un mostro sacro come il connazionale Novak Djokovic. Chissà che proprio il grande Nole non gli abbia dato i consigli giusti: nel primo e nel terzo set ha giocato come mai in vita sua, picchiando forte su ogni palla e cedendo poi a Jannik soltanto al quinto set (4-6, 6-3, 6-7, 6-2, 6-3). Eppure nonostante tutte le difficoltà alla fine Jannik ha sorriso e ci ha tranquillizzati: “Sto bene e mi riprenderò”.
Wimbledon regno di Sinner nonostante le fatiche
In effetti ci aveva abituati ad avversari sfiancati poco per volta dal suo martellamento e dai suoi ritmi forsennati, invece sia il serbo che poi il portoghese Borges (battuto dopo 2 tie break 7-6, 7-6, 6-4) e venerdì il suo coetaneo americano Jenson Brooksby (n. 81 del mondo, 6-4, 6-3, 6-4 lo score, ma mai domo nonostante il divario) hanno dato davvero il massimo perchè contro il n. 1 del mondo non hai nulla da perdere e giochi senza pressioni, spesso oltre le tue stesse possibilità.
L’anno scorso toccò a Fognini
Lo scorso anno accadde al nostro Fognini – all’ultimo match in carriera – deliziare Londra e spaventare l’allora n. 1 Alcaraz lottando per 5 set. Qui a Londra finora sono saliti alla ribalta 3 avversari solidi, ma non eccezionali per un Sinner ancora non al top. Un grande del passato come Paolo Bertolucci spiega che “al momento Jannik non appare brioso e reattivo come nei giorni migliori, ma piuttosto attendista. Resta spesso un metro dietro la linea di fondo e colpisce la palla con meno anticipo rispetto ai giorni migliori. Ma può essere una scelta anche per sprecare meno energie e senz’altro migliorerà strada facendo”. Vedrai…
La fragilità mai negata e combattuta. A Parigi come a Wimbledon

In effetti la tenuta fisica resta la grande incognità: Parigi e il drammatico match perso al 5. set contro Cerundolo jr ha confernato la sua fragilità che peraltro Jannik anche a Londra ha ammesso: “Il problema di salute potrebbe potenzialmente ripresentarsi: non esiste una soluzione definitiva ma io e il mio staff ne siamo consapevoli”. Sono 4 i precedenti che tengono in allarme: nel 2024 proprio a Wimbledon contro Medvedev, in Australia contro Rune e poi Spizzirri, a Cincinnati contro Alcaraz. In quelle partite c’è sempre stato lo stress e la stanchezza dietro ai suoi (peraltro rarissimi) svarioni o ai ritiri dal campo: una notte insonne alla vigilia, una giornata particolarmente calda e umida, un virus che manda in tilt il sistema-Sinner.
Anche a Roma (poi vinto) e soprattutto al Roland Garros la sua fragilità è emersa, ma non ha scalfito l’uomo e l’atleta. Anzi lo ha rinforzato. Qualche improvvido commentatore aveva “rimproverato” a Jannik di vincere come fosse un robot, una macchina perfetta e senza emozioni. Ma proprio a Wimbledon al primo turno, in una giornata difficile, Jannik ha vinto di rabbia e di nervi, appunto al 5° set, rincorrendo l’avversario con un piede insanguinato nel tempio dei gesti bianchi: ha difeso il suo numero 1 con le unghie come sanno fare solo i grandi campioni. Alcaraz – prossimo al rientro ma avvistato in questi giorni sul suo megayacht al largo di Procida – è conscio di avere un avversario più forte di prima anche se più umano.
Wimbledon aspetta la Volpe rossa

Insomma lo Slam dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club, il mitico circolo londinese, da oggi entra nel vivo con il protagonista annunciato: Jannik Sinner, la Volpe rossa di San Candido. E con lui anche Cobolli e Paolini al 4° turno. Ora lo aspetta, negli ottavi, una delle più grandi sorprese di questo Wimbledon: il 23enne giapponese Shintarō Mochizuki, n. 93 del mondo e proveniente dalle qualificazioni dove ha incantato tutti prima di entrare in tabellone e battere nell’ordine l’inglese Basing, l’americano Quinn e il talentino spagnolo Jodar.
Che vinca il migliore!









































































