“In ognuno di noi vi è un raccoglitore addormentato. Il più delle volte non ne abbiamo consapevolezza né percezione sensibile”. Quando l’alchimia di un inizio cattura la tua attenzione vuoi subito scoprire di cosa si tratta con la consapevolezza che in queste pagine ci sarà qualcosa che ti somiglia. Benvenuti nel fantastico mondo dei libri con un medagliere interessante, tra conferme conclamate e novità che onoriamo subito.
Entriamo a scoprire le novità alla Lovat

Ecco la classifica dei libri più amati dal pubblico questa settimana elaborata come sempre dalla Libreria Lovat due magnifiche sedi a Villorba (Treviso) e nel cuore di Trieste. Molti gli eventi organizzati in questi spazi: Lovat Lab per unire lettori e scrittori, Carta Straccia dedicata appositamente ai più piccoli e Lovat Café e le sue iniziative gastronomiche.
- Righetto – Lo zen e l’arte di andare a funghi – Feltrinelli
- Gotto – Ci basterà mangiare il vento – Mondadori
- Giannone – Gli anni in bianco e nero – Nord
- Galiano – Il cuore non va a dormire – Einaudi
- Tuti – ed è un poco la notte e un poco l’alba – Longanesi
- Riley – Game of Olympus – Sperling & Kupfer
- Mari – I convitati di pietra – Einaudi
- De Giovanni – Il tempo dell’orologiaio – Feltrinelli
- Carrere – Kolchoz – Adelphi
- Kingsley – Mezzanotte a Parigi – Newton Compton
Andare a funghi è anzitutto un atto di libertà

Prendiamo a prestito l’incipit dell’autore che ci aspetta sul podio più alto. Entra brillantemente al primo posto lo scrittore padovano Matteo Righetto: Lo zen e l’arte di andare a funghi (Feltrinelli). Lo troviamo spesso al centro dell’attenzione editoriale grazie a sensibilità e capacità narrativa. Matteo Righetto non è solo scrittore, ma filosofo della montagna. Ha esordito nel 2012 con Savana Padana. La sua Trilogia della Patria è diventata un evento editoriale internazionale, tradotta in molti paesi del mondo, dagli Stati Uniti all’Australia. Lavora molto anche per il cinema e il teatro, una voce multiforme che ci regala questa volta una straordinaria opportunità di conoscenza, non solo dei funghi, ma di noi stessi. In questo libro scopriamo che andare a funghi non è un classico passatempo blasonato da conoscenza e tecnica, ma un rituale antico. Come spiega l’autore è una resistenza silenziosa contro l’ansietà del mondo contemporaneo. Approccio spirituale laico, universo costellato da meditazione in movimento tra i profumi e le magie del bosco dove, oltre che trovare qualcosa, l’essenziale è perdersi. Quanti di voi potranno riconoscersi in queste pagine? Il libro di Matteo Righetto è una miniera di suggestioni grazie anche ai capitoli in cui è suddiviso. Qualche esempio: Il raccoglitore che è in noi – Perché andare a funghi? – La celebrazione dell’inutile – Il miracolo di perdersi.
Un premio letterario che ha festeggiato 80 anni. Il primo a vincerlo fu il grande Ennio Flaiano nel 1947

Entra in classifica il Premio Strega per la prima volta assegnato nella piazza del Campidoglio alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del ministro della Cultura Alessandro Giuli che lo scorso anno aveva contribuito ad accendere le polemiche per la sua assenza spiegata con la motivazione che non aveva ricevuto i libri. Ad accendere la miccia di questa edizione è stato come è noto Michele Mari per le sue dichiarazioni sulla scrittrice Michela Murgia durante il tour dei finalisti. È lui il vincitore del Premio Strega 2026 con I convitati di pietra (Einaudi) confermando le attese della vigilia. Narrazione coinvolgente dove il destino gioca un ruolo intrigante, letterario ed esistenziale al tempo stesso. Leggiamo un frammento introduttivo al romanzo: 2 luglio 1975: la data fatidica in cui una classe del liceo, festeggiando con una cena il primo anniversario dell’esame di maturità, decide di stipulare un accordo di sangue e denaro. Ognuno dei trenta ex alunni verserà tutti gli anni una cifra, e il capitale sarà investito in modo da generare – col trascorrere dei decenni – un’autentica fortuna”. Michele Mari è nato nel 1955 a Milano. Scrittore, traduttore, poeta, filologo e docente di letteratura italiana.
Torniamo sul podio perché al secondo posto ci aspetta un protagonista delle classifiche

Sempre nel gradimento del pubblico l’ultima avventura dello scrittore torinese Gianluca Gotto: Ci basterà mangiare il vento (Mondadori) ambientata tra le alchimie di Singapore e la sua Torino, città nota per essere tra le più magiche d’Europa. Il titolo si avvale di una metafora ispirata ad una espressione malese come “mangiare il vento” sinonimo di uno stato d’animo leggero e gioioso, un sentimento che proviamo quando facciamo piccole cose generalmente considerate inutili. Tutto ha inizio nell’ascensore di un hotel a Singapore. A volte basta uno strano incontro per sconvolgere sicurezze conclamate. Possiamo chiamarlo destino?
Brilla al terzo posto una storia che continua a suscitare interesse. Il fulcro letterario è determinato dalle vicende di protagoniste femminili

Si tratta del romanzo di Francesca Giannone: Gli anni in bianco e nero (Nord). La scrittrice pugliese è sempre nel medagliere dopo il successo del Premio Bancarella La Portalettere. Fulcro della narrazione una sartoria di famiglia nel Salento degli anni ’60. Quattro ragazze e infinite contraddizioni: dai romanzi di Jane Austen, alla musica ribelle, ai film di Fellini e Visconti. Un mondo nuovo che una delle protagoniste decide di rendere visibile. Fotogrammi silenziosi dentro la sartoria mentre all’esterno scorrono tumultuose le lotte operaie, le occupazioni studentesche, le battaglie femministe. Francesca Giannone è laureata in Scienze della Comunicazione e ha studiato cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Vento di nordest nel medagliere di metà luglio

oltre a Matteo Righetto tra i primi dieci troviamo Ilaria Tuti: Ed è un poco la notte e un poco l’alba (Longanesi). La scrittrice di Gemona del Friuli affronta un episodio drammatico dell’estate 1944 quando un contingente cosacco invade il Friuli, nella Zona libera della Carnia. Storia devastante di un conflitto nel quale l’umanità di una donna accende come un faro il buio dell’orizzonte. La protagonista cerca frammenti di vita e compassione tra popoli diversi. Ilaria Tuti ha studiato Economia ed è appassionata di pittura. Ha fatto anche l’illustratrice per una piccola casa editrice. I suoi romanzi sono tradotti in molti paesi del mondo. Ha esordito con il thriller Fiori sopra l’inferno ideando Teresa Battaglia, commissario di polizia di Udine, profiler dalla grande capacità investigativa portata sullo schermo da Elena Sofia Ricci.
Da Pordenone un celebre professore che continua a stupire e affascinare

Costantemente in classificaEnrico Galiano: Il cuore non va a dormire (Einaudi).In questo romanzo narra l’inquietudine dei sentimenti. Quando si parla d’amore c’è sempre qualcosa che brucia nell’animo. Il nostro cuore, suggerisce l’autore, non si lascia ingannare. Galiano ha creato la celebre webserie Cose da Prof superando venti milioni di visualizzazioni su Facebook. Non solo scrittore ma docente illuminato con una grande capacità di coinvolgere gli studenti. Come lui stesso ha sottolineato in varie interviste: “Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti”.
Buona lettura!













































































Dott.ssa Elisabetta, il successo mediatico del Premio Strega è arrivato, immediatamente, anche nelle librerie Lovat. Il lettore è curioso di conoscere cosa ha scritto il vincitore, ma credo che anche la Giuria si sia impegnata nel selezionare testi di valore, il meglio della nostra letteratura. Il racconto di Michele Mari mi sembra originale, non tanto per la solita e a volte noiosa cena di classe, ma per l’accordo che nasce tra i giovani diplomati che sottende una strategia economica veramente originale. Mi sembra come sia come creare un piano economico di accumulo mensile, ma il destinatario potrebbe non essere il risparmiatore e nemmeno un familiare, ma questi soldi, anzi le quote annuali di tutti, potrebbero andare alla persona meno apprezzata, un ex compagno di classe scorretto e opportunista, anche al peggiore. Il racconto parte dalla giovinezza dove un po’ tutti sono alla pari, per arrivare alla vecchiaia dove le malattie o altri accidenti potranno eliminare alcuni di loro. In questo racconto mi sembra che siano stati eliminati la solidarietà, l’amicizia, il sostegno reciproco, a vantaggio della lotteria della vita.