Il 9 e 10 ottobre a Verona due giornate per rileggere il Rinascimento attraverso le donne, la conoscenza, la trasformazione digitale e le nuove forme dell’intelligenza. Che cosa può ancora dirci il Rinascimento? E soprattutto, può essere ancora una chiave per interpretare il presente e immaginare il futuro? È da queste domande che prende forma la terza edizione del Festival dei Rinascimenti, che quest’anno propone un nuovo percorso culturale articolato nelle “Quattro Stagioni dei Rinascimenti”.
Un progetto che attraversa epoche, discipline e linguaggi differenti per interrogarsi sulle grandi trasformazioni della società contemporanea. Dopo le esperienze delle prime due edizioni, il Festival torna nel Veneto con due appuntamenti dedicati alla Primavera e all’Estate dei Rinascimenti, in programma venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026, dalle ore 10.00 alle 12.00, presso l’Istituto San Zeno di Verona, in Via Don Minzoni 50. Due mattinate, due prospettive apparentemente lontane, ma unite da una stessa domanda: come nasce un nuovo Rinascimento?
La Primavera dei Rinascimenti: il Rinascimento visto dalla parte delle donne

Il primo appuntamento, venerdì 9 ottobre, sarà dedicato a “La Primavera dei Rinascimenti. Il Rinascimento visto dalla Parte delle Donne”.Il punto di partenza è una rilettura di una stagione storica nella quale il ruolo femminile è stato spesso raccontato ai margini della grande narrazione politica, culturale ed economica. Il Festival prova invece a riportare al centro donne protagoniste del sapere, del lavoro, della produzione, della cultura e della costruzione della società. Il programma attraverserà temi come il rapporto tra donne, sapere e libertà, l’apprendistato, le corporazioni e l’imprenditoria femminile, fino al ruolo delle donne nella guerra e nei conflitti del Rinascimento italiano. Un percorso storico che arriva inevitabilmente al presente, affrontando anche le barriere invisibili che ancora condizionano il talento femminile nella scienza e nella società, le disuguaglianze salariali e i preconcetti che continuano a influenzare le opportunità.
Chi ne discute



A discuterne saranno Leonardo Brancaccio, autore di Costituzione e democrazia. La lezione di tre madri della Repubblica Tina Anselmi, Nilde Iotti, Lina Merlin; David Salomoni, con Leonesse. Le Guerriere del Rinascimento; e Maria Paola Zanoboni, autrice di studi sulle donne al lavoro nell’Italia e nell’Europa tra XIII e XV secolo.
Chi conduce

A condurre l’incontro sarà Federica Agnese Carraro, giornalista ed editrice di https://www.enordest.it.
L’Estate dei Rinascimenti: interconnessi digitali

Sabato 10 ottobre lo sguardo si sposterà dalla storia al futuro con “L’Estate dei Rinascimenti. Interconnessi Digitali: verso un Nuovo Rinascimento Cognitivo?”. La rivoluzione digitale non ha semplicemente introdotto nuovi strumenti: sta modificando il modo in cui lavoriamo, apprendiamo, comunichiamo e costruiamo le nostre relazioni. L’iperconnessione rappresenta così una nuova condizione dell’esperienza umana. Una condizione che offre opportunità straordinarie, ma che pone anche interrogativi sulla dipendenza dagli strumenti digitali, sulla capacità di mantenere autonomia di giudizio e sulla qualità delle relazioni. Il programma partirà dalla condizione giovanile in Italia, anche attraverso il Rapporto Giovani 2026, per affrontare poi il fenomeno della nomofobia, l’iperconnessione e i rischi della dipendenza digitale.
Gli interventi al Festival sulla rivoluzione digitale





Ma il Festival non vuole fermarsi alla dimensione del rischio. La domanda centrale sarà infatti quali competenze siano necessarie per abitare consapevolmente questa nuova realtà: pensiero critico, creatività, capacità interdisciplinare e capacità di collaborare con sistemi di intelligenza artificiale. Ne discuteranno Matteo Adamoli, Elena Marta, ordinaria di Psicologia sociale e di comunità e membro del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Giuseppe Toniolo, Marco D’Este, formatore e divulgatore, Nicolò Cappelletti e Mariano Diotto docenti IUSVE.
Chi conduce

La conduzione sarà affidata ad Arduino Salatin, docente IUSVE.
Un Festival per leggere il presente attraverso il passato
Le due giornate veronesi sintetizzano bene la filosofia della terza edizione: il Rinascimento non come semplice periodo storico da celebrare, ma come metafora della capacità delle società di trasformarsi. Da una parte, il recupero di protagoniste e protagonisti, idee e percorsi rimasti fuori dalle narrazioni più consolidate; dall’altra, la necessità di confrontarsi con trasformazioni che stanno già modificando il nostro modo di essere persone, cittadini, professionisti e comunità.
Le Quattro Stagioni dei Rinascimenti diventano così un viaggio tra memoria e futuro, cultura e innovazione, storia e contemporaneità

Un viaggio che invita non soltanto a conoscere il passato, ma soprattutto a porsi una domanda: quali condizioni culturali, sociali e umane sono necessarie per generare oggi un nuovo Rinascimento? L’appuntamento è a Verona, il 9 e 10 ottobre 2026, all’Istituto San Zeno. La partecipazione è aperta al pubblico, previa iscrizione al seguente link www.festivaldeirinascimenti.it., dove si potrà seguire il programma completo degli incontri.










































































