Nasceva in questi giorni a Praga, l’8 luglio del 1934, Janet Malcom celebre scrittrice, punta di diamante della rivista The New Yorker. Con la famiglia di origine ebraica si era stabilita negli Stati Uniti per fuggire dalle persecuzioni nella sua città occupata dai nazisti. Voce critica del giornalismo, è scomparsa nel 2021 a 86 anni tra la notte e l’alba. La classifica di questa settimana ci offre l’opportunità di leggere un suo lavoro datato 1990 e di grande attualità, per la prima volta pubblicato in Italia per Adelphi: Il giornalista e l’assassino.

Entriamo all’alba alla Lovat sottobraccio a Janet

Prima di sfogliare insieme queste pagine andiamo a scoprire il medagliere come sempre elaborato dalla nostra Libreria Lovat punto letterario d’eccellenza del nordest. Due sedi fantastiche: Villorba (Treviso) e Trieste. Numerosi e imperdibili gli incontri con autori e autrici di grande spessore.
Ecco i primi dieci titoli tra conferme e novità interessanti a dimostrazione che leggere è una passione senza tempo e senza confini, in qualsiasi momento dell’anno
1 Gotto – CI BASTERA’ MANGIARE IL VENTO – Mondadori
2 Tuti – ED È UN POCO LA NOTTE E UN POCO L’ALBA – Longanesi
3 Giannone – GLI ANNI IN BIANCO E NERO – Nord
4 Bussola – IL SOLE NELLE POZZANGHERE – Einaudi
5 Manzini – I TRAMEZZINI DI ROCCO SCHIAVONE -Sellerio
6 Carrère – KOLCHOZ – Adelphi
7 Malcom – IL GIORNALISTA E L’ASSASSINO – Adelphi
8 Pastor – LO SPECCHIO DEL PELLEGRINO – Sellerio
9 Cassar Scalia – LE TERME DELL’INDIRIZZO – Einaudi
10 De Gregorio – LA CURA – Einaudi
“Singapore, a quell’ora, era deserta. Le strade sembravano ancora più larghe, i semafori cambiavano colore per nessuno”

Quando la descrizione di un luogo trasmette l’incanto di un istante, una percezione sensoriale nitida e suggestiva. Dalla scorsa settimana in classifica, è balzato subito in vetta al primo posto: Ci basterà mangiare il vento (Mondadori) di Gianluca Gotto. Non è una novità incontrare lo scrittore torinese ai vertici del gradimento letterario, lo scorso anno ha dominato le classifiche dei libri più venduti in assoluto con Verrà l‘alba, starai bene, un caso editoriale da oltre un milione di copie. Nomade digitale e cittadino del mondo, Gianluca Gotto ha vissuto molto in Australia e Canada. Scrive articoli e condivide le sue esperienze nel blog Mangia Vivi Viaggia. Il titolo del nuovo romanzo si avvale di una metafora ispirata ad una espressione malese come “mangiare il vento” sinonimo di uno stato d’animo leggero e gioioso, un sentimento che proviamo quando facciamo piccole cose generalmente considerate inutili ad esempio una passeggiata. Narrazione ambientata tra Singapore e Torino, la sua città. Il protagonista vive lontano da casa, un vagabondaggio immerso in una ricerca spirituale, concepito come difesa verso le paure e le sofferenze. Isolamento magistrale scandito da appuntamenti sostanziali come Tai Chi all’alba, un lavoro da ghostwriter, arrampicata in palestra, meditazione in solitudine. Tuttavia, una notte incontra nell’ascensore di un hotel a Singapore una donna affascinante che sconvolgerà il suo equilibrio.
L’alchimia di un passaggio sospeso tra distruzione e reciproca convivenza tra notte e alba

Un secondo posto brilla a nordest grazie alla presenza di una protagonista letteraria come Ilaria Tuti. La scrittrice di Gemona del Friuli è al secondo posto dei libri più letti dal pubblico questa settimana: Ed è un poco la notte e un poco l’alba (Longanesi). Può esserci un’opportunità di speranza nella tragedia? Ilaria Tuti affronta questo tema drammatico raccontando un episodio dell’estate 1944 quando un contingente cosacco invade il Friuli, nella Zona libera della Carnia. Storia devastante di un conflitto nel quale l’umanità di una donna accende come un faro il buio dell’orizzonte. La protagonista cerca frammenti di vita e compassione tra popoli diversi. Ilaria Tuti ha studiato Economia ed è appassionata di pittura. Ha fatto anche l’illustratrice per una piccola casa editrice. I suoi romanzi sono tradotti in molti paesi del mondo. Ha esordito con il thriller Fiori sopra l’inferno ideando Teresa Battaglia, commissario di polizia di Udine, profiler dalla grande capacità investigativa portata sullo schermo da Elena Sofia Ricci.
Onoriamo il podio con il terzo posto in un mondo ancora senza colore

Prosegue con successo l’avventura letteraria di Francesca Giannone: Gli anni in bianco e nero (Nord). La scrittrice pugliese torna nel medagliere dopo il successo del Premio Bancarella La Portalettere. Ancora grandi protagoniste femminili al centro della storia. Fulcro della narrazione una sartoria di famiglia nel Salento degli anni ’60. Quattro ragazze e infinite contraddizioni: dai romanzi di Jane Austen, alla musica ribelle, ai film di Fellini e Visconti. Un mondo nuovo che una delle protagoniste decide di rendere visibile. Fotogrammi silenziosi dentro la sartoria mentre all’esterno scorrono tumultuose le lotte operaie, le occupazioni studentesche, le battaglie femministe. Francesca Giannone è laureata in Scienze della Comunicazione e ha studiato cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Prima di passare alle novità soffermiamoci sul glorioso quarto posto di Matteo Bussola già presente in classifica dalla scorsa settimana

Lo scrittore veronese ha incantato il pubblico con una nuova storia piena di suggestioni: Il sole nelle pozzanghere (Einaudi). Il protagonista ha la capacità di riparare i sogni. Una magia che compie quotidianamente nel suo negozio di rigattiere dove recupera oggetti usati o rotti. Questi oggetti torneranno a nuova vita come testimoni di storie, affetti, momenti di vita e condivisioni. A volte vogliamo liberarcene ma rappresentano momenti importanti di ogni individuo. Matteo Bussola è anche fumettista e conduttore radiofonico. Si è laureato in architettura a Venezia dedicando successivamente la sua attività alla carriera di disegnatore e lavorando con diverse case editrici di fumetti, italiane e straniere. Nel 2012 ha iniziato a collaborare con Sergio Bonelli Editore, entrando a far parte dello staff di disegnatori della serie Adam Wild.
Un modello di reportage letterario che dovrebbe essere studiato nelle scuole di giornalismo. Lo scrive Emmanuel Carrère nel suo testo introduttivo

Questa volta non citiamo il suo ultimo libro, peraltro costantemente in classifica, stiamo parlando di un classico più che mai attuale: Il giornalista e l’assassino (Adelphi) di Janet Malcom. Leggiamo dalla presentazione: Il più appassionante e controverso libro che sia mai stato scritto sul giornalismo e la sua cosiddetta “etica”. Il saggio uscì in due puntate sul New Yorker nel 1989. Janet Malcom decise di analizzare la vicenda legata al capitano medico dei Berretti Verdi, Jeffrey MacDonald e il giornalista Joe McGinnis. Il medico venne accusato di aver massacrato la moglie incinta e le due figlie a colpi di bastone e con un punteruolo da ghiaccio. Il tribunale militare lo scagionò per mancanza di prove, ma anni dopo il caso venne riaperto. Il giornalista Joe McGinnis in cerca di scoop diventò amico e confidente del medico durante il processo che si concluse con una condanna all’ergastolo. McGinnis scrisse un libro su questa vicenda che uscì nel 1983: Fatal Vision. Oltre due milioni e mezzo di copie vendute e molti adattamenti televisivi. Un successo editoriale e una denuncia per frode da parte dell’imputato che vedendosi descritto come un assassino psicopatico si sentì tradito da chi si era introdotto nella sua vita come grande amico e confidente. Una vicenda che, indipendentemente da colpevolezza o innocenza, pone grandi quesiti sul dovere di cronaca e sulla legittimità di ricorrere all’inganno per ottenere informazioni. In una parola sull’etica del giornalismo. Foto di copertina molto cinematografica e drammaticamente suggestiva: Jeffrey MacDonald e Colette Stevenson ritratti nel giorno del loro matrimonio (New York, 14 settembre 1963).
Odessa misteriosa e affascinante sospesa nell’orrore della rappresaglia nazista contro la popolazione dall’alba alla notte

Ecco l’altra novità in classifica: Lo specchio del pellegrino (Sellerio) di Ben Pastor (Maria Verbena Volpi). La scrittrice italoamericana è nata a Roma nel 1950 e si è trasferita successivamente negli Stati Uniti dove ha insegnato Scienze sociali in varie università. È nota al grande pubblico e alla critica per il personaggio del soldato detective Martin Bora e per i suoi misteriosi romanzi gialli come: I misteri di Praga. Il nuovo romanzo vede ancora sulla scena l’ufficiale della Wehrmacht Martin Bora combattuto tra l’obbedienza alla divisa e l’orrore del nazismo. Seguiremo le sue vicende entrando sul fronte orientale a Odessa nell’ottobre del 1941. Il protagonista deve indagare sulla morte di un maggiore, indagine che lo porterà a scoprire crimini e massacri efferati compiuti dai nazisti sullo sfondo di strane e sconcertanti vicende tutte molto pericolose.
Buona lettura!










































































Dott.ssa Elisabetta grazie a Lei e alle Librerie Lovat per informarci sulla classifica letteraria anche in questi giorni di grande calura. Molto interessante le questioni poste dalla vicenda di Jeffrey MacDonald e del suo presunto amico Joe McGinniss. La vicenda è terribile, ma al di là del fatto di cronaca si pone una questione etica, una questione di filosofia morale che riguarda però il rapporto tra due persone e non tanto la vicenda che meritava di essere rivelata per la sua atrocità. Io immagino che l’interesse del lettore e della Giustizia sia stato prevalentemente nel conoscere se il capitano medico avesse o meno sterminato la sua famiglia e il mezzo con cui il giornalista McGinniss ha ricostruito i fatti sono legittimi. Per un ristretto numero di persone alla ricerca di ragioni di principio, Janet Malcolm, anche lei giornalista, un nome importante del New Yorker, si insinua in questa vicenda ponendo la domanda se il giornalista può usare l’inganno per raggiungere la verità. Esistono delle regole deontologiche nel giornalismo? Esiste un’etica? Io oggi non credo, forse negli anni settanta del secolo scorso c’era una visione diversa, però i delitti, specialmente quelli a danno di persone deboli, come nel caso specifico, debbono prima essere rivelati e poi puniti con fermezza, per la filosofia morale c’è sempre tempo.