I dibattito sulle possibili correlazioni tra la vaccinazione anti Covid-19 e le morti improvvise si è prolungato ben oltre la fase acuta della pandemia. A fare il punto oggi sono due ricercatori nordestini: il professor Umberto Tirelli, oncologo e direttore della Clinica Tirelli Medical di Pordenone, pioniere in Italia nel trattamento del long Covid con l’ossigeno-ozonoterapia, e Gianfranco Sinagra, professore di Cardiologia all’Università di Trieste e direttore della Cardiologia dell’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina, un centro internazionale di riferimento per le cardiomiopatie ereditarie.
Lo studio di Tirelli e Sinagra


Uno studio canadese pubblicato su Plos Medicine ha analizzato con disegno caso-controllo una coorte di 6,3 milioni di soggetti dell’Ontario (2021-2023), identificando 4.963 decessi per arresto cardiaco improvviso. La vaccinazione a mRNA è risultata associata a una riduzione significativa del rischio di morte improvvisa, un risultato confermato anche con metodi di analisi al- ternativi. Uno studio francese pubblicato su Jama Network Open ha confrontato 22,7 milioni di vaccinati under 60 con quasi 6 milioni di non vaccinati, escludendo qualsiasi incremento di mortalità per tutte le cause.
“Sono due studi condotti su decine di milioni di persone, pubblicati su riviste di primo livello”, ha osservato Tirelli. “Lo studio canadese va specificamente ad approfondire le morti improvvise, quello francese la mortalità generale. Entrambi concludono che il vaccino non ha aumentato la mortalità e, anzi, i vaccinati mostrano un vantaggio sulla sopravvivenza. Va ricordato che le morti improvvise sono un fenomeno multifattoriale: patologie cardiache strutturali e altre cause sono spesso sotto- stimate, tra cui l’uso delle nuove droghe sintetiche disponibili sul dark web.
Covid e morti improvvise; il giornale della Cardiologia italiana

Nel novembre 2021, la Società Italiana di Cardiologia pubblicò sull’Italian Journal of Cardiology un’expert opinion di cui Sinagra era tra i firmatari: i casi di miocardite post-vaccino erano stimati in circa 4,8 per milione di dosi, con decorso prevalente- mente lieve, e risultavano circa dieci volte inferiori al rischio associato all’infezione naturale da Sars-CoV-2. Un bilancio rischio-beneficio che resta favorevole alla vaccinazione. Restituita all’epidemiologia la risposta sulla variabile vaccino, la ricerca guarda ora alle cause strutturali. Il progetto internazionale promosso dall’Asugi con la City St George’s University of London- avviato nel 2025 con i fondi dell’eredità del professor Attilio Maseri, per 480.000 euro complessivi – finanzia un dottorato clinico triennale (2025-2028). La Cardiologia Asugi porta un registro di oltre 3.000 pazienti con cardiomiopatie ereditarie; il St George’s Hospital una banca dati di oltre 8.000 casi di morte im-provvisa in trent’anni.

“Sono due studi condotti su decine di milioni di persone, pubblicati su riviste di primo livello”, ha osservato Tirelli. “Lo studio canadese va specificamente ad approfondire le morti improvvise, quello francese la mortalità generale. Entrambi concludono che il vaccino non ha aumentato la mortalità e, anzi, i vaccinati mostrano un vantaggio sulla sopravvivenza. Va ricordato che le morti improvvise sono un fenomeno multifattoriale: patologie cardiache strutturali e altre cause sono spesso sotto- stimate, tra cui l’uso delle nuove droghe sintetiche disponibili sul dark web.
Cosa ci riserva il futuro sullo studio su Covid e morti improvvise

Saranno analizzati oltre 200 campioni biologici, con particolare attenzione agli score di rischio poligenico (Pgs): strumenti che quantificano il rischio ereditario legato a centinaia di varianti genetiche comuni, utili per spiegare perché trasportatori della stessa mutazione alcuni sviluppino forme gravi e altri no.
«Trieste è al centro di un’iniziativa che unisce eccellenza scientifica, responsabilità clinica e umanità – ha detto Sinagra, trasformando un evento tragico in metodo, conoscenza e prevenzione”. Il progetto si intreccia con il Registro regionale del Friuli Venezia Giulia sulla morte improvvisa coordinato dal professor D’Errico dell’Istituto di Medicina Legale, Asugi e Università di Trieste, che include dati autoptici e tossicologici per discriminare le diverse eziologie. I parenti di primo grado saranno sottoposti a valutazioni cliniche e genetiche, per identificare soggetti a rischio e avviare strategie preventive.
L’eccellenza

«Trieste è al centro di un’iniziativa che unisce eccellenza scientifica, responsabilità clinica e umanità. Ha detto Sinagra. Trasformando un evento tragico in metodo, conoscenza e prevenzione”. Il progetto si intreccia con il Registro regionale del Friuli Venezia Giulia sulla morte improvvisa. Coordinato dal professor D’Errico dell’Istituto di Medicina Legale, Asugi e Università di Trieste, che include dati autoptici e tossicologici per discriminare le diverse eziologie. I parenti di primo grado saranno sottoposti a valutazioni cliniche e genetiche, per identificare soggetti a rischio e avviare strategie preventive.
*Professor Umberto Tirelli, oncologo e direttore della Clinica Tirelli Medical di Pordenone: Gianfranco Sinagra, professore e direttore di Cardiologia a Trieste









































































