Fino al 16 ottobre presso le Antiche Carceri di San Vito al Tagliamento è in esposizione la mostra Astrazione come Resistenza di Roberto Floreani, artista, scrittore e performer. Il progetto espositivo Astrazione come Resistenza, che replica il titolo e il significato del saggio, pubblicato da De Piante Editore nel 2021 suscitando un’attenzione significativa in tutta Italia, nasce dalla necessità di riconoscere il significato salvifico dell’Arte, dopo un lungo periodo di costrizione pandemica e in una situazione odierna di grande difficoltà collettiva.
Astrazione come resistenza


La scelta di realizzarlo in un ex-carcere perfettamente conservato (carcere realizzato nel 1839 durante il dominio asburgico) assume quindi l’importante significato della resistenza dell’Arte, rispetto alla prigione materialista in cui la società contemporanea sembra oggi intrappolata, dopo aver abbandonato ogni profondità spirituale. È così che le otto celle ospitano altrettante soluzioni espositive site-specific, ognuna dedicata ad una serie differente di opere di Floreani: dai Ritmati, alle Costellazioni, dai Prima Materia ai Candidi, dove vengono alternate sensazioni differenti tra loro legate all’emotività procurata da una forte presenza cromatica (Ritmati), dall’introspezione dell’impiego del suggestivo Klein Blu (Prima Materia e Costellazioni), oppure dalla dimensione mentale delle sovrapposizioni dei bianco-su bianco (Candidi).
Resistenza con il teatro

Condizioni mentali che favoriscono quell’introspezione in grado di travalicare le mura del carcere che le ospita: una chiara evocazione della dimensione interiore innescata dall’Arte, come antidoto nei confronti del cinico materialismo nichilista che sostituisce il prezzo al valore, consolidato da una comunicazione asfissiante a senso unico. Completerà il progetto la coinvolgente “Azione Teatrale Astrazione come Resistenza” che Floreani metterà in scena all’Antico Teatro “G.G. Arrigoni” di San Vito il 29 settembre, accompagnato dalle musiche per pianoforte e campionatore di Renato Giaretta. Sarà proiettato un video, realizzato con Roberto Sangineto, appositamente realizzato per l’occasione.
L’esposizione e l’Azione Teatrale sono promosse dal Comune di San Vito al Tagliamento, Assessorato alla Vitalità, e dalla Galleria d’arte STUDIO61 di Portogruaro.
Chi è Floreani

Floreani nato a Venezia nel 1956, vive e lavora tra Vicenza e Padova. Espone dal 1981, dopo la laurea all’Università di Padova (1980), realizzando, ad oggi, oltre ottanta mostre personali, di cui oltre venti museali, in Italia e all’estero. Già invitato alla Quadriennale di Roma nel 2005, rappresenta l’Italia nell’omonimo Padiglione alla Biennale di Venezia del 2009 e ad oggi è considerato l’astrattista di riferimento della sua generazione, presente in numerose collezioni museali e istituzionali, pubblicato nelle principali collane editoriali italiane.
Collabora da oltre vent’anni con svariate Università e Accademie, tra cui l’Istituto di Studi Superiori Universitari Sant’Anna di Pisa, partecipando a convegni e tenendo lezioni sull’Arte Contemporanea e le Avanguardie Storiche. Negli anni, ha tenuto diversi laboratori di arte-terapia, presso l’Istituto d’Igiene Mentale di Genova-Quarto e l’Istituto Paolo Pini di Milano.
Realizza da oltre vent’anni serate teatrali multidisciplinari, andate in scena nei teatri delle principali città italiane. Alle attività di artista e performer Floreani affianca anche quella di saggista, pubblicando, tra i molti, I Futuristi e la Grande Guerra (2015) e Umberto Boccioni. Arte-Vita (con Mondadori-Electa, presentato in anteprima all’Università di Lisbona nel 2017), entrambi finalisti al Premio Acqui Storia di quegli anni.