A chi capitasse di passare o soggiornare a Zagabria quest’estate, soprattutto come turista, si troverebbe in una situazione piuttosto particolare. Arrivando in città basta già la prima passeggiata per iniziare a porsi qualche domanda. L’intero centro urbano è un cantiere: facciate oscurate da impalcature, gru che svettano ovunque, la splendida cattedrale impacchettata non solo all’esterno ma anche all’interno come in tempi di guerra. Viene da pensare che la Croazia stia sfruttando al meglio i fondi del PNRR per restaurare gli edifici della sua capitale.
Zagabria e i suoi musei particolari

Poi, consultando la piantina della città che viene fornita in albergo, si scopre un’altra, inquietante particolarità, anche se pure questa transitoria. Dei 51 musei (sì sono proprio tanti) ben 16 sono chiusi al pubblico per lavori di restauro determinati dal terremoto avvenuto nel marzo del 2020, ed ecco svelato anche il busillis dei tanti cantieri. Si tratta dei musei maggiori, quelli che interessano di più agli amanti dell’arte, come la Galleria Strossmayer dei Vecchi Maestri, il Museo Mimara, il Gabinetto delle stampe e dei disegni, il Museo dell’architettura HAZU, la Gliptoteca, il Padiglione dell’arte.
Eppure, da una brutta sorpresa si può generare una vera opportunità, perché tra i 35 musei aperti si possono scoprire delle vere chicche che rendono Zagabria la città delle curiosità e delle idee inaspettate. Ve ne raccontiamo qualcuna.
Il museo delle relazioni interrotte

Cominciamo dal Museo delle relazioni interrotte, un titolo e un tema davvero originale, anche se non sarà l’unico, come si vedrà. Nato come un’esposizione itinerante di oggetti donati, ha poi trovato la sua collocazione permanente nella città alta di Zagabria. Cosa espone? Delle storie d’amore, innanzitutto, che si materializzano negli oggetti più diversi: una coperta per pic-nic mai utilizzata, un metronomo rotto, un post-it con un messaggio di addio, fotografie, lettere, un’ascia usata per distruggere i mobili di un appartamento, una video cassetta fatta a pezzi. Le didascalie che accompagnano ogni reperto sono spaccati di vita che raccontano la nostalgia per chi non c’è più, ma anche la rabbia o il sollievo di essersene finalmente liberati attraverso il dono che diventa strumento catartico. Chi ama le storie trascorrerà molto tempo a leggere questi frammenti di esistenze condivise.
A Zagabria anche il museo per gli amanti degli anni ’80

Per i boomer può essere divertente visitare il Museo degli anni ’80 che occupa il primo piano di un antico edificio nella parte storica della città e racconta il passato recente in modo innovativo attraverso la ricostruzione della vita quotidiana nell’ex Jugoslavia. in un modo unico e interattivo che interseca passato e futuro, stile di vita e patrimonio, ricordi ed emozioni. La mostra presenta questo decennio in modo divertente. In questo appartamento tutto è rimasto come allora: i visitatori sono incoraggiati a toccare, sentire e interagire con gli oggetti esposti per evocare nostalgia e scoprire lo stile di vita del recente passato.
E per chi beve troppo?

Ancora più originale è il Museo degli Hangovers, vale a dire l’unico museo, a quanto si sa, dove si possono sperimentare gli effetti dei postumi di una sbornia: sorseggiando una birra, si possono scoprire le storie più strambe dei postumi di una sbronza ma anche viverle attraverso interazioni come divertenti simulatori di “guida in stato di ebbrezza”, “camminata in stato di ebbrezza” e molto altro. Non molto politicamente corretto, ma di certo suscita curiosità. Va detto comunque che c’è anche una sezione dedicata agli effetti negativi e ai rischi del consumo di alcol.
A Zagabria anche le illusioni

Meno provocatorio ma altrettanto originale è il Museo delle illusioni. Attraverso illusioni, appunto, piacevoli e divertenti, i visitatori possono imparare tanto sulla vista, sulla percezione, sul cervello umano e sulle scienze ed inoltre comprendono meglio perché gli occhi vedono cose che il cervello non percepisce. Immaginate di resistere alla gravitazione, vedere la persona con la quale siete venuti più piccola o più grande, vedere un buco senza fondo, servire la testa di qualcuno sul vassoio e fare una foto nella stanza infinita per conservare un ricordo.
https://muzejiluzija.com/en/home/
Forse non tutti sanno che la cravatta ha avuto origine in Croazia, da cui, appunto, mutua il suo nome

A Zagabria si può saperne di più andando a visitare il Museo della cravatta, situato nel cuore della città, dedicato appunto a questo accessorio. I visitatori possono esplorare la storia della cravatta attraverso allestimenti in 3D che ricreano scene del XVII secolo, osservare al microscopio i bozzoli di seta e scoprire la prima cravatta antiproiettile al mondo. L’esperienza è resa ancora più affascinante dalla visione futuristica del famoso stilista croato Juraj Zigman, noto per aver vestito celebrità come Beyoncé e Nicki Minaj.
Una dolce pausa

Una sosta dolce è quella proposta dal Museo della cioccolata, dedicata al suo significato storico, geografico e culturale, che accompagna il visitatore in un viaggio interattivo nel tempo e nello spazio, coinvolgendo tutti i sensi: vista, profumo, tatto, suono e, naturalmente, gusto. Si possono provare nove tipi di cioccolato di un biglietto commestibile originale, corrispondenti a epoche diverse della storia del cioccolato e inoltre acquistare cioccolatini artigianali locali assortiti dalla Chocolate Boutique. Ma è molto più di un negozio di souvenir.
Insomma, nonostante le conseguenze del terremoto che ha costretto molti musei alla chiusura, a Zagabria non ci si annoia.











































































