Giovedì 23 aprile, alle ore 11, è stato presentato alla stampa il nuovo museo della Fondazione Musei Civici di Venezia, MUVEC casa delle contemporaneità, allestito negli spazi del Centro Culturale Candiani a Mestre, un museo interamente dedicato all’arte contemporanea, alla presenza del Sindaco di Venezia, con i saluti dell’Assessore all’Istruzione, Formazione, Competenze e Cultura della Regione Veneto, gli interventi della Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia, Maricristina Gribaudi, del Segretario Organizzativo della Fondazione, Mattia Agnetti, della Dirigente Area Musei e MUVE a Mestre della Fondazione, Elisabetta Barisoni e alla Direttrice scientifica della Fondazione, Chiara Squarcina.
La nascita del Muvec


Si tratta di un importante intervento di trasformazione degli spazi del Centro Culturale Candiani, nato dal profondo ripensamento architettonico e concettuale che ridefinisce funzioni, percorsi e missione museale. Il progetto dà vita a un museo articolato su due piani, con un ingresso dedicato attraverso una torre che si staglia sul piazzale e che porta ai piani superiori conducendo il pubblico sotto una passerella coperta sopraelevata dalla quale si espande della musica d’ambiente espressamente composta. Il museo, una collezione permanente e spazi dedicati alle mostre temporanee, si configura come un nuovo punto di riferimento culturale per la città e per l’intero territorio metropolitano.
Il compito di Muvec


MUVEC nasce infatti con l’obiettivo di raccontare l’arte moderna e contemporanea a partire dal 1948, attingendo alle collezioni civiche conservate a Ca’ Pesaro e proponendo un percorso tematico, non rigidamente cronologico. Tre le direttrici che strutturano il racconto: Ricostruzione, Costruzione, Decostruzione. Un’impostazione che riflette le trasformazioni linguistiche dell’arte del secondo Novecento e, al contempo, la storia urbana e sociale di Mestre, città simbolo della contemporaneità italiana. Il museo intreccia due livelli di lettura: da un lato le gradi traiettorie internazionali che hanno attraversato Venezia e il suo territorio; dall’altro le esperienze sviluppate nella terraferma, in parallelo con le trasformazioni della città. Corpo, materia e città diventano così chiavi interpretative trasversali, capaci di mettere i dialogo maestri del Novecento e ricerche più recenti, memoria e presente.
Le tre fasi

Informale, Spazialismo, Arte minimal e pratiche contemporanee che indagano lo spazio e la materia: sono questi i principali movimenti artistici del secondo Novecento presenti nel percorso espositivo, che si articola in tre sezioni: Ricostruzione, Costruzione e Decostruzione.

Ricostruzione presenta le opere dell’immediato dopoguerra, dove più forti si fanno le esigenze di documentare la tragedia bellica e allo stesso tempo di rifondare un’identità visiva e artistica internazionale. Protagoniste sono le correnti di Informale, Fronte Nuovo delle Arti e Spazialismo con opere di Thomas Ruff, Agenore Fabbri, Arman, Alfred Manessier, Toti Scialoja, Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Armando Pizzinato, Renato Birolli, Giuseppe Santomaso, Ferruccio Bertoluzzi, Domenico Spinosa, Gastone Novelli, Umberto Milani, Bruna Gasparini, Luciano Gaspari, Saverio Rampin e Bruno De Toffoli.

Costruzione espone invece quegli autori che si sono concentrati sulla nuova composizione geometrica, sull’Arte minimal, sullo spazio e sul colore con opere di Arnaldo Pomodoro, Alberto Biasi, Marcolino Gandini, Galliano Mazzon, Romano Perusini, Alberto Viani, Julia Mangold, David Simpson, Phil Sims, Gregory Mahoney.

Decostruzione, infine, si affaccia alle correnti del nuovo millennio mostrando lavori in cui si scompongono gli elementi figurativi e formali e le opere invadono lo spazio; cadono anche le divisioni tra le scuole artistiche e nuove nazioni si affacciano al panorama dell’arte internazionale, con più forti emergenze politiche nelle opere di Emilio Vedova, Alexandre Kyungu, Sofia Izmaliova, Claudio Parmiggiani, Michelangelo Pistoletto, Maurizio Pellegrin, Bill Viola, Joseph Kosuth, Christian Fogarolli, Shimamoto Shozo, Tony Cragg e Pascale Marthine Tayou.
Mostre e appuntamenti

Il primo, importante appuntamento per la città e per tutti, è per sabato 25 e domenica 26 aprile, con un fine settimana a ingresso gratuito. Due giorni speciali per scoprire, conoscere, vivere i nuovi spazi, pensati per accogliere e raccontarsi, tra la storia e l’attualità dei linguaggi artistici, tra letteratura e ambienti sonori che racchiudono e restituiscono il nostro il tempo. L’ingresso sarà sempre gratuito, però, per tutti i residenti e nati nel Comune di Venezia, così come per tutti i Musei Civici. In programma venerdì 24 aprile l’inaugurazione della mostra collettiva della decima edizione del Premio Mestre di Pittura, allestita al terzo piano, negli spazi dedicati alle esposizione temporanee.
Dal 26 settembre 2027 Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea

Le stesse sale ospiteranno, dal 26 settembre al 14 febbraio 2027, il nuovo approfondimento sui temi e i linguaggi del Novecento, il riverbero nell’attualità, attraverso le sue figure simbolo rappresentate nelle collezione di Ca’ Pesaro. “Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea” si intitolerà la prossima mostra, a cura di Elisabetta Barisoni, che partirà dall’opera dei maestri della Secessione Viennese, dalle indagini sul corpo come specchio delle inquietudini e delle trasformazioni del secolo, conducendo a riflessioni sull’attualità attraverso il lavoro di Chen Zhen, Vanessa Beecroft e Marlene Dumas.
Muvec

Casa delle Contemporaneità
Mestre, Piazzale Candiani
info: muvemestre.visitmuve.it







































































