Non chiamateli Grandi Vecchi o, peggio, Matusalemme: sono gli over 40 ancora in attività ai massimi livelli che rappresentano i modelli a cui dovrebbe ispirarsi ogni atleta per prolungare la propria maturità agonistica. Nole Djokovic è oggi l’esempio più eclatante e non solo perchè in Cina ha appena vinto il suo 102.mo titolo in carriera: il campione serbo – che spegnerà 40 candeline il prossimo 22 maggio – vuole dare l’assalto ai 103 tornei Atp vinti da Roger Federer e i 109 di Jimbo Connnors, altri due straordinari fenomeni di longevità.
Siamo nel tennis, una disciplina dai ritmi sempre più frenetici che negli ultimi tempi ha evidenziato i propri “limiti” negli stop prolungati di due campioni come Alcaraz (problemi al polso sinistro) e ora Sinner (ginocchio destro) che stanno confermando l’importanza della preparazone atletica e della cura del fisico se si vuole competere a certi livelli. E sono due “under 25” che nascevano quando Djokovic stava già vincendo a livello giovanile e che possono utilizzare tecniche di allenamento più moderne ed evolute. Ma l’evoluzione dev’essere soprattutto a livello mentale e di stile di vita come dimostra appunto il tennis e conferma il calcio.

Dal tennis al calcio: gli over 40 d’assalto
Solo 7 giorni fa avevamo sviscerato pregi e difetti dei giovani talenti azzurri, gli Under 21 ma anche le varie squadre Under 23 della serie C (https://www.enordest.it/2026/10/11/le-giovani-speranze-di-unitalia-del-pallone-under-sempre-piu-multietnica/), ma l’attualità ci impone di celebrare quegli over 40 che restano sulla cresta dell’onda grazie a una professionalità e a doti fisiche non comuni.
I giocatori over 40
In effetti il calcio moderno, così come il tennis, è dominato da ritmi sempre più frenetici, si gioca con un’intensità fisica esasperata con calendari letteralmente intasati: le 7 squadre italiane impegnate nelle Coppe (con risultati finora deprimenti) avranno ben 9 partite in 27 giorni. E parliamo di uno sport di contatto con gli infortuni che sono purtroppo all’ordine del giorno. Eppure la soglia dei 40 anni per alcuni campioni non è un tabù o il limite per arrivare all’inevitabile ritiro. Oggi ci sono autentici “Highlander”, atleti immortali che stanno riscrivendo le regole biologiche dello sport. Giocatori che continuano a calcare i campi dimostrando che la cura del corpo e la mentalità, unite ovviamente al talento, contano molto più dell’età anagrafica.
Iniziamo con CR7
Dalla serie A fino alle competizioni internazionali, i quarantenni non sono semplici comparse o “uomini da spogliatoio”, ma elementi centrali e decisivi per i propri club. Senza dubbio il re della longevità calcistica è Cristiano Ronaldo che, al netto di un carattere a dir poco fumantino e allergico ai compromessi, continua a segnare raffiche di gol. Con la maglia del suo Portogallo non è più indispensabile, ma in Arabia CR7 è ancora il re dei bomber e si avvicina alla quota storica dei mille gol in carriera. Fra soli tre mesi – il 5 febbraio prossimo – compirà 42 anni. La sua cura del fisico è maniacale così come lo stile di vita, ma non è l’unico ad aver valicato i fatidici “anta” in perfetta forma.
Over 40 anche Zlatan
Molto meno rigoroso, ma comunque da ammirare è stato Zlatan Ibrahimovic che ha giocato in Nazionale fino ad oltre 40 anni e in serie A fino a 41 anni e mezzo (nel Milan): ma come modello di vita non è stato proprio il massimo e anche la carriera dirigenziale non sembra assegnargli la palma dell’esempio da seguire.
Modric c’è ancora
Invece sempre classe 1985 – come Ronaldo – è il croato Luka Modric che dopo aver salutato il Real Madrid ha scelto di rimettersi in gioco nella nostra serie A con la maglia del Milan, dimostrando che la classe non invecchia. Pur gestendo le forze, continua a dispensare assist e geometrie: con la sua Croazia ha appena giocato l’ultima partita il 6 ottobre scorso dopo un Mondiale disputato da titolare.
L’addio di Messi all’Argentina
Al passo d’addio con la Nazionale proprio lo stesso giorno di ottobre, ma in un altro emisfero, si è presentato anche il 39enne Lionel Messi che due mesi prima aveva disputato la finale del campionato del mondo dopo un torneo iridato da assoluto protagonista: la migliore conferma che a questi livelli la velocità di pensiero conta più dello scatto fisico.
Gli altri “anta” in attività
Oltre ai 4 campioni più celebrati e più conosciuti in Italia ci sono altri over 40 che tengono botta in modo più che dignitoso: il difensore brasiliano Thiago Silva – che di candeline ne spegnerà addirittura 43 – è fra questi fenomeni. Dopo una buona stagione nel Porto, giocando anche in Champions, è ora titolare del Fluminense nel campionato carioca. Sopperisce alla perdita di velocità con un senso della posizione impeccabile e una capacità di lettura dell’azione fuori dal comune, guidando il reparto arretrato con l’autorità del classico “allenatore in campo”.
Fra i portieri (ruolo che permette senz’altro una longevità maggiore) si segnala ancora in attività il tedesco Manuel Neuer – che farà 41 anni a marzo – che resta uno dei più affidabili d’Europa con il Bayern Monaco, abbinando senso della posizione ad una grande abilità nell’impostare l’azione con i piedi. Grande esempio di portieri over 40 sono stati peraltro i nostri mitici capitani della Nazionale e campioni del Mondo Dino Zoff e Gigi Buffon.
Over 40 che hanno appena chiuso
Ha appena chiuso l’attività ad alti livelli il brasiliano Bonfim Costa Dante (43 anni proprio oggi, 18 ottobre) che come difensore del Nizza ha gioca stabilmente da titolare la scorsa stagione in Ligue 1, accumulando un grande minutaggio e guidando la squadra francese con la leadership che il suo ruolo impone e che manca ad esempio nell’Inter campione d’Italia dove le uscite dei “vecchi” Acerbi e De Vrji hanno aperto pericolose crepe in difesa.
I record di longevità
Per chiudere ecco i recordman del calcio: il portiere egiziano Essam El-Hadary è il più anziano ad aver giocato una Coppa del Mondo, scendendo in campo con la sua Nazionale nel 2018 a 45 anni e 161 giorni. Ancora un portiere, l’emiliano Marco Ballotta, è stato invece il primatista nella nostra serie A: è sceso in campo con la Lazio a 44 anni e 38 giorni l’11 maggio 2008 restando peraltro imbattuto nel 2-0 con cui i biancocelesti regolarono il Genoa a Marassi. Sul podio dei più longevi con lui ci sono i “colleghi” Gigi Buffon che esattamente 13 anni dopo disputò l’ultima partita in A a 43 anni e 3 mesi (ma poi giocò anche la stagione successiva in B con il Parma) e Francesco Antonioli del Cesena che sempre in maggio, ma del 2012, scese in campo a 42 anni e 7 mesi.
I consigli del medico sportivo trevigiano Rodolfo Gallo

Insomma lunga vita ai grandi campioni, ma soprattutto massima cura di preparazione fisica, dei recuperi e dell’alimentazione: “La longevità sportiva – mi spiegava il grande medico sportivo trevigiano Rodolfo Gallo, scomparso a 93 anni e di cui proprio ieri a Fossalta di Piave abbiamo dato l’ultimo saluto – non si ottiene con sforzi estremi e saltuari, ma con la regolarità nell’allenamento, con la massima attenzione ai parametri fisici e il rispetto dei segnali di fatica per evitare il sovrallenamento. Molto importanti sono il recupero e il riposo, ma soprattutto lo stile di vita”.













































































