“La tutela della salute dei lavoratori deve rimanere una priorità assoluta, soprattutto in presenza di temperature sempre più elevate e di fenomeni climatici estremi. Tuttavia, l’ordinanza regionale che impone lo stop alle attività lavorative all’aperto, a partire dal 17 giugno, nelle fasce orarie comprese tra le 12.30 e le 16.00 in presenza di un livello di rischio alto, continua a sollevare alcuni interrogativi applicativi tra le imprese”.
Il commento del Presidente della CGIA

A evidenziarlo è il nuovo presidente della CGIA di Mestre, Michele Furlan, nonchè presidente della categoria edili, il quale sottolinea come la finalità del provvedimento sia pienamente condivisibile, ma richieda ulteriori chiarimenti operativi: «Nessuno mette in discussione la necessità di adottare misure efficaci per proteggere chi opera all’aperto durante le giornate caratterizzate da caldo estremo. Ci mancherebbe. Tuttavia, molte imprese ci stanno segnalando difficoltà interpretative e organizzative che meritano di essere affrontate con tempestività».
Il rischio salute secondo CGIA

Secondo la CGIA di Mestre, tra i principali nodi aperti vi sono le modalità di individuazione del rischio effettivo, la gestione delle attività che non possono essere facilmente riprogrammate e le conseguenze economiche derivanti dalle sospensioni del lavoro. «Le aziende hanno bisogno di regole semplici, uniformi e facilmente applicabili – prosegue Furlan –. È fondamentale evitare situazioni di incertezza che potrebbero esporre gli imprenditori a responsabilità non sempre chiaramente definite».
L’incontro della CGIA sulla salute

Per approfondire tutti gli aspetti della normativa e fornire indicazioni pratiche alle imprese, la CGIA di Mestre ha organizzato un incontro pubblico dedicato al tema. Il convegno, dal titolo “Ordinanza caldo 2026: misure per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature”, si terrà giovedì 25 giugno alle ore 18.30 presso la sede centrale degli artigiani della CGIA di Mestre. L’appuntamento vedrà la partecipazione del dott. Giangiacomo Marchesan (esperto in sicurezza e salute negli ambienti di lavoro della Regione Veneto), consulenti del lavoro e rappresentanti delle categorie economiche della CGIA, con l’obiettivo di analizzare gli effetti dell’ordinanza e rispondere ai quesiti degli imprenditori.
La chiusura di Furlan

“Vogliamo offrire ai nostri imprenditori un’occasione concreta di confronto – conclude Furlan –. La sicurezza non deve essere percepita come un ostacolo all’attività produttiva, ma come un valore condiviso. Per questo motivo è importante che le regole siano efficaci nella tutela dei lavoratori e, allo stesso tempo, sostenibili e chiare per chi fa impresa









































































