L’estate italiana a livello sportivo è stata illuminata dai trionfi storici negli Europei di Atletica a Birmingham (primo posto nel medagliere con 10 ori) e nella rassegna continentale di Nuoto a Parigi. In vasca siamo stati primi per numero totale di podi (43) e secondi per un soffio nel medagliere sempre dopo un testa a testa italo-inglese.
La “perfida Albione” abbozza dunque in pista e in pedana, primeggia invece in piscina mettendosi al collo 14 ori, contro 13 degli azzurri, ma totalizzando 11 medaglie d’argento e 7 di bronzo in meno dei nostri atleti. E’ quindi l’Italnuoto il modello e la squadra da battere in Europa visto che ormai abbiamo grandi specialisti in tutte 5 le discipline (stile, dorso, farfalla, rana e misti). Per non parlare dei tuffi e pure del nuoto artistico: insomma la nazionale di nuoto è davvero una potenza che viene però addirittura superata dagli Azzurri della regina degli sport, l’atletica, la disciplina che riunisce i movimenti fondamentali dell’essere umano: correre, saltare e lanciare.
Cultura sportiva, un salto di qualità anche a livello mediatico

La cultura sportiva italiana sembra essersi modernizzata a livello agonistico e, finalmente, anche a livello mediatico se è vero che i 4 quotidiani sportivi, tutte le emittenti tv e i notiziari online hanno sempre più spesso dato spazio alle imprese degli azzurri da Parigi e Birmingham relegando il calcio a comprimario. Giustamente.
Sia nell’atletica che nel nuoto non si è trattato di exploit isolati, ma di un forte spirito di squadra – proprio quello che manca al calcio – con le eccezionali prove di 4 donne-atlete fantastiche come Chiara Pellacani (5 ori su 5 gare disputate nei tuffi), Simona Quadarella (3 ori nel nuoto: 400, 800 e 1500 sl), della splendida Nadia Battocletti (regina di 5000 e 10000 metri) e della giovane fenomenale Sara Curtis che ha portato a casa ben 6 medaglie: 3 bronzi, 2 argenti e 1 solo oro, sì, ma con il record del mondo dei 50 dorso.
I motivi dei successi nel nuoto e nell’atletica

I successi degli azzurri di nuoto e atletica derivano da una serie di fattori e da una crescita costante realizzata grazie a 4 fattori principali: la riforma strutturale dell’attività sportiva, la valorizzazione dei giovani (la cosiddetta “Generazione Z”), i risultati dell’integrazione con un notevole allargamento della base e – come già accennato – da un forte spirito di squadra.
Atletica e il “Modello Birmingham”
L’atletica in particolare ha completato la sua trasformazione da sport individuale a movimento collettivo dopo l’effetto Tokyo 2021: i trionfi storici di Marcell Jacobs nei 100 e Gimbo Tamberi nell’alto hanno cancellato i complessi di inferiorità che i nostri atleti hanno sempre avuto. L’Italia adesso vince anche quando mancano le punte di diamante e deve affidarsi a talenti scoperti sulle piste o nelle piscine di tutto lo Stivale. Emblematica è stata la decisiva vittoria e l’oro della staffetta 4×400 maschile, il classico miglio tanto caro proprio agli inglesi. Una specialità che non ci aveva mai visto primeggiare, anzi…
Dopo l’atletica, l’oro del nuoto
Pochi minuti dopo la gara e il bronzo delle donne – anche loro proprio davanti alla Gran Bretagna – ecco i 3 minuti di fortissime emozioni dei maschi della 4×400 con il testa a testa tra Lorenzo Benati (44’’66) e Charles Dobson (che vantava un personale di 44”14, ovvero mezzo secondo in meno). Il tempo finale di 2’59’’16 è curiosamente peggiore di oltre un secondo rispetto allo straordinario 2’58’’10 realizzato in batteria (record nazionale e dei campionati europei), ma è valso appunto l’oro e lo storico primo posto nel medagliere ottenuto proprio in casa degli inglesi.
Da cineteca le prove del primo frazionista Edoardo Scotti (buon 45’’5 anche se più lento del suo record italiano) che dà il testimone al migliore dei nostri, Luca Sito (44’’1 il suo parziale) e poi alla giovane sorpresa Mohamed Soudassi (44’’6). Il meno esperto del quartetto scatta come una molla in partenza e prende la corda tenendo la prima posizione e passando l’ultimo testimone a Benati per lo show finale e la vittoria di soli 3 centesimi.
Mohamed Soudassi, il caso scuola
Il 19enne siciliano che ha corso la terza frazione è l’immagine e la sintesi migliore della nuova Italia che avanza e che è figlia dell’integrazione. Nato il 22 novembre 2006 a Khouribga (Marocco), si è trasferito in Italia ad appena un anno con la famiglia che si è stabilita ad Avola (Siracusa). Solo 3 anni fa, nel 2023, ha deciso di dedicarsi all’atletica dopo aver sfidato per gioco in spiaggia due amici che già praticavano la corsa a livello agonistico. Mohamed ha così iniziato ad allenarsi con il tecnico Antonino Nastasie per poi passare a Siracusa nelle abili mani di Pasquale Aparo. Il personale di Soudassi nei 400 è 45’’10, realizzato proprio quest’anno a Molfetta.
Atletica e nuoto orgoglio italiano

Ragazzo e talento giovane ha già affrontato e superato due infortuni piuttosto seri negli ultimi tempi: un anno fa è stato operato per aderenze intestinali, ha ripreso lentamente e nel gennaio scorso si è procurato in allenamento una frattura scomposta al quinto metatarso del piede destro. Studia Scienze politiche all’università e difende i colori dell’Enterprise Sport & Service. Gli altri compagni di staffetta sono di 3 gruppi sportivi diversi: il primo frazionista Scotti è del Fanfulla di Lodi, il secondo (Sito) è delle Fiamme Gialle e l’ultimo, Benati, gareggia invece per le Fiamme Azzurre. Ennesima riprova di quanto sia diffuso e trasversale il movimento dell’atletica italiana.
Il commento di Mei
Il presidente della Fidal Stefano Mei (ex atleta e campione europeo dei 10000) oltre a confermare l’orgoglio per una squadra formidabile annuncia che “il meglio deve ancora venire e mi riferisco ai prossimi Giochi di Los Angeles 2028 dove posso anticipare un obiettivo ambizioso, ma concreto ovvero quello di puntare a 6 medaglie d’oro”.
Intanto godiamoci l’Europa e la nostra straordinaria estate sportiva.














































































