“Nè Milano nè Roma avevano ancora un vero aeroporto per il traffico civile, Venezia sì”, sintetizza subito Piero Lando, saggista e autore di diversi libri di storia locale. Tra poco uscirà “Nei cieli di San Marco”, con i tipi de “Il Poligrafo” di Padova. Era il 18 agosto del 1926, quando dall’aeroporto Giovanni Nicelli del Lido di Venezia, decolla il volo Venezia-klagenfurt-Vienna. Sarà una linea trisettimanale organizzata dalla Società anonima di navigazione aerea adriatica. Il costo 150 lire, contro i 100 previsti dal biglietto ferroviario. Raccontava la pubblicità vecchia di un secolo: durata 5 ore anziché 19 delle ferrovie. “Si viaggia, ormai, dalla riva degli Schiavoni, alle rive viennesi del Danubio in poche ore…”.
Era appena finita la Prima Guerra mondiale


A pochi anni dalla fine della Prima guerra mondiale, con la triste novità planetaria delle prime cruenti battaglie aeree, costate la vita al mitico eroe Francesco Baracca, i due piloti del volo civile Venezia-Vienna, sono altamente significativi. Sono Vincenzo Burattini, asso italiano dell’aria, come si diceva all’epoca, e Riccardo Pasquali, asso ma nemico per l’Austria Ungheria. Due rivali in guerra uniti per il progresso civile. Come coraggiosi ospiti, quattro passeggeri del primo volo sperimentale: Renato Morandi, il fondatore nel 1925 ad Ancona della società di navigazione aerea, poi trasferita a Venezia “per posizione geografica vantaggiosa e vivacità economica”; Manlio Molfese, capo ufficio traffico aereo e due giornalisti: Giovanni Giuriati jr del Popolo d’Italia e Otello Cavara del Corriere della Sera.
Il decollo con un biplano dal primo aeroporto civile

L’aeroporto Nicelli, con prima pista in cemento, poi allungata poi a 950metri, ma in erba, seguiva una tradizione tecnologica vicina all’Arsenale. Nel 1910, alle Vignole, era stata creata la prima stazione idrovolanti da combattimento. Nel 1911 il pioniere dell’aria, Umberto Cagni con un biplano Farnan II, aveva effettuato il primo decollo, partendo direttamente dalla spiaggia del Lido. Giocando sempre in casa, il veneziano Domenico Giuriati, ex pilota militare, aveva scritto il primo codice di navigazione aerea. Anche se il primato del volo in Italia, con gli inventori fratelli americani Wright, era stato eseguito nel campo di volo a Centocelle, vicino Roma.
Il Nicelli e la sua storia di aeroporto civile


“Ma Venezia – ironizza Pietro Lando – non è solamente la città delle gondole – nel 1784, arrivò la prima mongolfiera, o pallone a idrogeno in seta gialla e nel 1826 Elisa Garnerin, decollò ai Giardini di Castello, con grande pubblicità, su una mongolfiera giunta direttamente dalla Francia. Mentre dal 1906 al 1911 si lavorò con un dirigibile per il primo rilievo foto-topografico della città, ancora oggi elemento fondamentale per studiare le trasformazioni urbane.


Insomma la storia siamo noi, al Lido, ex ospedale al Mare, un secolo dopo, l’imprenditore tedesco Frank Gotthardt, leader mondiale della ricerca sanitaria, punta ad investire 200 milioni, per un polo di sviluppo digitale e posti di lavoro per 700 specialisti, con il supporto dell’intelligenza artificiale.













































































