Martedì 30 giugno, all’M9 – Museo del ‘900, Mestre, è stato inaugurato il progetto artistico “Acque alte”, che fa parte di “M9 Contemporaneo”. Il progetto ècoordinato da Tommaso Strinati, con gli artisti Marzia Migliora, Rä Di Martino e Cesare Pietroiusti, ed è dedicato a Venezia e alla sua comunità.
L’inaugurazione

Le opere, di 15 studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia sono allestite a piano terra e al primo e secondo piano del Museo e dialogano fino al prossimo 19 luglio con la narrazione multimediale dedicata al Novecento all’interno dell’esposizione permanente. Acque Alte, esperimento di arte contemporanea, prende avvio come una collaborazione volta alla condivisione di contenuti, progetti e attività espositive tra i due enti. Una sinergia che si stringe nel solco dell’esperienza sulle tecnologie immersive di M9 e in continuità con la lunga storia dedicata alla didattica del linguaggio cinematografico, anche in rapporto alle arti visive, del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Acque Alte come esperimento di arte contemporanea


Acque Alte è un esperimento di arte contemporanea che per la prima volta nella storia del Centro Sperimentale di Cinematografia mette in rapporto i suoi allievi con uno spazio museale. Si tratta di quindici visioni diverse di Venezia e della sua comunità, dall’overtourism alla memoria del passato. I 15 artisti coinvolti nel progetto Acque Alte sono gli allievi del Corso di Arti Performative in dialogo con il contesto storico, paesaggistico e urbano di Venezia svolto da marzo a giugno 2026 presso il Polo di formazione CSC all’Isola di San Servolo, dedicato all’evoluzione delle arti immersive e performative nello scenario in continua evoluzione dei linguaggi contemporanei. Ecco i nomi dei giovani artisti: Riccardo Agostini, Lorenzo Buongiovanni, Francesco Carnevale, Giacomo Decol, Emily Foster, Valentina Gheza, Mattia Girotto, Beatrice Ieni, Germán Lombardi, Catalina Mazilo, Margherita Monelli, Andrea Pietro Munafò, laria Perino, Mario Scavezzon, Anna Scardellato.
Gli artisti stessi hanno scelto le posizioni


Queste 15 opere realizzate durante il corso, che spaziano dalla videoarte alla scultura, dalla performance del corpo alla fotografia tradizionale, dalla provocazione all’atto poetico, inserite all’interno dell’esposizione permanente di M9 creano momenti di sospensione nel fluire della narrativa dedicata alla storia del Novecento italiano attraverso incursioni artistiche dedicate, la maggior parte, al rapporto instaurato dai ragazzi con la città di Venezia. Le posizioni delle opere sono state individuate dagli artisti stessi, al fine di creare un legame diretto con i contenuti della permanente ponendo lo sguardo su Venezia, punto focale della riflessione degli studenti ed emblema del complesso rapporto tra le comunità residenti e i flussi turistici fuori controllo.
L’accesso ad “ACQUE ALTE” è incluso nel biglietto del museo.
Acque Alte e il commento di Gabriella Buontempo


«Il progetto ACQUE ALTE, organizzato nell’ambito del PNRR», ha dichiarato la Presidente della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia Gabriella Buontempo, «offre una straordinaria opportunità di collaborazione fra il Centro Sperimentale Cinematografie e la prestigiosa la Fondazione di Venezia con il suo fiore all’occhiello, il Museo M9 di Mestre. Per la nostra Istituzione è motivo di orgoglio che gli studenti selezionati al Corso di Arti Performative in dialogo con il contesto storico, paesaggistico e urbano di Venezia, abbiano avuto l’opportunità di esporre le proprie opere in un contesto vivace e internazionale contribuendo anche alla fase di allestimento. Per la Fondazione CSC la scoperta e la promozione di giovani artisti si collocano da sempre tra gli obiettivi principali favorendo una formazione ricca di stimoli provenienti anche dal mondo dell’arte contemporanea.».
Acque Alte e Dell’Olivo


«Con “ACQUE ALTE” diamo avvio a una collaborazione a cui teniamo molto e che ci lega a un’eccellenza nazionale quale è il Centro Sperimentale di Cinematografia», ha dichiarato Giovanni Dell’Olivo, Direttore Generale della Fondazione di Venezia, «Al centro del progetto c’è l’intento di raccontare Venezia con una prospettiva diversa, quella di giovani ragazzi, provenienti anche da altre città, il cui sguardo è per noi fondamentale per riflettere su come vedere e vivere i nostri spazi oggi e domani. Per questo motivo, abbiamo pensato che porre in dialogo i linguaggi visivi contemporanei con il racconto di M9 sul Novecento aiutasse a rendere questa riflessione tanto più complessa e, allo stesso tempo, attuale.».









































































